22 Mar, 2026 - 18:00

Gubbio, il lascito dimenticato: 20mila euro per il canile-gattile rimasti nel cassetto del Comune

Gubbio, il lascito dimenticato: 20mila euro per il canile-gattile rimasti nel cassetto del Comune

C’è una storia che, a raccontarla tutta, sembra uscita da una commedia all’italiana. Solo che qui non si ride molto, soprattutto se a farne le spese sono cani e gatti.

È la vicenda del lascito testamentario di circa 20mila euro destinato al canile-gattile di Ferratelle, soldi reali, disponibili, ma rimasti – per usare un’immagine fin troppo efficace – “in qualche cassetto del Comune”.

Una somma lasciata con uno scopo preciso: migliorare le condizioni degli animali ospitati nella struttura comprensoriale. Una volontà chiara, nero su bianco. Eppure, a distanza di oltre due anni, non risulta speso nemmeno un euro.

La volontà di Carlo Cecchini: amore per Gubbio e per i gatti

Tutto ha origine nel novembre 2023, con la scomparsa di Carlo Cecchini, 77 anni, originario di Latina ma profondamente legato a Gubbio. Nel suo testamento, scritto a mano, aveva espresso una volontà semplice e concreta: destinare parte dei suoi beni al benessere degli animali del canile-gattile.

“Amava Gubbio e amava gli animali, i gatti in particolare, hanno ricordato le nipoti Fiammetta e Laura Modena, che si sono impegnate fin da subito affinché quella volontà venisse rispettata.

Un gesto che non aveva nulla di simbolico, ma che puntava a interventi pratici, tangibili, necessari.

Progetti pronti, soldi disponibili… ma tutto fermo

E qui la storia prende una piega decisamente meno lineare. Perché gli interventi da realizzare erano stati anche individuati con precisione, grazie al lavoro congiunto dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali) e delle associazioni locali come Gubbio Soccorso Animali Ambiente, Animal Mind e Amici di Cesare.

Non idee generiche, ma proposte dettagliate: l’adeguamento di prefabbricati per ospitare gatti con patologie anche contagiose, la realizzazione di una casetta per la degenza post-operatoria, il miglioramento delle recinzioni della struttura.

Insomma, un elenco di necessità concrete che avrebbero potuto migliorare sensibilmente la qualità della vita degli animali ospitati a Ferratelle.

Eppure, nulla si è mosso.

Tra promesse e silenzi: il passaggio tra due amministrazioni

La Giunta guidata da Filippo Mario Stirati aveva formalmente recepito il lascito, prevedendo con deliberazione che l’importo fosse destinato “a interventi di manutenzione straordinaria finalizzati al benessere di cani e gatti”.

Un passaggio che sembrava aprire la strada alla realizzazione dei lavori.

Poi, però, il cambio di amministrazione. E con l’arrivo della giunta guidata dal sindaco Vittorio Fiorucci, la vicenda sembra essersi arenata definitivamente.

Secondo quanto riferito dalle associazioni e dai soggetti coinvolti, non solo non sono stati avviati interventi, ma sarebbe diventato difficile perfino ottenere un confronto. Richieste di appuntamento rimaste senza risposta, sollecitazioni cadute nel vuoto.

“Non concedono neanche un incontro per riprendere il filo di questa storia, lamentano i volontari.

Il ruolo del curatore e della famiglia: una volontà da difendere

A seguire la vicenda fin dall’inizio è stato anche il dottor Norberto Quadraroli, curatore testamentario, perfettamente a conoscenza delle volontà di Cecchini.

Parallelamente, l’avvocato Laura Modena ha curato l’iter burocratico necessario affinché il Comune potesse acquisire le risorse. Un percorso non breve, come spesso accade in questi casi, ma portato a termine proprio per evitare che il lascito restasse lettera morta.

E invece, una volta arrivati i fondi, la macchina amministrativa sembra essersi fermata.

Un paradosso che non sfugge a nessuno: superare la burocrazia per ottenere i soldi, e poi lasciarli inutilizzati.

Il canile-gattile tra bisogni reali e risorse inutilizzate

Nel frattempo, la struttura di Ferratelle continua a fare i conti con esigenze concrete. Dal pensionamento della veterinaria responsabile Maria Rita Bonci, la presenza sanitaria si è ridotta a due giorni settimanali.

Un dato che, da solo, racconta la fragilità del sistema.

E proprio per questo quei 20mila euro avrebbero potuto rappresentare una risorsa preziosa, non risolutiva ma certamente utile per interventi mirati e urgenti.

Invece restano fermi, sospesi in una sorta di limbo amministrativo che ha il sapore dell’occasione mancata.

Una storia emblematica (e un po’ amara)

C’è un’ironia sottile, quasi inevitabile, in tutta questa vicenda. Un uomo che, con un gesto concreto, decide di lasciare un segno positivo per gli animali. Una comunità di volontari pronta a trasformare quel gesto in interventi reali. Un’amministrazione che acquisisce i fondi.

E poi il silenzio.

“Soldi che ci sono, ma non si vedono”. Una formula che potrebbe diventare il sottotitolo non ufficiale della vicenda.

La domanda che resta aperta

Al di là delle responsabilità politiche, delle dinamiche tra maggioranza e opposizione, delle inevitabili letture di parte, resta una domanda semplice.

Perché quei soldi non vengono spesi?

Non si tratta di trovare nuove risorse, né di inventare progetti. Tutto è già stato definito: volontà, fondi, interventi.

Manca solo l’ultimo passaggio, quello più concreto.

E forse il più difficile: trasformare un’intenzione in realtà.

Perché, in fondo, questa non è solo la storia di un lascito dimenticato. È la misura di quanto, a volte, tra ciò che si decide e ciò che si fa, possa aprirsi una distanza sorprendentemente ampia.

E nel frattempo, a Ferratelle, cani e gatti continuano ad aspettare.

AUTORE
foto autore
Mario Farneti
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE