Il Consiglio Comunale di Gubbio ha approvato una mozione che esprime la contrarietà dell’amministrazione alla realizzazione di grandi impianti eolici nel territorio.
Un voto quasi unanime che fotografa la crescente preoccupazione per i progetti attualmente in valutazione ambientale. Ma al di là del valore politico della decisione, resta una domanda cruciale: la mozione può davvero fermare le pale eoliche previste sui crinali appenninici attorno a Gubbio?
La risposta, sul piano strettamente giuridico, è molto più complessa di quanto possa apparire.
Il territorio di Gubbio è oggi al centro di una situazione che molti osservatori definiscono ormai una vera emergenza paesaggistica e territoriale.
Sono infatti tre i progetti di impianti eolici industriali attualmente in fase di valutazione:
Gubbio Sud
Gubbio Nord
Contessa
Si tratta di interventi di grande scala, con potenze complessive che superano i 140 megawatt e con aerogeneratori che possono raggiungere circa 200 metri di altezza.
Per comprendere la dimensione di queste strutture basta un semplice confronto: il monumentale Palazzo dei Consoli, simbolo della città medievale, misura circa 60 metri. Le nuove torri eoliche previste nei progetti potrebbero quindi essere oltre tre volte più alte.

Proprio per questo il tema ha iniziato a suscitare una forte attenzione pubblica e politica.
Di fronte a questa prospettiva, il Consiglio comunale ha approvato una mozione che impegna il sindaco e la giunta a esprimere contrarietà alla realizzazione di impianti eolici di media e grande taglia nelle aree montane e collinari del territorio.
Il documento sottolinea la necessità di difendere:
il paesaggio
l’identità storica del territorio
la sicurezza idrogeologica.
Tra i punti più significativi della mozione figura anche la proposta di valutare un referendum consultivo cittadino, con l’obiettivo di coinvolgere direttamente la popolazione su una scelta che potrebbe incidere in modo permanente sul paesaggio eugubino.
Un segnale politico forte che testimonia la crescente sensibilità del Consiglio comunale su questo tema.
Tuttavia, proprio mentre cresce il dibattito politico, emerge un aspetto spesso poco chiaro per l’opinione pubblica.
La realizzazione di impianti eolici di grandi dimensioni non dipende dal Comune.
I progetti attualmente presentati rientrano infatti nella procedura statale di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), gestita dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
In questo tipo di procedure il Comune può:
presentare osservazioni tecniche
partecipare alla Conferenza dei Servizi
esprimere pareri.
Ma non ha il potere di bloccare autonomamente l’opera.
Questo significa che la mozione approvata dal Consiglio comunale rappresenta una posizione politica importante, ma non costituisce un provvedimento giuridicamente vincolante.
La questione diventa ancora più delicata se si considera la particolare natura del territorio eugubino.
L’area è caratterizzata da un paesaggio di grande valore storico e ambientale, con una relazione molto forte tra la città medievale e i crinali dell’Appennino che la circondano.
Non a caso gran parte del territorio è sottoposta a vincolo paesaggistico, introdotto già negli anni Cinquanta per proteggere l’assetto panoramico e l’identità del paesaggio.
La possibile installazione di aerogeneratori alti 200 metri sui crinali ha quindi aperto un confronto che va ben oltre la semplice questione energetica.
Se la mozione del Consiglio comunale ha soprattutto un valore politico, la vera partita si giocherà nella procedura tecnica di valutazione ambientale.
È infatti in quella sede che verranno analizzati:
l’impatto paesaggistico degli impianti
la compatibilità con i vincoli esistenti
gli effetti cumulativi dei diversi progetti.
Una procedura complessa che coinvolge diversi livelli istituzionali e che determinerà il futuro di uno dei paesaggi più caratteristici dell’Appennino umbro-marchigiano.

Questo articolo apre un dossier di approfondimento dedicato proprio al tema degli impianti eolici nel territorio di Gubbio. Nei prossimi contributi analizzeremo altri aspetti decisivi della vicenda: chi decide realmente nelle procedure autorizzative, il nodo della tutela paesaggistica e gli impatti concreti che questi progetti potrebbero avere sul territorio e sulle comunità locali.