Dopo l’approvazione della mozione con cui il Consiglio comunale ha espresso la propria contrarietà alla realizzazione di grandi impianti eolici nel territorio, il dibattito pubblico si è concentrato su un punto fondamentale: chi decide davvero se le pale eoliche verranno costruite o meno attorno a Gubbio?
La domanda non è secondaria. Anzi, è proprio qui che si gioca la parte più importante della vicenda.
Il voto del Consiglio comunale ha infatti un peso politico significativo, ma dal punto di vista giuridico la decisione finale non spetta all’amministrazione comunale.
Il Comune di Gubbio ha certamente un ruolo nella procedura che riguarda i nuovi impianti eolici. Può infatti partecipare alle conferenze dei servizi, presentare osservazioni tecnich, esprimere pareri sugli effetti dei progetti sul territorio.
Si tratta di strumenti importanti, che consentono all’amministrazione locale di rappresentare le esigenze e le preoccupazioni della comunità.
Tuttavia questi atti non hanno valore vincolante nella decisione finale.
La mozione approvata dal Consiglio comunale, pur rappresentando una presa di posizione politica molto netta, rimane quindi un atto di indirizzo interno all’ente.
I progetti eolici previsti nel territorio eugubino rientrano infatti nella procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).
Si tratta di una procedura complessa prevista dalla normativa europea e nazionale che serve a stabilire se una determinata opera sia compatibile con l’ambiente e con il territorio in cui viene realizzata.

Nel caso degli impianti eolici di grande dimensione la competenza non è comunale.
La procedura viene infatti gestita a livello statale dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che coordina l’istruttoria tecnica e raccoglie i pareri degli enti coinvolti.
La VIA rappresenta il passaggio fondamentale per tutti i grandi progetti energetici.
Durante questa fase vengono analizzati diversi aspetti:
impatto paesaggistico
effetti sugli ecosistemi
compatibilità con i vincoli ambientali
impatto sulle attività agricole e turistiche.
I progetti che riguardano il territorio eugubino – Gubbio Nord, Gubbio Sud e Contessa – sono proprio in questa fase di valutazione.
Una volta conclusa l’istruttoria, il Ministero dell’Ambiente esprime il giudizio di compatibilità ambientale che rappresenta la base per l’autorizzazione finale dell’impianto.
All’interno della procedura di valutazione ambientale intervengono diversi soggetti istituzionali.
Tra questi hanno un ruolo particolarmente rilevante le Regioni, gli enti locali, le autorità ambientali, il Ministero della Cultura.
In particolare la Soprintendenza, che dipende dal Ministero della Cultura, può esprimere valutazioni molto incisive quando sono in gioco paesaggi di particolare valore storico o ambientale.
È proprio in questa fase tecnica che si concentrano le analisi più delicate.
Nel caso del territorio eugubino la questione paesaggistica rappresenta uno dei punti più sensibili.
L’area attorno alla città è infatti caratterizzata da un paesaggio appenninico che da decenni è sottoposto a tutela.
Il centro storico medievale, dominato dal Palazzo dei Consoli, è strettamente legato al contesto naturale dei crinali montani che lo circondano.
Proprio su queste dorsali montane dovrebbero sorgere le turbine previste nei progetti eolici.
Le dimensioni delle nuove strutture – torri che possono arrivare fino a 200 metri di altezza – rendono quindi il tema dell’impatto visivo particolarmente rilevante.
La vicenda degli impianti eolici di Gubbio mostra chiaramente come le decisioni su infrastrutture energetiche di grande dimensione superino spesso il livello della politica locale.
Il Comune può esprimere contrarietà e presentare osservazioni, ma la valutazione finale dipende da un processo amministrativo molto più ampio che coinvolge diversi livelli istituzionali.
Proprio per questo il dibattito pubblico si sta progressivamente spostando dal piano politico a quello tecnico e giuridico.
Nei prossimi articoli analizzeremo più da vicino uno degli aspetti più delicati della vicenda: l’impatto paesaggistico degli impianti eolici sui crinali che circondano Gubbio.
Un tema che non riguarda soltanto la produzione di energia rinnovabile, ma anche la tutela di uno dei paesaggi storici più riconoscibili dell’Appennino umbro-marchigiano.