Il momento è delicato, quasi critico. Il Gubbio di Mimmo Di Carlo infatti si trova ad affrontare il rush finale di stagione, proprio nel momento in cui i punti iniziano a pesare il doppio. E obiettivamente, una tiratina d'orecchi va data, perchè incassare 10 reti in quattro partite, non è solo un problema di tattica, di errori individuali o di infortuni: è il segnale di un’improvvisa fragilità difensiva e mentale che stona con l’identità solida e la qualità della squadra. Il solo punto ottenuto contro la Juventus Next Gen, è infatti un bottino troppo magro per chi ambisce a qualcosa di più di una semplice salvezza. Quella che sembrava una marcia sicura verso la post-season, da un mese a questa parte, si è trasformata in un cammino col fiato corto, dove la paura di fallire rischia di offuscare la lucidità necessaria sotto porta e la compattezza tra i reparti.
La classifica è corta e il margine di errore si è azzerato: non c’è più tempo per i processi, ma serve una reazione d’orgoglio immediata. Per centrare l’obiettivo, il Gubbio deve ritrovare la sua anima già sabato pomeriggio, nella sfida casalinga con la Pianese. La svolta deve partire dalla testa: resettare le ultime prestazioni, blindare la porta e tornare a essere quella squadra cinica e operaia capace di soffrire e colpire. I playoff sono ancora lì, a portata di mano, ma richiedono un cambio di passo mentale prima ancora che tecnico. La città e la tifoseria aspettano un segnale: è il momento di tirare fuori il carattere per non sprecare quanto fatto fin qui. (Foto di copertina AS Gubbio 1910/Simone Grilli)
In apertura dicevamo dei dieci gol incassati dai rossoblù nelle ultime quattro partite. Un dato che ha messo in allarme tifosi ed addetti ai lavori, perchè si tratta della peggior serie negativa della stagione. Per trovare un andamento simile, bisogna tornare infatti ad inizio campionato, quando tra la sesta e la decima giornata, il Gubbio incassò sette reti, con tre sconfitte e due pareggi: dal ko di Campobasso (2-0), passando per il pari di Pesaro (1-1) e quello casalingo col Pontedera (1-1), fino ad arrivare ad altre due sconfitte, ad Arezzo (1-0) e in casa col Guidonia (0-2). Subito dopo, dalla dodicesima alla quindicesima, un altro periodo complicato seppur con quattro pareggi, dove la squadra incassò sei reti: Gubbio-Ternana (3-3); Ascoli-Gubbio (1-1); Ravenna-Gubbio (1-1) e Gubbio-Juventus Next Gen (1-1).
Il Gubbio si trova davanti a un bivio cruciale: è necessario invertire immediatamente la rotta per non vanificare quanto costruito e blindare un posto nei playoff, obiettivo già centrato nella scorsa stagione sotto la guida di Gaetano Fontana. Analizzando i numeri, emerge un parallelismo interessante tra la gestione attuale e quella passata, sebbene con sfumature diverse. Al termine della 35ª giornata, la compagine di Mimmo Di Carlo ha raccolto 43 punti, due in meno rispetto ai 45 totalizzati nello stesso arco temporale del campionato precedente. Tuttavia, questo distacco svanisce se si guarda alla sostanza delle prestazioni medie. L'esclusione improvvisa del Rimini dal torneo ha infatti ridotto il numero di match disputati, rendendo la media punti il vero termometro della situazione. In questo senso, il rendimento è pressoché identico: Di Carlo viaggia a una media di 1,30 punti a partita, superando di un soffio l'1,29 registrato dal tandem Taurino-Fontana nella stagione 2024-2025. Nonostante la stabilità statistica, l'ambiente richiede ora un cambio di marcia deciso per assicurarsi una posizione di rilievo nella griglia degli spareggi promozione e chiudere la stagione regolare in crescendo.