Il momento della verità è arrivato. Novanta minuti, forse qualcosa in più, per continuare a inseguire il sogno playoff oppure chiudere definitivamente la stagione. Il Gubbio si prepara alla sfida più delicata dell’anno, quella contro il Pineto, primo turno degli spareggi di Serie C che non concede margini di errore ai rossoblù.
La formula è chiara: per proseguire il cammino servirà soltanto vincere. Un pareggio o una sconfitta sancirebbero immediatamente la fine dell’avventura eugubina. Una condizione che obbligherà il Gubbio a giocare una gara coraggiosa, intensa e con personalità, su un campo difficile contro una squadra che in stagione ha dimostrato organizzazione e qualità.
Durante la trasmissione “Fuorigioco”, in onda su Trg, il tecnico rossoblù Domenico Di Carlo ha tracciato un bilancio della stagione, parlando del percorso della squadra, dei playoff e anche del proprio futuro.
“Da quando sono arrivato il mio obiettivo, insieme alla società, era quello di fare un campionato come aveva fatto il Gubbio negli ultimi anni, entrando ai playoff e facendo giocare i giovani. Rispetto allo scorso anno il minutaggio dei giovani è stato molto più elevato, ringrazio il direttore sportivo e la società. Questi ragazzi sono stati bravi nel fondersi con i più esperti, hanno creato un bel gruppo.
L’inizio di stagione è stato buono, mentre a novembre e dicembre non siamo stati bravi a capire i momenti di difficoltà. Lo abbiamo capito quando sono mancati gli uomini, abbiamo perso punti e fiducia. La società è stata brava, mi è stata vicina. Da gennaio in poi la squadra si è compattata, abbiamo recuperato giocatori, tutti hanno dato qualcosa in più. A Gubbio bisogna dare qualcosa in più e lo abbiamo fatto. Nel girone di ritorno abbiamo fatto una bella cavalcata, la vittoria di Perugia è stata un momento storico, ci ha dato una fiducia notevole per quello che poi abbiamo fatto dopo. Siamo andati a vincere anche a Terni, vincere due derby fuori casa non è banale”.
Parole che raccontano bene il percorso di crescita del gruppo rossoblù, capace di reagire nei momenti più difficili. Le vittorie nei derby contro Perugia e Ternana hanno rappresentato uno spartiacque mentale oltre che tecnico, aumentando convinzione ed entusiasmo all’interno dello spogliatoio.
“Dopo la gara con la Ternana abbiamo avuto un momento di flessione perché è calata la tensione, e l’abbiamo pagata a caro prezzo fino a Livorno. Con la Juve Next Gen abbiamo fatto una grande gara. Con la Pianese abbiamo ritrovato la nostra verve e cattiveria, senza tralasciare niente. Siamo andati a Sassari con quindici giocatori, ma la squadra ha dimostrato di avere carattere. La Torres doveva vincere per salvarsi, a noi bastava poco per arrivare ai playoff, ma non siamo andati lì in vacanza”.
Di Carlo ha poi sottolineato l’importanza dello spogliatoio e del lavoro dei giocatori più esperti nel guidare i giovani durante l’intera stagione.
“Abbiamo un gruppo forte, a partire dal capitano Signorini, che è un trascinatore e che, insieme ad altri giocatori esperti, ha guidato i più giovani. Abbiamo finito con una vittoria in casa con il Pineto. Era il nostro obiettivo, finire vincendo era importante per approcciarsi ai playoff”.
L’allenatore ha anche analizzato il problema degli infortuni che ha condizionato parte del campionato rossoblù.
“Infortuni? Dopo la gara contro la Juve, sia all’andata sia al ritorno, sono arrivati gli infortuni. È una squadra giovane ma anche con giocatori più grandi, alla lunga qualcosa abbiamo pagato. Errori non ce ne sono: se ti alleni piano vai piano, se vai forte vai forte. Quest’anno, quando siamo stati tutti, abbiamo avuto ritmi alti e abbiamo messo in difficoltà tutti”.
Sul piano tattico, il tecnico ha spiegato le difficoltà incontrate soprattutto nel reparto offensivo.
“Pochi gol fatti? A gennaio è andato via Tommasini, non ero d’accordo, ma il presidente ha deciso così. Stavamo proponendo il 4-3-1-2, sapevamo che La Mantia, senza aver fatto preparazione, avrebbe fatto fatica. Lo stesso vale per Di Massimo, che lo scorso anno aveva giocato una sola partita e che quest’anno stavamo gestendo. Avevamo poi Minta e Ghirardello. Se hai gli attaccanti puoi giocare con il 4-3-1-2, con Di Massimo dietro le punte e con due attaccanti che potevamo alternare. Se non hai cambi non puoi farlo.
A gennaio avevamo pensato a questo sistema, poi con gli infortuni di Di Massimo, La Mantia e Minta siamo tornati al 3-5-2 che conoscevamo. I moduli sono importanti, ma la cosa fondamentale è avere un’anima. Questa squadra ci ha sempre creduto e faccio un applauso ai ragazzi per il campionato. Per tante partite non abbiamo avuto le punte, fa parte del nostro percorso. L’importante è trovare soluzioni e non problemi”.
Infine, uno sguardo ai playoff e al futuro personale.
“Sono molto fiducioso per questa partita, rientrano Vaone e Minta, speriamo che Carraro possa allenarsi di più. Forse rientra anche Di Massimo, vediamo se giovedì riuscirà ad allenarsi. Vuole esserci a tutti i costi anche lui con noi, e questo fa capire che gruppo si è creato.
Noi vogliamo fare una partita importante, ci crediamo, sappiamo che sarà difficile. Andiamo lì con grande voglia, l’unico che può mancare è Baroncelli. Gli episodi nei playoff sono determinanti, noi vogliamo pensare positivo. Sappiamo di doverci difendere come un branco di lupi affamati e attaccare con serenità, perché davanti abbiamo giocatori validi. Chiediamo ai tifosi di starci vicini, tutto può succedere”.
Sul futuro:
“Mi sono trovato benissimo a Gubbio, ho lavorato con ragazzi fantastici che sono migliorati e cresciuti, diventando determinanti. Bisogna dare merito ai giocatori. Con i tifosi mi trovo bene, ho cercato di vivere la città nel migliore dei modi. Anche se allo stadio non vengono molti tifosi, il tifoso eugubino vuole arrivare primo e mi piace questa mentalità.
Sono contento che il contratto si sia rinnovato, ma ci sono tante altre cose da valutare. C’è il presidente, che è sempre coinvolto al cento per cento, ed è lui che porta avanti il Gubbio. Quando finiranno i playoff cercheremo di sederci a tavolino e capire quali sono le intenzioni del presidente. Avere un contratto senza il resto non conta, bisogna fare le cose insieme. Adesso bisogna essere concentrati sui playoff”.