10 Jun, 2026 - 20:30

Gubbio, dall’erba alta ai parchi vissuti: le aree verdi comunali possono diventare una risorsa per la comunità

Gubbio, dall’erba alta ai parchi vissuti: le aree verdi comunali possono diventare una risorsa per la comunità

La situazione segnalata dai residenti di Fontevole a Gubbio richiama l'attenzione su un problema che va oltre i confini del quartiere e coinvolge il modo stesso di concepire e gestire gli spazi verdi pubblici della città.

L'area verde comunale situata tra via Brunelleschi e via Botticelli si presenta infatti in condizioni di evidente abbandono, con erba alta, marciapiedi difficilmente percorribili e il timore, segnalato dagli abitanti, della presenza di rettili attratti dalla vegetazione incolta.

Le proteste dei cittadini sono comprensibili. Da un lato vi sono famiglie, bambini e anziani che utilizzano quotidianamente quei percorsi; dall'altro vi è una situazione che, soprattutto nei mesi più caldi dell'anno, tende a peggiorare rapidamente.

Tuttavia la questione merita forse una riflessione più ampia. È davvero sufficiente limitarsi a programmare qualche sfalcio periodico dell'erba? Oppure è arrivato il momento di ripensare il ruolo delle aree verdi comunali oggi inutilizzate?

Lo sfalcio non risolve il problema

Ogni estate il copione sembra ripetersi.

Le segnalazioni aumentano, i cittadini protestano, il Comune interviene con la manutenzione e nel giro di poche settimane l'erba torna a crescere rigogliosa.

È una dinamica quasi inevitabile.

Le temperature elevate e le piogge primaverili favoriscono infatti una crescita rapidissima della vegetazione. Anche laddove gli interventi vengono effettuati regolarmente, il risultato rischia di durare poco tempo.

Il problema non riguarda soltanto l'aspetto estetico.

L'erba alta rende più difficile il controllo del territorio, favorisce la presenza di insetti e piccoli animali e contribuisce a creare una percezione di abbandono che inevitabilmente genera malcontento tra i residenti.

La presenza dell'uomo è la migliore manutenzione

Esiste però un elemento che spesso viene trascurato.

La migliore difesa contro il degrado non è il decespugliatore ma la presenza costante delle persone.

Uno spazio frequentato, vissuto e utilizzato quotidianamente tende naturalmente a mantenersi in condizioni migliori rispetto a un'area lasciata senza una funzione precisa.

Anche il problema della presenza dei rettili, spesso segnalato nei terreni incolti, trova una risposta semplice nella frequentazione umana.

Le serpi evitano normalmente le zone caratterizzate da un intenso passaggio di persone, bambini e attività quotidiane.

Dove c'è vita, movimento e presenza costante dell'uomo, il rischio diminuisce sensibilmente.

Per questo motivo molte città stanno progressivamente abbandonando la logica delle aree verdi passive per trasformarle in luoghi di aggregazione e utilizzo sociale.

Da terreno incolto a spazio per i bambini

Nel caso specifico di Fontevole, l'area verde potrebbe rappresentare un'opportunità importante per il quartiere.

La presenza di numerose famiglie e di spazi sufficientemente ampi suggerisce una possibile destinazione orientata all'infanzia e alle attività educative.

Un centro estivo, un'area giochi strutturata, laboratori all'aperto o attività sportive leggere potrebbero restituire una funzione concreta a uno spazio che oggi appare sostanzialmente inutilizzato.

Non si tratterebbe necessariamente di un intervento diretto del Comune.

Sempre più spesso, infatti, amministrazioni pubbliche e associazioni del territorio collaborano attraverso convenzioni che consentono di gestire e valorizzare aree pubbliche con costi contenuti e risultati significativi.

Le associazioni come risorsa

Gubbio dispone di un tessuto associativo particolarmente ricco.

Associazioni sportive, culturali, educative e di volontariato rappresentano una risorsa che potrebbe essere coinvolta nella gestione di alcune aree verdi comunali.

Laddove esiste una funzione sociale chiara, la manutenzione ordinaria diventa più semplice e meno onerosa.

Uno spazio utilizzato da bambini, educatori, famiglie o gruppi sportivi viene controllato quotidianamente e tende a conservare naturalmente condizioni decorose.

Non si tratta di privatizzare il bene pubblico, ma al contrario di restituirlo alla collettività attraverso modalità di utilizzo condivise.

Una nuova idea di verde urbano

Per molti anni il verde pubblico è stato concepito principalmente come elemento ornamentale.

Oggi le città più avanzate stanno progressivamente cambiando approccio.

Un prato non è soltanto un prato. Può diventare uno spazio educativo, un luogo di incontro intergenerazionale, un presidio sociale o un'opportunità per migliorare la qualità della vita nei quartieri.

In un periodo storico nel quale le amministrazioni locali devono fare i conti con risorse economiche sempre più limitate, la valorizzazione degli spazi esistenti rappresenta spesso una scelta più sostenibile rispetto alla realizzazione di nuove infrastrutture.

Fontevole potrebbe diventare un esempio concreto di questa filosofia.

Una sfida che riguarda tutta la città

La situazione segnalata dai residenti non riguarda soltanto via Brunelleschi o via Botticelli.

In diverse zone di Gubbio esistono aree verdi che attendono una funzione più definita e una maggiore integrazione nella vita quotidiana dei quartieri.

L'obiettivo non dovrebbe essere soltanto tagliare l'erba quando cresce troppo.

La vera sfida consiste nel trasformare questi spazi in luoghi capaci di generare socialità, sicurezza e partecipazione.

Perché un'area verde vissuta dai cittadini non è soltanto più bella.

È anche più sicura, più controllata e più utile alla comunità.

Forse il dibattito aperto dai residenti di Fontevole può diventare l'occasione per avviare una riflessione più ampia sul futuro del verde pubblico a Gubbio, passando dalla semplice manutenzione alla valorizzazione sociale degli spazi urbani.

 

(Foto da Cronaca Eugubina)

AUTORE
foto autore
Mario Farneti
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE