Una giornata intensa, partecipata e carica di significato ha segnato a Gubbio l’81ª ricorrenza del 25 Aprile, Festa della Liberazione d’Italia. Un appuntamento profondamente sentito dalla comunità eugubina, che anche quest’anno ha saputo unire memoria storica, partecipazione civica e forte identità collettiva.
Le celebrazioni si sono inserite in un contesto più ampio di riflessione sui valori della libertà, della pace e della democrazia. Un messaggio quanto mai attuale, come sottolineato nel corso della giornata: “Il 25 Aprile rappresenta non solo un momento di ricordo, ma anche un’occasione per rinnovare l’impegno collettivo verso i principi costituzionali”.

La mattinata si è aperta alla scalinata di Palazzo Pretorio con un momento di grande intensità emotiva. Qui sono stati letti i nomi delle 104 vittime delle stragi nazifasciste del territorio eugubino gualdese, grazie all’iniziativa promossa dall’Associazione Famiglie dei Quaranta Martiri e dall’ANPI di Gubbio.
Protagonisti sono stati gli studenti delle scuole superiori, che si sono alternati nella lettura dei nomi, dei luoghi e delle date, restituendo voce e dignità a chi ha perso la vita. Un gesto semplice ma potente, capace di trasformare la memoria in esperienza viva e condivisa.
A introdurre il momento è stato il professor Giancarlo Pellegrini, che ha offerto un inquadramento storico, contribuendo a dare profondità e consapevolezza all’iniziativa.
Il tradizionale Corteo istituzionale ha poi attraversato la città, accompagnato dal suono solenne del Campanone, simbolo per eccellenza dell’identità eugubina. Un percorso che ha toccato i luoghi più significativi della memoria cittadina, dove sono state deposte corone di alloro in onore dei Caduti.
Il sindaco Vittorio Fiorucci ha reso omaggio al Monumento ai Caduti della Grande Guerra in Piazza Quaranta Martiri, mentre il corteo ha proseguito verso la Stele dei Caduti della Seconda Guerra Mondiale, il Mausoleo dei Quaranta Martiri e altri luoghi simbolo come Viale della Rimembranza, Carbonesca e Colpalombo.
Presenti tutte le principali autorità civili e militari, tra cui rappresentanti dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia Locale, dei Vigili del Fuoco e delle associazioni del territorio, a testimonianza di una partecipazione corale.
Tra i momenti più suggestivi della giornata, il Campanone ha scandito con le sue quattro sonate i passaggi più significativi delle celebrazioni. Il suono potente e inconfondibile ha accompagnato il corteo e ha segnato i momenti simbolici della commemorazione, creando un legame profondo tra passato e presente.

Le quattro sonate non sono state soltanto un richiamo alla tradizione, ma un vero e proprio linguaggio identitario, capace di unire la comunità in un unico sentimento di appartenenza. Ogni rintocco ha rappresentato un invito alla riflessione e al ricordo, trasformando la città in uno spazio condiviso di memoria.
La mattinata si è conclusa in Piazza Grande, cuore simbolico di Gubbio, dove si è svolto uno dei momenti più attesi e coinvolgenti: l’esibizione degli Sbandieratori di Gubbio.
Uno spettacolo che ha unito tradizione, abilità e senso di appartenenza, regalando al pubblico presente un momento di grande emozione. Le evoluzioni delle bandiere, accompagnate dai ritmi dei tamburi, hanno trasformato la piazza in un palcoscenico di colori e suoni, celebrando l’identità eugubina in tutta la sua forza.
L’esibizione ha rappresentato il culmine della giornata, capace di coniugare memoria storica e tradizione popolare in un’unica, intensa esperienza collettiva.
Le celebrazioni del 25 Aprile a Gubbio hanno dimostrato ancora una volta quanto sia forte il legame tra la comunità e i valori fondanti della Repubblica. La partecipazione delle istituzioni, delle associazioni e dei cittadini ha dato vita a una giornata di grande significato, in cui il ricordo si è trasformato in impegno.
In un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, il messaggio che arriva da Gubbio è chiaro: la memoria non è solo un esercizio del passato, ma una responsabilità verso il futuro.

La Festa della Liberazione continua a rappresentare un punto di riferimento per la coscienza civile del Paese. A Gubbio, questa ricorrenza assume un valore ancora più profondo, grazie alla capacità di coinvolgere le nuove generazioni e di mantenere viva la memoria.
Tra il suono del Campanone, l’emozione del corteo e la spettacolarità degli Sbandieratori, la città ha rinnovato il proprio impegno verso i valori di libertà, pace e democrazia.
Un 25 Aprile che non è stato solo celebrazione, ma testimonianza concreta di una comunità che guarda al futuro senza dimenticare il proprio passato.