14 Mar, 2026 - 11:19

Gubbio-Ascoli, mister Di Carlo: "Vogliamo fare una grande prestazione, non dobbiamo concedere transizioni e spazi"

Gubbio-Ascoli, mister Di Carlo: "Vogliamo fare una grande prestazione, non dobbiamo concedere transizioni e spazi"

Non chiamatelo solo big match. La sfida di domani pomeriggio allo stadio "Pietro Barbetti" tra Gubbio e Ascoli profuma di spareggio anticipato, di quelli che spostano gli equilibri e ridisegnano le gerarchie di un girone più infuocato che mai. Da una parte i lupi rossoblù, rigenerati da una striscia di tre vittorie consecutive; dall’altra il Picchio, una corazzata che viaggia a ritmi forsennati verso la vetta occupata dall’Arezzo.

In palio non ci sono solo tre punti, ma il manifesto programmatico di chi vuole recitare un ruolo da protagonista assoluto nei playoff o, perché no, tentare l'assalto diretto al vertice. Il Gubbio, attualmente settimo a quota 42 punti (agganciato alla Ternana e a un solo passo dal terzo posto della Pianese), riceve la seconda della classe in quello che è, a tutti gli effetti, l’esame di maturità definitivo.

Gubbio, mister Di Carlo carica i rossoblù: "Contro l'Ascoli bisogna fare qualcosa di più, i ragazzi sono consapevoli dei propri mezzi"


In conferenza stampa, il tecnico del Gubbio non si è nascosto, tessendo le lodi degli avversari ma caricando i suoi con parole d'ordine chiare: pressione, verticalità e coraggio.

"È una partita sentita da parte di tutti. Giochiamo contro la miglior difesa e il miglior attacco del campionato. Per noi è estremamente motivante: come accaduto contro l’Arezzo, vogliamo fare una grande prestazione. L’Ascoli è una squadra tecnica, dotata di grande velocità; vanno fatti loro i complimenti perché, finora, è la compagine che gioca meglio in questo torneo".

Di Carlo punta molto sull'effetto "Barbetti":

"Giocheremo davanti ai nostri tifosi e sarà difficile anche per loro vincere qui. Siamo entrati nel momento decisivo del campionato e ci siamo arrivati con tre vittorie consecutive. Le partite iniziano a pesare per tutti, ma noi ragioniamo gara dopo gara. Abbiamo davanti un ostacolo importante e difficile, ma con la rosa che abbiamo stiamo cercando di offrire le prestazioni giuste".

L'analisi tattica del mister scende poi nei dettagli:

"I ragazzi sono consapevoli: non dobbiamo concedere transizioni e spazi. L'Ascoli cerca di sfiancarti con il possesso palla, ma noi abbiamo preparato bene la gara e mi aspetto un bel confronto. Contro di loro bisogna fare qualcosa in più, non restare a guardare. Dobbiamo andare in pressione, fare il nostro gioco e muovere la sfera velocemente da una parte all'altra. Se ti chiudi troppo al centro ti colpiscono sugli esterni e viceversa: servirà un'intensità feroce".

Margini di crescita e infermeria: il punto su La Mantia e gli assenti


Nonostante l'ottimo momento, Di Carlo vede ancora ampi spazi di manovra per il suo Gubbio, sottolineando come l'identità della squadra stia diventando sempre più definita:

"C’è ancora tanto da lavorare, questa squadra ha margini di miglioramento sotto l’aspetto tecnico e ora ha un’identità precisa. C’è sempre più fiducia e, quando questo avviene, riescono anche le giocate che proviamo in allenamento. I giocatori si cercano di più, hanno voglia di palleggiare, ma l’importante è non farlo in orizzontale: dobbiamo verticalizzare, giocare avanti e dietro, svuotare e riempire l’area restando sempre propositivi".

Uno sguardo anche ai singoli dell'Ascoli, molti dei quali ben noti al tecnico:

"Conosco bene le loro armi. I due terzini sono due frecce che superano i 25 km/h, Silipo è un giocatore importante e D’Uffizi, che l'anno scorso ha giocato molto con me, ha una velocità incredibile. Hanno Rizzo Pinna che è un calciatore da Serie B e Gori, che ho allenato a Vicenza, è un vero 'toro'. È una squadra forte guidata da un allenatore che propone un ottimo calcio".

Infine, il bollettino medico e le condizioni dei leader:

"Saber non ci sarà, speriamo non accada nulla dopo la rifinitura, ma il resto del gruppo è a disposizione. La Mantia? Cresce ogni settimana. Ha ancora margini, ha bisogno di allenarsi e di mettere minuti nelle gambe, ma tra una o due settimane tornerà a essere il La Mantia che tutti conosciamo".

Il verdetto, come sempre, spetta al campo. Ma una cosa è certa: domani al Barbetti non si faranno prigionieri.

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Lorenzo Farneti
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