09 May, 2026 - 20:30

Gubbio, al via il cantiere della Santissima Trinità: dopo il sisma 2016 parte il recupero da 300mila euro

Gubbio, al via il cantiere della Santissima Trinità: dopo il sisma 2016 parte il recupero da 300mila euro

Dopo un lungo percorso tecnico e amministrativo, è stato installato l’8 maggio il cantiere per il recupero della Chiesa della Santissima Trinità nel centro storico di Gubbio.

Un passaggio concreto che segna l’inizio dei lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza dell’edificio, gravemente danneggiato dagli eventi sismici del 2016.

L’intervento, approvato definitivamente nel gennaio 2026, è finanziato con 300 mila euro stanziati dalla Struttura commissariale del Governo per la ricostruzione post-sisma, e rappresenta un momento atteso da anni dalla comunità eugubina.

Un intervento atteso e dal forte valore simbolico

La riapertura del cantiere non è soltanto un fatto tecnico. È anche un segnale concreto di attenzione verso un luogo identitario della città, che da secoli rappresenta un punto di riferimento religioso, culturale e sociale.

Come sottolineato dal vescovo Luciano Paolucci Bedini, «il lavoro di ripristino e consolidamento rappresenta un passo significativo nel cammino di recupero dei beni ecclesiastici colpiti dal sisma». Un intervento che assume quindi un valore che va oltre la dimensione edilizia, toccando il cuore della memoria collettiva.

Il ruolo della Diocesi e il lungo iter

Dietro l’avvio dei lavori c’è un percorso articolato, seguito con costanza dalla Diocesi di Gubbio, che ha svolto il ruolo di ente attuatore attraverso l’Ufficio per l’edilizia di culto.

Dal primo sopralluogo del 2017 fino alla redazione del progetto esecutivo, passando per il confronto con l’Ufficio speciale per la ricostruzione, ogni fase è stata accompagnata da un lavoro tecnico e amministrativo complesso.

Un impegno che ha portato, all’inizio del 2026, all’approvazione definitiva del progetto e allo stanziamento delle risorse necessarie, aprendo finalmente la strada al cantiere.

Una chiesa tra storia e stratificazioni

La Chiesa della Santissima Trinità non è un edificio qualunque. Situata nel quartiere di Sant’Andrea, tra via Dante e corso Garibaldi, è il risultato di una stratificazione storica che attraversa secoli di storia eugubina.

Le sue origini risalgono addirittura al X secolo, quando era dedicata ai Santi Vittore e Vittorino. Nel tempo, l’edificio ha subito trasformazioni significative, mantenendo però elementi di grande pregio, come il portale in pietra del XIII secolo e le strutture architettoniche di epoca successiva.

Nel Cinquecento, con l’arrivo delle Clarisse, il complesso assunse una nuova funzione spirituale, diventando un punto centrale della vita religiosa cittadina.

I danni del sisma e la chiusura

Il terremoto del 2016 ha colpito duramente anche la Santissima Trinità. Nel 2017, dopo le verifiche tecniche, l’edificio è stato dichiarato inagibile con ordinanza comunale.

I danni hanno interessato diversi elementi strutturali: facciata, murature, archi e volte, compromettendo la sicurezza complessiva della chiesa. Sebbene le opere d’arte non abbiano subito danni diretti, la fragilità della struttura ha reso necessaria la chiusura al culto.

Da quel momento è iniziato un lungo percorso verso il recupero, oggi finalmente entrato nella fase operativa.

Il progetto: sicurezza e rispetto dell’identità

L’intervento previsto è di rafforzamento locale, una soluzione tecnica che consente di migliorare la sicurezza dell’edificio senza alterarne le caratteristiche storiche.

I lavori interesseranno l’intera struttura, dalla facciata all’aula, fino al presbiterio e alla sagrestia. Sono previsti interventi mirati sulle murature, con tecniche di consolidamento e cucitura, oltre al rafforzamento di archi e volte con materiali compatibili e reversibili.

Particolare attenzione sarà dedicata anche agli apparati decorativi, con operazioni di restauro degli stucchi e del portale lapideo, segnati dal tempo e dagli effetti del sisma.

Una nuova funzione per la comunità

Il recupero della chiesa guarda anche al futuro. Il progetto prevede infatti che la Santissima Trinità diventi nuova sede della Comunità di Capodarco dell’Umbria, realtà impegnata nel sociale e nell’inclusione.

Una scelta che restituisce all’edificio non solo la sua sicurezza, ma anche una funzione viva, capace di inserirsi nel tessuto sociale contemporaneo.

Restituire un luogo alla città

L’avvio del cantiere rappresenta dunque molto più di un intervento edilizio. È un atto di restituzione alla città, che recupera uno dei suoi spazi più significativi.

In un centro storico ricco di memoria, ogni edificio ha un valore che va oltre la sua funzione. Recuperare la Santissima Trinità significa restituire un pezzo di storia, ma anche creare nuove opportunità per il presente.

Un passo nella ricostruzione

A quasi dieci anni dal sisma, l’apertura del cantiere segna un momento importante nel percorso di ricostruzione. Un percorso fatto di tempi lunghi, complessità tecniche e risorse da reperire, ma anche di determinazione e collaborazione tra istituzioni.

La Santissima Trinità torna così al centro dell’attenzione, non più come edificio ferito, ma come simbolo di una ripartenza possibile.

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Mario Farneti
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