30 Jul, 2026 - 12:05

Gubbio a Spalato, il palazzo Augubio racconta la storia di un mercante eugubino in Dalmazia

Gubbio a Spalato, il palazzo Augubio racconta la storia di un mercante eugubino in Dalmazia

Un angolo di Gubbio nel cuore di Spalato, lungo una delle strade che attraversano l’antico palazzo di Diocleziano.

È il sorprendente legame storico raccontato da Massimo Boccucci sulla pagina di Perugia de Il Messaggero di oggi, giovedì 30 luglio 2026. Protagonista è il palazzo Augubio, conosciuto anche come D’Augubio, De Gubbio o Deugubio, un edificio tardo-gotico con successivi rifacimenti rinascimentali e barocchi.

La sua presenza è stata notata quasi per caso da due giovani turisti perugini, Gabriele e Riccardo, mentre passeggiavano nel centro storico della città croata. La targa affissa accanto al portale ha immediatamente attirato la loro attenzione, rivelando un collegamento inatteso tra la città dalmata e Gubbio.

La scoperta durante una passeggiata a Spalato

Il palazzo si trova al civico 1 di Dioklecijanova, lungo l’antico cardo del complesso fatto costruire dall’imperatore Diocleziano, poco a nord-ovest del Peristilio. Si tratta di una delle zone più suggestive di Spalato, dove la stratificazione romana, medievale e moderna è ancora chiaramente leggibile.

Gabriele e Riccardo, in vacanza sulla costa dalmata, si sono imbattuti nella facciata dell’edificio e nella targa che ne racconta brevemente la storia. Come riferisce Boccucci, i due sono rimasti colpiti dal nome Augubio e dalla sua evidente assonanza con Gubbio.

«Sorprende e si presenta davvero suggestiva questa storia che richiama Gubbio e la sua impronta in una terra così lontana», osserva il giornalista nel ricostruire le vicende del palazzo e del suo antico proprietario.

Baptista de Augubio, il mercante arrivato da Gubbio

Il committente dell’edificio fu Baptista de Augubio, un immigrato originario di Gubbio che nel Quattrocento divenne uno dei più ricchi mercanti e finanzieri della Spalato veneziana. Nei documenti il suo nome compare con alcune varianti, tutte riconducibili alla città eugubina.

Sul portale è ancora leggibile l’iscrizione Baptiste De Vgbio, mentre nella storiografia croata il personaggio viene indicato anche come Ivan iz Gubbija. Nelle guide turistiche compare invece frequentemente con il nome italianizzato di Giovanni Battista De Gubbio.

Non sono note con certezza la famiglia d’origine né la data precisa del trasferimento in Dalmazia. I registri notarili lo documentano stabilmente a Spalato dal 1435, quando possedeva già una bottega organizzata. Questo particolare lascia supporre che il suo arrivo in città fosse avvenuto qualche anno prima.

Nel 1439 ottenne la cittadinanza di Spalato. Sposò Marica Antiana, appartenente alla rispettata famiglia cittadina dei Berini, ed ebbe otto figli. Morì tra il 1483 e il 1486, dopo aver raggiunto una posizione economica e sociale di assoluto rilievo.

Un edificio costruito su precedenti abitazioni romaniche

Il palazzo Augubio non venne edificato completamente da zero. Nella seconda metà del Quattrocento furono trasformate e accorpate alcune precedenti abitazioni romaniche, dando forma a un complesso signorile che conservò elementi delle epoche anteriori.

Del nucleo originario rimangono il portale gotico, alcune parti del cortile e delle logge, stemmi familiari e aperture romaniche. Particolarmente rara è una pittura murale medievale raffigurante pavoni, conservata al secondo piano. Nei secoli successivi il palazzo venne modificato con interventi rinascimentali e barocchi, senza tuttavia cancellare del tutto le tracce precedenti.

L’edificio passò successivamente a Giorgio di Dalmazia, figura centrale dell’architettura adriatica del Quattrocento, e venne ulteriormente ristrutturato. Oggi il piano terra ospita attività commerciali, mentre il complesso continua a rappresentare una delle testimonianze più interessanti del centro storico spalatino.

L’impronta eugubina oltre l’Adriatico

La vicenda di Baptista de Augubio offre uno spaccato significativo della mobilità economica e sociale nell’Adriatico del Quattrocento. Un uomo partito da Gubbio riuscì a inserirsi nella vita commerciale di una città strategica della Dalmazia veneziana, conquistando cittadinanza, ricchezza e prestigio.

Il palazzo che porta ancora il suo nome dimostra come la storia eugubina non sia circoscritta alle mura della città, ma abbia lasciato tracce anche in luoghi geograficamente lontani. Una presenza che oggi riaffiora grazie allo sguardo curioso di due turisti e alla ricostruzione giornalistica di Massimo Boccucci.

 

(Fonte: Massimo Boccucci, pagina di Perugia de Il Messaggero, 30 luglio 2026.)

(In evidenza: Foto Rajashree Talukdar/Wikimedia Commons, licenza Creative Commons)

(Foto: JoJan, licenza Creative Commons)

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Mario Farneti
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