Il Festival del Medioevo di Gubbio taglia il traguardo della dodicesima edizione, in programma dal 23 al 27 settembre 2026. L'appuntamento di quest'anno, intitolato “Il tempo di Francesco. Homo homini lupus”, assume un significato speciale: coincide infatti con l'ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d'Assisi. Attraverso un focus mirato sul Duecento e sui secoli successivi, la manifestazione offrirà un'analisi approfondita della figura storica e umana del santo, esaminando il panorama politico, economico, religioso e culturale dell'epoca e la complessa eredità lasciata dal francescanesimo.
L'edizione 2026 introduce anche un'importante novità logistica, spostando la sua storica sede da Piazzale Frondizi al suggestivo complesso della Chiesa e del Convento di San Francesco, situato in Piazza Quaranta Martiri. Questo cambio di scenario vedrà il Chiostro grande ospitare le lezioni magistrali, mentre il Refettorio e la Sala Capitolare faranno da sfondo a incontri culturali, presentazioni di novità editoriali e laboratori pratici incentrati sull'arte della miniatura e della calligrafia.
Si tratta di un trasferimento fortemente simbolico e legato a doppio filo al tema portante del festival. Gubbio rappresenta infatti una tappa fondamentale nella biografia francescana. Fu qui che il santo ricevette accoglienza subito dopo l'addio ad Assisi e fu sempre nella città d'origine di Sant'Ubaldo che indossò per la prima volta la povera veste, futuro simbolo dell'Ordine. A suggellare questo legame storico rimane anche la celebre narrazione dei Fioretti, che ambienta a Gubbio il famoso miracolo del lupo che terrorizzava gli abitanti del territorio.
Il sottotitolo del Festival, “Homo homini lupus”, prende spunto da questa vicenda per richiamare la celebre formula di Plauto, successivamente diffusa da Thomas Hobbes, che fotografa una realtà dominata dall’egoismo, dal conflitto e dal timore reciproco. A questo scenario cupo si contrappone la via alternativa tracciata da Francesco, un percorso alternativo che fa leva sull'ascolto, sulla responsabilità individuale e sulla ferma volontà di spezzare la catena della violenza.
Attorno a questa tensione ideale si sviluppa un programma ricco di approfondimenti, che esaminerà la scelta radicale del Santo di vivere in assoluta conformità al Vangelo. Gli incontri analizzeranno il suo legame profondo con la povertà, la vicinanza agli ultimi e la salvaguardia del Creato, senza trascurare i complessi rapporti istituzionali con la Chiesa e la curia romana, la nascita dell’Ordine e le differenti correnti interpretative fiorite dopo la sua scomparsa.
Le lezioni non si limiteranno alla sola vicenda francescana, ma estenderanno l’analisi all'intero Duecento. Questo secolo straordinario fu segnato dallo sviluppo dei Comuni, dalla diffusione della moneta e da profonde trasformazioni economiche. Fu un'era di aspri scontri politici e religiosi, ma anche di straordinaria fioritura culturale, testimoniata dalla nascita di nuovi linguaggi nell'arte e nella letteratura e dal travolgente successo degli ordini mendicanti.
Questo viaggio nel Medioevo offre l'opportunità di interrogare a fondo la nostra contemporaneità. Dinamiche come il rifiuto dell'altro, il ricorso alle armi, le sperequazioni sociali e il potere pervasivo del denaro non sono infatti esclusive dell'età medievale, ma continuano a segnare il nostro presente. Il Festival sceglie quindi di non rincorrere facili analogie storiche, ma di usare il passato come una lente d'ingrandimento per comprendere le radici profonde delle grandi questioni umane.
Martedì 22 settembre (Anteprima): Serata d'autore inaugurale con lo storico Alessandro Barbero dal titolo "Il tempo di Francesco" (evento sold out).
Da mercoledì 23 a domenica 27 settembre: