Quattro giorni di esperienze, laboratori e nuove amicizie per scoprire che la scienza non è soltanto fatta di formule e libri di testo, ma può trasformarsi in un'avventura entusiasmante capace di stimolare curiosità, creatività e spirito di collaborazione.
Si è concluso a Gualdo Tadino il campus “The Powers of TEEN”, iniziativa dedicata alla promozione delle discipline STEM che ha coinvolto circa sessanta studenti e studentesse delle classi seconde della scuola secondaria di primo grado, provenienti da sette istituti scolastici umbri.
L'evento finale si è svolto alla presenza delle famiglie, con un momento di restituzione delle attività svolte e un pranzo a buffet che ha rappresentato non soltanto una festa conclusiva, ma anche l'occasione per condividere il percorso vissuto dai ragazzi durante questi intensi giorni di formazione.

"The Powers of TEEN" nasce con l'obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alle cosiddette discipline STEM, acronimo che identifica i settori della Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica.
Ambiti sempre più centrali nella società contemporanea e destinati a incidere profondamente sul mondo del lavoro dei prossimi decenni.
L'iniziativa è stata sostenuta dal Fondo per la Repubblica Digitale, organismo nato per promuovere la diffusione delle competenze digitali e ridurre i divari formativi presenti nel Paese.
Il coordinamento del progetto è stato affidato alla Cooperativa DENSA e a FARE Cooperativa Sociale, che hanno costruito un percorso capace di coniugare rigore scientifico e coinvolgimento emotivo.
L'aspetto più innovativo del campus è stato il metodo adottato.
Lontano dalla tradizionale lezione frontale, i ragazzi hanno avuto la possibilità di apprendere attraverso attività pratiche, sperimentazioni dirette e lavori di gruppo.
Un approccio laboratoriale che consente agli studenti di diventare protagonisti attivi del proprio percorso di apprendimento.
Non semplici destinatari di nozioni, ma giovani ricercatori chiamati a osservare, formulare ipotesi, collaborare e trovare soluzioni.
In questo modo la scienza perde l'immagine di disciplina distante o astratta e si trasforma in uno strumento concreto per comprendere e interpretare il mondo.
Accanto alle competenze tecniche, il campus ha favorito anche lo sviluppo di abilità trasversali come la comunicazione, la gestione delle emozioni, il problem solving e il lavoro in squadra.
A rendere possibile il progetto è stata una significativa collaborazione tra realtà differenti del territorio regionale.
Tra i partner coinvolti figurano infatti il Dipartimento di Fisica e Geologia dell'Università degli Studi di Perugia, il POST – Museo della Scienza e Forma.Azione, soggetti da anni impegnati nella divulgazione scientifica e nell'innovazione dei processi educativi.
La sinergia tra scuola, università, cooperazione sociale e mondo della cultura scientifica rappresenta uno degli elementi più significativi dell'iniziativa.
L'idea di fondo è che l'orientamento verso le professioni del futuro non possa essere affidato a interventi occasionali, ma debba nascere da una comunità educante capace di offrire ai giovani stimoli diversificati e opportunità concrete di crescita.

Tra le scuole partecipanti si è distinta per numero di adesioni l'Istituto Comprensivo Gualdo Tadino – Casacastalda, presente con la delegazione più numerosa del campus.
Un dato che testimonia l'attenzione crescente delle istituzioni scolastiche verso percorsi innovativi in grado di integrare la didattica tradizionale con esperienze formative ad alto contenuto esperienziale.
Per molti ragazzi il campus ha rappresentato il primo vero contatto con attività scientifiche svolte in contesti non convenzionali, contribuendo a far emergere talenti e passioni spesso inesplorate.
Ad ospitare le attività sono stati alcuni dei luoghi simbolo dell'impegno educativo cittadino.
L'associazione Educare alla Vita Buona ha infatti messo a disposizione il Cinema Teatro Don Bosco di Gualdo Tadino e il Polo Territoriale di Eccellenza Educativa (P-Tree), trasformandoli in veri laboratori di idee e sperimentazione.
Il campus si è inserito all'interno dello Spring-Edu Fest, il festival primaverile dedicato al protagonismo delle giovani generazioni del territorio.
«Siamo orgogliosi di aver messo a disposizione di questo progetto i nostri spazi migliori», sottolineano i promotori, evidenziando come investire sui ragazzi significhi investire sul futuro stesso della comunità.
In un'epoca segnata da trasformazioni tecnologiche rapidissime, educare alle STEM significa molto più che preparare futuri ingegneri o programmatori.
Vuol dire formare cittadini consapevoli, capaci di orientarsi in una società complessa e di utilizzare il pensiero scientifico come strumento di comprensione critica della realtà.
"The Powers of TEEN" si conclude dunque con il sorriso dei sessanta giovani protagonisti, ma lascia in eredità qualcosa di più profondo: la consapevolezza che la curiosità, la collaborazione e la voglia di sperimentare possono aprire orizzonti inattesi.
Perché il futuro della scienza nasce spesso da una semplice domanda formulata da un ragazzo. E dalla possibilità concreta di trovare qualcuno disposto ad aiutarlo a cercarne la risposta.