09 Apr, 2026 - 20:30

Gualdo Tadino, nasce il Polo Nanomat: ricerca, innovazione e sviluppo nel cuore dell’Appennino

 Gualdo Tadino, nasce il Polo Nanomat: ricerca, innovazione e sviluppo nel cuore dell’Appennino

Gualdo Tadino entra ufficialmente nella rete della ricerca avanzata con l’inaugurazione del Polo Nanomat, un centro dedicato allo studio dei materiali innovativi e delle tecnologie del futuro.

Un progetto ambizioso che punta a connettere università, imprese e territorio, creando un ecosistema capace di generare sviluppo economico e opportunità occupazionali.

L’inaugurazione si è svolta martedì 7 aprile, con una prima fase istituzionale al teatro Don Bosco, seguita dalla visita ai laboratori allestiti all’interno del centro commerciale Il Granaio, dove sono state installate strumentazioni scientifiche di ultima generazione per milioni di euro.

Un progetto strategico finanziato dal PNRR

Il Polo Nanomat si inserisce tra i dieci centri di ricerca finanziati dal PNRR con 116 milioni di euro, nell’ambito del programma “Vitality – Ecosistema di innovazione, digitalizzazione e sostenibilità”.

Si tratta di un vero e proprio distretto tecnologico dei nanomateriali, progettato per favorire il trasferimento tecnologico e rafforzare la competitività del sistema produttivo.

L’obiettivo è chiaro: trasformare la ricerca in valore concreto per il territorio, sostenendo la nascita di start-up e spin-off e creando nuove opportunità per i giovani.

Le istituzioni e il mondo della ricerca

All’inaugurazione hanno partecipato numerose autorità istituzionali e accademiche, tra cui la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, i rettori delle Università di Perugia e L’Aquila, Massimiliano Marianelli e Fabio Graziosi, oltre ai rappresentanti del CNR e del mondo produttivo.

La presenza congiunta di istituzioni, università e imprese ha sottolineato il carattere integrato del progetto, che si fonda sulla collaborazione tra diversi attori.

Innovazione e territorio: la visione della Regione

Nel suo intervento, la presidente Stefania Proietti ha evidenziato il valore strategico del Polo Nanomat per il futuro dell’Umbria.

“Con questo progetto compiamo un passo importante verso un modello che integra università, enti di ricerca e sistema produttivo, generando valore per il territorio”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di una visione a lungo termine.

Ha inoltre ribadito l’impegno della Regione nel sostenere l’iniziativa nel tempo, evidenziando come l’innovazione rappresenti una leva fondamentale per trattenere competenze e creare lavoro qualificato.

Gualdo Tadino come centro di innovazione

Per il sindaco Massimiliano Presciutti, il Polo Nanomat rappresenta una grande opportunità per la città.

“Portare qui ricerca di alto livello significa rafforzare il ruolo di Gualdo Tadino come luogo capace di attrarre innovazione, ha affermato, evidenziando il legame diretto tra il centro di ricerca e il sistema produttivo locale.

Un progetto che, secondo il primo cittadino, potrà contribuire al rilancio del territorio, anche grazie al coinvolgimento di professionalità locali.

I materiali del futuro

Dal punto di vista scientifico, il progetto si concentra su un ambito destinato a diventare sempre più centrale: quello dei materiali avanzati.

Il professor Luca Gammaitoni, coordinatore scientifico, ha spiegato con chiarezza la portata della sfida.

“I materiali sono l’oro nero del futuro: non esistono in natura ma hanno proprietà straordinarie”, ha affermato, sottolineando come il controllo di questo settore possa generare sviluppo e ricchezza.

Allo stesso tempo, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire continuità al progetto, evidenziando che il successo dipenderà dalla capacità di attrarre investimenti e coinvolgere le imprese.

Il ruolo dell’università e della formazione

Il Polo Nanomat non sarà solo un centro di ricerca, ma anche un luogo di formazione e confronto. Entro l’anno è prevista l’apertura di uno spazio dedicato alla didattica e ai convegni, mentre l’Università potrebbe ampliare ulteriormente la struttura con nuovi spazi.

Il rettore dell’Università di Perugia, Massimiliano Marianelli, ha sottolineato come il progetto rappresenti anche una visione culturale.

“La sostenibilità non è solo ambientale, ma anche attenzione all’umano, ha dichiarato, evidenziando il ruolo dell’università nella costruzione di un rapporto diretto con la società e il mondo produttivo.

Il contributo del CNR e delle imprese

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo del progetto. Gianluca Gubbiotti ha evidenziato come la collaborazione sia stata naturale, data la specializzazione dell’istituto nelle nanostrutture.

Ha inoltre sottolineato l’importanza dei finanziamenti europei, che attraverso le università hanno raggiunto le imprese, consentendo lo sviluppo di progetti innovativi.

Anche il mondo produttivo guarda con interesse al Polo Nanomat. Matteo Minelli, vicepresidente di Confindustria Umbria, ha accolto positivamente l’iniziativa, pur richiamando l’attenzione sulla necessità di una pianificazione concreta.

“Dobbiamo capire come portarlo avanti e come trattenere i ricercatori sul territorio”, ha osservato.

Innovazione come leva per le aree interne

Uno degli aspetti più significativi del progetto è la sua localizzazione. La scelta di Gualdo Tadino risponde a una strategia precisa: utilizzare l’innovazione come strumento di rilancio delle aree interne.

Come ha sottolineato la presidente Proietti, “questa scelta valorizza competenze e favorisce l’attrazione di investimenti anche fuori dalle principali direttrici regionali”.

Uno sguardo al futuro

Il Polo Nanomat rappresenta un investimento che guarda lontano, ma che si misura con una sfida concreta: trasformare la ricerca in sviluppo reale.

L’assessore allo sviluppo economico Giorgio Locchi ha ribadito il sostegno dell’amministrazione, sottolineando l’importanza di creare le condizioni per far crescere il progetto.

Gualdo Tadino si candida così a diventare uno dei nodi umbri dell’innovazione, con un’infrastruttura che unisce tecnologia, formazione e territorio.

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Mario Farneti
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