01 May, 2026 - 18:00

Gualdo Tadino e la contea cinese di Quyang unite dall'arte della ceramica

Gualdo Tadino e la contea cinese di Quyang unite dall'arte della ceramica

Il rapporto tra Gualdo Tadino e la Cina ha segnato recentemente una tappa storica, trasformando un dialogo diplomatico in una sinergia operativa fatta di arte, economia e visione futura. Il consolidamento di questo legame è stato suggellato da un gesto di altissimo valore simbolico: la donazione, da parte della contea di Quyang, di tre preziosi vasi in porcellana Ding, manufatti che da oggi arricchiscono il patrimonio estetico e istituzionale della città umbra.

L'evento trae origine dal vertice internazionale svoltosi lo scorso 15 aprile a Perugia. In quell'occasione, la presenza del ministro Yang Wanming e di un’autorevole delegazione di rappresentanti asiatici ha dato il via libera a una collaborazione che supera i confini burocratici. I tre vasi donati sono stati ufficialmente collocati nella Sala Giunta del Municipio di Gualdo Tadino, una scelta che il sindaco Massimiliano Presciutti ha definito emblematica. In questo spazio, cuore pulsante dell’amministrazione locale, la porcellana Ding trova dimora accanto ai capolavori della ceramica a lustro gualdese, creando un cortocircuito temporale e geografico di rara bellezza.

La porcellana Ding rappresenta uno dei vertici assoluti della manifattura cinese. Con radici che affondano nelle dinastie Sui e Tang, questa produzione ha raggiunto l’apice estetico durante l’epoca Song, diventando celebre nel mondo per la sua tipica colorazione bianco avorio. Esporre queste opere accanto alla ceramica a lustro di Gualdo Tadino -tecnica medievale che definisce l’identità umbra sin dal Rinascimento- significa sancire un gemellaggio tra due delle tradizioni artigianali più importanti della storia dell’umanità.

Questo ponte culturale non sarebbe stato possibile senza l’instancabile lavoro di mediazione svolto dall’imprenditore Cesare Manfroni e dal senatore Giuseppe Zhu, presidente dell’Associazione Cina-Italia di Shanghai. Il loro impegno ha permesso di formalizzare l'amicizia tra le due comunità attraverso un Memorandum d’intesa ufficiale. Il documento non si limita alla celebrazione dell'arte, ma si configura come una piattaforma strategica per potenziare le sinergie nel campo dell'economia, della cultura e dell'innovazione tecnologica.

Un aspetto cruciale dell'accordo è il partenariato operativo firmato a Perugia tra l’Associazione “La Strada della Ceramica” in Umbria e l’Associazione Dingyao di Quyang. Questa intesa mira a unire le filiere produttive locali, promuovendo scambi tecnici tra i maestri ceramisti umbri e quelli dell'Hebei. L’obiettivo è creare un "dialogo della materia" in cui la purezza della porcellana Ding e i riflessi metallici del lustro gualdese possano ispirare nuove forme di design e artigianato d'eccellenza.

Presciutti: "Un ponte tra due civiltà lontane ma unite dalla ceramica"

Il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, durante la cerimonia di presentazione, ha sottolineato l'importanza del multilateralismo: “È un onore immenso accogliere questi capolavori. Questo dono è il simbolo tangibile di un ponte gettato tra due civiltà lontane, unite dalla nobile arte della ceramica”. L’iniziativa punta infatti a guardare oltre il presente, con una forte spinta verso l’internazionalizzazione.

Le prospettive future includono un ambizioso progetto proposto da Manfroni e Zhu: l’organizzazione di scambi formativi e professionali per i giovani imprenditori del territorio gualdese verso i poli tecnologici e produttivi della Cina. L’idea è quella di fornire alle nuove generazioni gli strumenti per competere sui mercati globali, partendo però da una solida consapevolezza delle proprie radici artigianali. In questo modo, il legame tra Gualdo Tadino e Quyang diventa un modello di cooperazione che sa coniugare la tutela delle tradizioni millenarie con le sfide della modernità e dello sviluppo economico sostenibile.

Gualdo Tadino e l'arte della ceramica

L'arte della ceramica a Gualdo Tadino con radici dal XIV secolo, è celebre per la prestigiosa maiolica a lustro oro e rubino, rilanciata nell'Ottocento da Paolo Rubboli. Il Polo Museale, incluso nella Rocca Flea e Casa Cajani, custodisce questa tradizione, affiancata da mostre contemporanee e dalla storica produzione di Alfredo Santarelli.

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Emanuele Giacometti
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