12 Apr, 2026 - 18:00

Gualdo Tadino, cinghiali a spasso di notte in città: tra rifiuti rovesciati e richieste di intervento

 Gualdo Tadino, cinghiali a spasso di notte in città: tra rifiuti rovesciati e richieste di intervento

A Gualdo Tadino, quando cala il silenzio e le strade si svuotano, c’è chi invece inizia la propria “movida”. Non si tratta di gruppi di giovani o di clienti dei locali, ma di cinghiali, ormai presenza sempre più abituale lungo alcune delle principali vie cittadine.

Negli ultimi giorni si moltiplicano le segnalazioni, in particolare lungo viale Don Bosco e viale dei Cappuccini, dove piccoli branchi sono stati avvistati a ridosso di marciapiedi, giardini e zone residenziali. Gli ungulati, puntuali come un orologio, fanno la loro comparsa soprattutto dopo le 23, quando la città rallenta e loro trovano campo libero.

Tra cassonetti e aiuole: il “buffet” notturno

Non è difficile intuire cosa attiri questi visitatori notturni. I cinghiali, infatti, si aggirano tra i contenitori della raccolta differenziata come esperti cercatori, trasformando i sacchi dell’umido in un vero e proprio buffet a cielo aperto.

Il risultato è facilmente immaginabile: rifiuti sparsi lungo le strade, aiuole rovinate, recinzioni danneggiate e una scena che, al mattino, accoglie residenti e passanti con un misto di stupore e rassegnazione.

Se da un lato la situazione può strappare un sorriso per l’immagine quasi surreale di animali selvatici a passeggio in città, dall’altro cresce la preoccupazione per le possibili conseguenze.

Sicurezza e rischi per cittadini e automobilisti

La presenza dei cinghiali in aree urbane non è solo una curiosità, ma rappresenta un potenziale rischio per la sicurezza. Gli avvistamenti lungo strade di collegamento con la Flaminia aumentano il pericolo di attraversamenti improvvisi, soprattutto nelle ore notturne, quando la visibilità è ridotta.

Anche per chi si muove a piedi, l’incontro ravvicinato con un animale selvatico può diventare motivo di apprensione. I cinghiali, infatti, pur non essendo generalmente aggressivi, possono reagire in modo imprevedibile se disturbati.

Un problema già noto (e normato)

Il fenomeno non è nuovo e già nei mesi scorsi aveva spinto il Comune a intervenire. A febbraio, il sindaco Massimiliano Presciutti ha firmato un’ordinanza specifica per affrontare la situazione, individuando le zone più colpite e introducendo misure di prevenzione.

Nel provvedimento si parla chiaramente di “rischi concreti per l’incolumità dei cittadini e per la sicurezza stradale”, soprattutto nelle ore serali e notturne. Un richiamo che oggi torna di attualità alla luce delle nuove segnalazioni.

Divieti e obblighi per limitare il fenomeno

Tra le principali disposizioni introdotte dall’ordinanza, il divieto assoluto di foraggiare i cinghiali, sia volontariamente sia indirettamente. In pratica, niente cibo lasciato all’esterno, né nei giardini né nei cortili, capace di attirare gli animali.

Ai proprietari di terreni viene inoltre richiesto di mantenere pulite le aree, evitando accumuli di vegetazione o residui organici che possano trasformarsi in un invito permanente per gli ungulati.

Parallelamente, l’ATC Perugia 1 è stato incaricato di attuare interventi di contenimento, attraverso attività di cattura e allontanamento, sotto il coordinamento della Polizia Municipale.

Il ruolo dei rifiuti: una questione (anche) organizzativa

Nonostante le misure adottate, il fenomeno continua a manifestarsi con una certa frequenza. Una delle cause principali sembra essere legata alla gestione dei rifiuti, in particolare dell’umido.

I sacchi lasciati all’esterno delle abitazioni nelle ore serali, in attesa del ritiro mattutino, rappresentano una forte attrattiva. L’odore degli scarti alimentari è, per i cinghiali, un richiamo irresistibile.

Da qui nasce una riflessione che va oltre il comportamento degli animali e chiama in causa l’organizzazione del servizio di raccolta.

L’idea: cambiare orari per “disinnescare” il problema

Tra le proposte avanzate da cittadini e osservatori, c’è quella di rivedere gli orari di conferimento dei rifiuti, anticipandoli al pomeriggio o alla sera, almeno nei mesi più caldi.

L’obiettivo è semplice: ridurre il tempo in cui l’umido resta esposto durante la notte, limitando così l’attrattività delle zone urbane. Una soluzione che potrebbe contribuire a contenere il fenomeno senza interventi invasivi.

Una convivenza sempre più difficile

La presenza dei cinghiali in città racconta una realtà ormai diffusa in molte aree italiane, dove il confine tra ambiente naturale e spazio urbano si fa sempre più sottile.

A Gualdo Tadino, tra ironia e preoccupazione, la questione resta aperta. Perché se è vero che vedere un cinghiale sotto casa può sembrare una scena da documentario, è altrettanto vero che la convivenza con la fauna selvatica richiede equilibrio, regole e qualche accorgimento in più.

Nel frattempo, mentre la città dorme, loro continuano a fare il giro dei quartieri. Silenziosi, organizzati e – a quanto pare – con un certo fiuto per l’umido.

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Mario Farneti
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