21 May, 2026 - 12:31

Gualdo Tadino, approvato il progetto per il recupero delle ex cave: nasce un parco tematico sulla biodiversità

Gualdo Tadino, approvato il progetto per il recupero delle ex cave: nasce un parco tematico sulla biodiversità

Dalle ferite dell’attività estrattiva a un nuovo modello di rigenerazione ambientale e sviluppo sostenibile. A Gualdo Tadino prende forma il progetto di riconversione delle ex cave dismesse promosso dall’imprenditrice Giulia Mancini, approvato dalla Regione Umbria e realizzato in collaborazione con il Comune. 

L’intervento prevede la trasformazione delle aree in un parco tematico dedicato alla biodiversità, con un focus specifico sulle api e sugli ecosistemi naturali. L’apertura del primo stralcio è prevista per la primavera del 2027.

Una rigenerazione tra ambiente, didattica e territorio

Il progetto nasce con l’obiettivo di restituire funzione e valore a siti oggi non più produttivi, trasformandoli in spazi fruibili, accessibili e orientati alla sostenibilità.

“Il progetto unisce tutela dell’ambiente, valorizzazione del paesaggio e rilancio del territorio, trasformando aree ormai inutilizzate in spazi vivi, sostenibili e capaci di generare nuova attrattività per cittadini, famiglie, scuole e turismo naturalistico”, ha spiegato Giulia Mancini, illustrando l’impostazione dell’intervento. Il nuovo parco sarà concepito come uno spazio multifunzionale: area verde, centro di educazione ambientale e luogo di divulgazione scientifica, con attività rivolte al mondo scolastico e alla cittadinanza.

Il parco delle api come infrastruttura ecologica e culturale

Al centro del progetto vi sarà la realizzazione di un parco tematico dedicato alle api, considerate elemento chiave per la biodiversità e per l’equilibrio degli ecosistemi.

L’area sarà strutturata come un percorso esperienziale con installazioni didattiche, zone naturalistiche e spazi di osservazione, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico ai temi della tutela ambientale attraverso un approccio diretto e immersivo. L’iniziativa punta inoltre a diventare un riferimento regionale nella divulgazione ambientale e un possibile modello replicabile in altri contesti di recupero di aree industriali dismesse.

Il ruolo della Regione Umbria

Il progetto è stato approvato dalla Regione Umbria e sviluppato in sinergia con l’amministrazione comunale di Gualdo Tadino, che ha seguito il percorso fin dalle fasi preliminari.

“Determinante la collaborazione con l’amministrazione comunale di Gualdo Tadino, che ha creduto sin dal primo momento nella portata strategica del progetto. Fondamentale il sostegno del sindaco e presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, e dell’assessore comunale all’ambiente Paola Gramaccia, i quali hanno condiviso una visione di sviluppo capace di coniugare sostenibilità, innovazione e recupero del patrimonio ambientale”, ha dichiarato Mancini. Il progetto si inserisce nel quadro delle politiche regionali dedicate alla tutela della biodiversità e alla riqualificazione ambientale delle aree degradate, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra territorio, economia e sostenibilità.

Un polo regionale per la biodiversità

L’intervento sarà riconosciuto come polo regionale dedicato alla biodiversità, configurandosi come infrastruttura ambientale e culturale di riferimento. Il progetto si integra inoltre con le linee di sviluppo regionale già avviate in materia di sostenibilità e gestione del territorio, in continuità con iniziative promosse nell’ambito della programmazione ambientale umbra e con il contributo tecnico-scientifico di figure e progettualità regionali dedicate.

Un investimento per il futuro del territorio

Oltre all’impatto ambientale, l’iniziativa assume una forte valenza sociale ed economica, puntando alla rigenerazione di aree oggi marginali e alla creazione di nuove opportunità per il territorio. “È una dichiarazione d’amore verso il territorio gualdese e una scelta concreta di responsabilità verso le future generazioni. Un progetto che punta a trasformare il volto di aree dimenticate, restituendo loro bellezza, funzione e valore sociale”, ha aggiunto l’imprenditrice.

Verso un modello replicabile di sviluppo sostenibile

Con il progetto di recupero delle ex cave, Gualdo Tadino si candida a diventare un punto di riferimento nel panorama della rigenerazione ambientale, attraverso la riconversione di siti dismessi in nuove infrastrutture verdi e funzionali al territorio.

La trasformazione in parco tematico segna un passaggio strategico verso un modello di sviluppo integrato, in cui ambiente, formazione ed esigenze della comunità locale convergono in una prospettiva di lungo periodo, con l’obiettivo di restituire valore e centralità alle aree e alle risorse naturali del territorio.

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Francesco Mastrodicasa
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