Un’intera giornata dedicata alla natura, alla conoscenza e alla consapevolezza ambientale, con protagonisti i giovani e il patrimonio boschivo dell’Appennino. In occasione della Giornata della Terra, in calendario il 22 aprile, la Valsorda di Gualdo Tadino ospiterà sabato 11 aprile l’iniziativa “Anche gli alberi hanno un nome”, un progetto di educazione ambientale che coniuga formazione, esperienza diretta e valorizzazione del territorio.
L’iniziativa nasce da un’idea dell’associazione Naturalistica gualdese ANG e dell’ASD Ski Club Valsorda “R. Matarazzi”, realtà attive sul territorio fin dagli anni Ottanta, e si inserisce in un percorso più ampio di sensibilizzazione rivolto alle nuove generazioni.
L’obiettivo è chiaro: ricostruire un rapporto autentico tra uomo e ambiente, partendo dalla conoscenza concreta degli ecosistemi forestali.
A prendere parte alla giornata saranno gli studenti dell’Istituto di istruzione superiore “Raffaele Casimiri” e dell’Istituto comprensivo di Gualdo Tadino e Casa Castalda, affiancati dai giovani atleti della Società Basket Gualdo Tadino. Una partecipazione trasversale che rafforza il valore educativo dell’iniziativa, mettendo in dialogo ambiti diversi come scuola e sport, accomunati dall’attenzione alla crescita formativa dei ragazzi.
Accanto a loro, un ampio fronte di realtà associative e istituzionali: l’Agenzia Forestale Regionale dell’Umbria, che ha garantito fin da subito la propria collaborazione, insieme a numerose associazioni tra cui Ondalberi (Organismo Nazionale Difesa Alberi), SIRF (Società Italiana di Restauro Forestale), FFI (Fondo Forestale Italiano), CSEN, Gruppo Speleologico Gualdo Tadino, CAI sezione di Gualdo Tadino, Valsorda Tour, Umbria Verde, Biodiversità, Associazione Capezza.
A sostenere l’iniziativa anche importanti realtà imprenditoriali del territorio, come Ecosuntek e Rocchetta spa, oltre alla disponibilità logistica della struttura La Pinetina - Valsorda.
Il cuore della giornata sarà rappresentato dall’esperienza diretta sul campo. I ragazzi, guidati da esperti naturalisti e forestali, percorreranno la vallata della Valsorda per osservare da vicino il bosco e comprenderne la complessità ecologica.
L’attività centrale consisterà nell’attribuire un nome agli alberi, attraverso l’apposizione di targhe in legno realizzate da Afor Umbria. Un gesto simbolico ma altamente significativo: ogni albero verrà identificato con il nome scientifico in latino, secondo la tassonomia biologica di Linneo, affiancato dal nome comune. Un passaggio che trasforma l’osservazione in conoscenza e restituisce identità a ogni singolo elemento del bosco, favorendo nei partecipanti una maggiore consapevolezza del valore della biodiversità.
Durante il percorso, i ragazzi potranno analizzare le caratteristiche delle diverse specie - dalla corteccia al fusto, dalle gemme alle foglie fino agli organi riproduttivi - cogliendo le differenze e le peculiarità che rendono il bosco un sistema complesso e dinamico.
A rafforzare il valore formativo dell’iniziativa sarà la presenza di esperti di rilievo nel campo naturalistico e forestale. Tra questi Mara Loreti, presidente dello Ski Club Valsorda, naturalista e ricercatrice della Società Botanica Italiana, e Alessandro Bottacci, già docente all’Università di Camerino, già direttore del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi e vicepresidente del SIRF.
I loro interventi offriranno ai partecipanti una lettura approfondita della biodiversità dell’Appennino e del ruolo strategico degli ecosistemi forestali, non solo sotto il profilo ambientale ma anche in termini di benessere, prevenzione e sviluppo sostenibile.
L’educazione ambientale viene così proposta come leva fondamentale per stimolare un ritorno delle nuove generazioni a una relazione più diretta e consapevole con l’ambiente, in un’ottica di tutela e valorizzazione.
L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di riflessione sulla gestione e conservazione del patrimonio forestale umbro. I dati evidenziano criticità significative, tra cui la riduzione della copertura forestale e la limitata presenza di boschi maturi, fondamentali per garantire elevati livelli di biodiversità e resilienza. In questo scenario, la conoscenza diventa uno strumento essenziale per promuovere comportamenti responsabili e sostenibili, capaci di incidere concretamente sulla tutela degli ecosistemi.
Gli organizzatori hanno voluto ribadire con forza questo concetto, sottolineando il legame tra azioni quotidiane e salute dell’ambiente:
“I comportamenti adeguati - hanno commentato i promotori dell'iniziativa - ricadono direttamente o indirettamente sulla conservazione e tutela degli ambienti naturali, degli habitat di specie prioritari, della biodiversità, sulla protezione idrogeologica e sul mantenimento dello stoccaggio di CO2 nel tronco e al suolo. Vogliamo ricordare ai ragazzi che i benefici ecosistemici derivano in maggiore percentuale dai boschi di età, che hanno nel tempo, raggiunto elevata complessità e resilienza, ricchi di biodiversità e fertilità nei suoli. L’Umbria è ricca di boschi poveri e solo una minima percentuale arriva alla maturità, perché il 70% viene ceduto. In Umbria la copertura forestale è diminuita di 30.000 ha, pari al -10% (Global Forest Watch – GFW). Perdita importante anche nella zona Ovest di Gualdo Tadino (INFC 2025). Noi ‘Figli dell’Appennino’ dobbiamo avere una nuova visione del rapporto uomo–natura, e l’obbligo di riconnettersi con la Natura. È importante impegnarsi in difesa degli Alberi cominciando a conoscere il loro nome”.
Al termine della giornata, i partecipanti saranno accolti da un rinfresco offerto da Ecosuntek, a testimonianza del sostegno concreto del tessuto imprenditoriale locale a iniziative di valore ambientale e sociale. Ai ragazzi verranno consegnati diplomi di partecipazione validi ai fini del credito formativo, oltre a materiali didattici pensati per consolidare le conoscenze acquisite e promuovere comportamenti corretti nei confronti dell’ambiente. Per chi lo desidera, sarà inoltre possibile pranzare su prenotazione presso la struttura La Pinetina.
“Anche gli alberi hanno un nome” si configura come un modello virtuoso di educazione ambientale, capace di unire rigore scientifico, partecipazione attiva e radicamento territoriale. Un’iniziativa che va oltre la dimensione simbolica della Giornata della Terra per tradursi in un’esperienza concreta, capace di lasciare un segno duraturo nei partecipanti.
In un tempo in cui le sfide ambientali si fanno sempre più complesse, il ritorno alla conoscenza diretta della natura rappresenta un passaggio fondamentale. Dare un nome agli alberi diventa così un gesto semplice ma potente: il primo passo per riconoscerne il valore, rispettarlo e, soprattutto, proteggerlo.