Dopo il successo della prima edizione, Assisi si prepara ad accogliere dal 26 al 28 marzo la seconda edizione del Festival dell’amministrazione condivisa dei beni comuni. Nato nella città serafica nel 2025, il Festival si è rapidamente affermato come un punto di riferimento nel dibattito pubblico sulla partecipazione civica, sulla collaborazione tra cittadini e istituzioni e sui nuovi modelli di governance territoriale fondati sulla sussidiarietà e sulla cura condivisa degli spazi e dei beni comuni.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Assisi, da Labsus - Laboratorio per la sussidiarietà e dal Dipartimento di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Perugia, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo e la diffusione di pratiche di amministrazione condivisa, mettendo in rete esperienze, competenze e visioni provenienti da tutta Italia.
Il Festival rappresenta la seconda edizione di un progetto che, fin dalla sua nascita, ha inteso fare di Assisi un vero e proprio laboratorio permanente per l’innovazione amministrativa e sociale. Nel 2025 l’iniziativa ha registrato la partecipazione di oltre 250 tra sindaci, amministratori pubblici, studiosi, operatori del terzo settore e cittadini attivi, con il tutto esaurito per gli incontri in programma e un forte interesse a livello nazionale.
Al centro della prima edizione erano stati i patti di collaborazione tra pubblica amministrazione, cittadini e terzo settore; un tema che ha trovato applicazione concreta in numerosi Comuni italiani e che continua a rappresentare uno degli strumenti più avanzati per la cura condivisa dei beni comuni.
Per il 2026 il Festival amplia lo sguardo e propone due grandi filoni di riflessione, strettamente interconnessi. Il primo riguarda la costruzione di alleanze per l’amministrazione condivisa, intese come reti territoriali capaci di mettere insieme istituzioni, cittadinanza attiva, associazioni, gruppi informali, enti del terzo settore, imprese sociali e anche imprese profit.
Il secondo tema centrale è il ruolo della filantropia nel sostenere e rafforzare i processi collaborativi che nascono sui territori, offrendo risorse, competenze e visione strategica per rendere durature e strutturate le esperienze di partecipazione.
L’obiettivo dichiarato è quello di contribuire alla costruzione di una comunità più viva e solidale, che si riconosce attorno a un linguaggio comune fatto di cura, responsabilità condivisa e cultura del dono.
Il Festival si propone come uno spazio di confronto operativo, oltre che teorico. Attraverso panel, gruppi di lavoro e sessioni plenarie, amministratori ed esperti saranno chiamati a discutere di esperienze già avviate in Italia, analizzandone criticità e potenzialità, e a immaginare nuovi modelli di gestione dei beni comuni.
Parole chiave come cura, solidarietà, condivisione, accoglienza e partecipazione saranno al centro del dibattito, con Assisi che si candida a essere un punto di riferimento nazionale per la sperimentazione di pratiche innovative di amministrazione condivisa.
Le attività del Festival si svolgeranno tra Palazzo Monte Frumentario e il Teatro comunale Lyrick, sede scelta per consentire una partecipazione più ampia nei momenti di maggiore affluenza. L’apertura è prevista per giovedì 26 marzo alle ore 16.30, con i saluti istituzionali e il primo panel generale dal titolo “La mappa del tesoro: le reti di cittadini attivi per la cura dei beni comuni”. In serata è in programma la proiezione del docufilm “Bella e perduta” di Pietro Marcello.
Venerdì 27 marzo il Festival entrerà nel vivo con, al mattino, gruppi di lavoro dedicati ai patti di collaborazione e all’amministrazione condivisa. Nel pomeriggio si terranno confronti in plenaria a partire dai contributi emersi, seguiti da un secondo panel generale su “Il ruolo della filantropia per il futuro del Paese”. La giornata si concluderà con un cineforum e la proiezione di “Anatomia di un grande sogno” di Federico Braconi.
La chiusura è in programma per sabato 28 marzo, con le conclusioni dei lavori e l’assegnazione del “Premio patti di collaborazione e amministrazione condivisa”, riconoscimento dedicato alle esperienze più significative presentate durante il Festival.
“Il primo Festival - evidenziano Valter Stoppini e Veronica Cavallucci, sindaco e vicesindaco di Assisi, in una nota dell'ente - ha suscitato grande interesse in tutta Italia, con presenze da tutto il territorio nazionale e il sold out a tutti gli incontri. Una sfida vinta, con Assisi preso come modello di riferimento, che quest'anno rilanciamo ancora più forte, anche attraverso un grande evento al Teatro Lyrick per consentire la più ampia partecipazione possibile. Invitiamo tutte le associazioni del territorio a partecipare a questo momento di confronto e di crescita, su temi oggi centrali e strategici sia per la pubblica amministrazione sia per il terzo settore”.
Un apporto determinante all’impianto culturale e metodologico del Festival sarà garantito dal Dipartimento di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Perugia, chiamato ad assicurare una lettura scientifica e multidisciplinare dei temi in agenda, e da Labsus, da anni punto di riferimento nazionale nella promozione del principio di sussidiarietà e nello sviluppo delle pratiche di cittadinanza attiva e collaborazione civica.
In questo quadro, il Festival si propone come un vero e proprio crocevia tra mondo accademico, amministrazioni pubbliche e società civile organizzata, con l’obiettivo di superare la dimensione puramente teorica del dibattito e tradurre il confronto in strumenti operativi e modelli replicabili a supporto delle politiche pubbliche locali.
Il programma dettagliato della manifestazione, insieme alle modalità di iscrizione e partecipazione ai diversi appuntamenti, sarà reso noto nei prossimi giorni attraverso i canali ufficiali degli enti promotori. L’organizzazione rivolge un invito esplicito ad amministratori pubblici, rappresentanti del terzo settore, associazioni, studiosi e cittadini interessati a prendere parte a un appuntamento che si propone di rafforzare il dialogo strutturato tra istituzioni e comunità locali, promuovendo una visione condivisa, responsabile e sostenibile della cura e della gestione dei beni comuni.