Tutto è iniziato per gioco a Gubbio, inseguendo il fratello calciatore che voleva apparire bello agli occhi delle ragazze. Da quei primi scatti amatoriali a San Martino in Colle, la strada di Giuseppe Calzuola lo ha portato dritto nel cuore della Capitale. Classe 1936, Calzuola è diventato un pilastro della fotografia sportiva italiana, trasformando la sua passione in una carriera fatta di dedizione e semplicità. Attraverso il suo obiettivo, ha saputo catturare l’essenza dello sport, regalando ai tifosi di ogni dove frammenti indelebili di gioie e sconfitte.
Calzuola è una vera e propria istituzione del giornalismo sportivo e venerdì 16 gennaio al Tempio di Adriano a Roma, in occasione della seconda edizione del Premio “Roma Foto e Identità” riceverà il premio alla carriera. Un riconoscimento grande e meritato per il suo importante e riconosciuto lavoro da fotrografo sportivo che lo ha portato in tutto il mondo. Grande amico di Bruno Giordano, ha avuto un ottimo rapporto anche con Chinaglia e Falcao e tanti altri, inizia fotografando le partite della Lazio grazie a Franco Ceci. La sua carriera è un'antologia dei grandi eventi calcistici internazionali: ha seguito da vicino ben sei Mondiali e sei Europei. La sua esperienza in Coppa dei Campioni è altrettanto impressionante, con undici finali all'attivo. Tra queste, spicca il ricordo indelebile della tragica notte dell'Heysel nel 1985, culminata con la vittoria della Juventus sul Liverpool.

Un viaggio per immagini che parte da Chinaglia, tocca i fuoriclasse Zico e Falcao, e arriva al genio di Maradona, fino ai giorni nostri. Giuseppe Calzuola ha un patrimonio immenso di fotografie, un tesoro che ha portato a dodici mostre e che custodisce gelosamente. Ogni istantanea non è solo un'immagine, ma un pezzo del suo cuore, frutto di un amore per la fotografia nato da bambino e mai svanito. Calzuola è e rimarrà un gigante della fotografia. Il suo curriculum parla chiaro, lasciando poco spazio ai dubbi. Un tributo meritato ("chapeau") per un eugubino che per più di cinquant'anni ha tenuto alto, con orgoglio e dedizione, il nome dell'Umbria e della sua amata Gubbio.

Il prossimo 16 gennaio 2026, la cornice millenaria del Tempio di Adriano a Roma ospiterà la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Premio “Roma Foto e Identità”. L’evento, che avrà inizio alle ore 17:00 presso la sede della Camera di Commercio in Piazza di Pietra, si conferma come uno dei più prestigiosi appuntamenti dedicati al fotogiornalismo e alla narrazione visiva della Capitale. Nato su iniziativa dell’Associazione Identità Fotografiche, il Premio celebra la fotografia come strumento indispensabile per documentare la storia collettiva. Il comitato organizzatore — composto da figure di rilievo quali Marco Ravagli, Marco Geppetti e Maurizio Riccardi — ha voluto rendere omaggio ai professionisti che, attraverso l'obiettivo, sintetizzano l’identità sociale, le evoluzioni culturali e le trasformazioni urbanistiche di Roma. In questa visione, ogni scatto non è solo un’opera estetica, ma un frammento documentale essenziale per tramandare la memoria del nostro tempo.
L’edizione 2026 vedrà la consegna di alti riconoscimenti a figure che hanno segnato profondamente il settore. I premiati di quest’anno sono Giuseppe Calzuola e Claudio Guaitoli. Un momento di particolare solennità sarà riservato ai premi alla memoria, conferiti a due pilastri della fotografia italiana: Mario Proto e Piero Ravagli. La cerimonia di premiazione si svolgerà alle ore 18:40, all’interno del più ampio contesto del Roma Best Practices Award 2025 – “Mamma Roma e i suoi figli migliori”.
L’iniziativa gode di patrocini e collaborazioni di alto profilo, tra cui la Camera di Commercio di Roma, l’Ordine dei Giornalisti del Lazio e la Fondazione Adriano Olivetti. Questa sinergia ribadisce l'importanza del Premio nel panorama istituzionale, confermando il racconto per immagini come pilastro fondamentale dell’informazione e dell’identità culturale capitolina.