Si terrà mercoledì 18 febbraio 2026, alle ore 11.30, a Roma, nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, in via del Collegio Romano 27, la presentazione alla stampa della mostra Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento. L’esposizione sarà ospitata alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia dal 14 marzo al 14 giugno 2026 e si preannuncia come uno degli eventi culturali più rilevanti dell’anno nel panorama nazionale.
La conferenza stampa rappresenta il momento ufficiale di avvio di un progetto espositivo che intreccia storia dell’arte, spiritualità e identità territoriale, mettendo al centro due figure che hanno segnato in modo profondo l’immaginario e la cultura europea: Giotto e San Francesco. Il titolo stesso della mostra richiama l’idea di una trasformazione radicale, di una svolta che nel Trecento ha cambiato il modo di guardare il mondo, l’uomo e il sacro.

A introdurre i lavori sarà il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, a sottolineare il valore nazionale dell’iniziativa. Seguiranno gli interventi di Davide Rondoni, Presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni dell’Ottavo Centenario della Morte di San Francesco di Assisi, di Tommaso Bori, Vice Presidente della Regione Umbria, e di Vittoria Ferdinandi, Sindaca del Comune di Perugia. Prenderanno poi la parola i curatori della mostra, Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, chiamati a illustrare il progetto scientifico e il percorso espositivo.
Le conclusioni saranno affidate a Massimo Osanna, Direttore Generale Musei, mentre il ruolo di moderatore sarà svolto da Costantino D’Orazio, Direttore dei Musei Nazionali di Perugia e della Direzione regionale Musei Nazionali Umbria. Un parterre istituzionale e scientifico di primo piano, che evidenzia la portata e l’ambizione dell’iniziativa.
L’iniziativa ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, un riconoscimento che ne certifica l’alto valore culturale e civile. La mostra è promossa dai Musei Nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali Umbria, in collaborazione con il Comitato Nazionale per le Celebrazioni dell’Ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi, il Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria.
A questi si affiancano la Regione Umbria, la Custodia Generale del Sacro Convento di San Francesco, la Provincia Serafica dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, l’Arcidiocesi di Perugia – Città della Pieve, il Comune di Perugia e Confindustria Umbria. Un sistema articolato di collaborazioni che dimostra come il progetto non sia solo un evento espositivo, ma un vero e proprio percorso condiviso tra istituzioni culturali, religiose, civili ed economiche.
La manifestazione si avvale inoltre della collaborazione dell’Archivio di Stato di Perugia e del contributo di numerosi soggetti che hanno scelto di sostenere l’iniziativa. Tra questi figurano la Regione Umbria, la Camera di Commercio di Perugia, la Fondazione Perugia, la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, la Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, ARVEDI AST e Nestlé. Media partner dell’evento sarà RAI Umbria, a conferma dell’attenzione anche mediatica riservata a un appuntamento che punta a raggiungere un pubblico ampio e trasversale.
Questa rete di sostegni racconta di un progetto capace di mettere in dialogo cultura, territorio e mondo produttivo, in una prospettiva che guarda non solo alla valorizzazione del patrimonio, ma anche alla promozione dell’Umbria come luogo simbolo di una stagione decisiva della storia artistica e spirituale europea.

Al centro della mostra c’è l’idea di rivoluzione, intesa non come rottura distruttiva, ma come profonda trasformazione dello sguardo. San Francesco, con il suo messaggio di povertà, fraternità e attenzione al creato, ha introdotto una nuova sensibilità spirituale. Giotto, con il suo linguaggio pittorico innovativo, ha tradotto quella sensibilità in immagini capaci di dare corpo e volto all’esperienza umana e religiosa.
L’Umbria del Trecento diventa così il laboratorio di un cambiamento che ha inciso sulla storia dell’arte e sulla percezione stessa del sacro. La mostra si propone di accompagnare il visitatore dentro questo processo, offrendo chiavi di lettura che uniscono rigore scientifico e capacità divulgativa.
Dal 14 marzo al 14 giugno 2026, la Galleria Nazionale dell’Umbria sarà il cuore di questo racconto. L’aspettativa è che l’esposizione riesca ad attrarre studiosi, appassionati e visitatori, trasformandosi in un’occasione di conoscenza ma anche di riscoperta del legame profondo tra arte, spiritualità e territorio.
La presentazione romana del 18 febbraio segna quindi il primo passo ufficiale di un percorso che punta a lasciare un segno duraturo. Un progetto che, nel nome di Giotto e San Francesco, invita a guardare al passato non come a un capitolo chiuso, ma come a una sorgente viva di domande, immagini e significati capaci ancora oggi di parlare al presente.