Un cambio di passo strutturale per il Teatro Cesare Caporali, che apre una nuova fase della propria storia con la nomina di Gianluca Liberali a direttore artistico.
La decisione della giunta comunale segna l’avvio di un percorso di riorganizzazione che punta a rafforzare il ruolo dello storico spazio culturale attraverso una gestione più professionale, integrata e orientata alla progettazione condivisa.
Figura già affermata nell’ambito dell’organizzazione culturale - tra le altre esperienze quella legata al festival Suoni Controvento - Liberali è chiamato a guidare la programmazione artistica del teatro in una fase di transizione e rilancio. Una scelta che l’amministrazione inquadra come parte di un disegno più ampio, volto a ridefinire identità e funzioni del Caporali nel territorio.
La nomina del direttore artistico viene indicata dal Comune come “un tassello al nuovo corso intrapreso per la gestione dello storico spazio culturale e, più in generale, per la promozione delle attività teatrali, musicali e sociali”.
Un passaggio che non riguarda soltanto la programmazione, ma che si inserisce in una revisione complessiva dell’assetto organizzativo. Il Teatro Caporali viene così ripensato come un centro culturale polifunzionale, capace di ospitare non solo spettacoli, ma anche iniziative di carattere sociale, educativo e partecipativo. L’obiettivo è quello di rafforzare il legame con il territorio e di rendere il teatro uno spazio sempre più aperto e dinamico.
Il percorso di rinnovamento prende avvio dalla conclusione della precedente convenzione con la Rete Interassociativa “La Lira di Apollo”, passaggio che ha reso necessario un ripensamento complessivo delle modalità di gestione del teatro, anche alla luce delle normative vigenti in materia di affidamento dei servizi.
In questo quadro, l’amministrazione comunale ha provveduto a ricondurre la gestione tecnica del Teatro Comunale all’interno del contratto relativo alla rete museale, sistema integrato che coinvolge sei comuni dell’area Trasimeno-Corciano. Una scelta orientata a garantire maggiore stabilità operativa, oltre che a razionalizzare e qualificare le competenze tecniche, affidandole a soggetti dotati di adeguata professionalità.
“Provvedimento questo - spiega l’assessora comunale alla cultura Elena Sepiacci - preso non solo perché la normativa in materia di affidamento dei servizi impedisce proroghe di gestione, ma anche per facilitare le associazioni che utilizzano il teatro, affidando compiti tecnici, divenuti gravosi, a professionisti”.
Parallelamente alla nomina di Liberali, il Comune ha avviato un percorso di coprogettazione, pubblicando un avviso di manifestazione di interesse rivolto alle associazioni interessate a proporre attività teatrali, musicali, performative e iniziative di coesione socio-culturale. L’avviso ha registrato una risposta significativa, con circa venti candidature pervenute, ora al vaglio del nuovo direttore artistico e di una commissione dedicata.
La coprogettazione viene indicata come uno degli elementi cardine del nuovo modello, con l’obiettivo di coniugare apertura e qualità, partecipazione e coordinamento, evitando dispersioni e garantendo una programmazione coerente.
Nel passaggio al nuovo assetto, l’amministrazione ha previsto anche misure di continuità per le realtà che fino a dicembre 2025 avevano gestito il teatro, ovvero la Compagnia del Sole e Téathron Musiké.
Le due realtà potranno infatti portare a conclusione i progetti già avviati grazie a un accordo sussidiario di scopo, che consente di accompagnare la transizione senza interrompere le attività in corso. Una soluzione che mira a valorizzare il lavoro svolto e a mantenere un legame con il percorso precedente.
Al centro della riorganizzazione vi è il tema della professionalizzazione, indicato dall’assessora Sepiacci come elemento imprescindibile per garantire qualità e sostenibilità al sistema culturale locale. “Professionalizzare un servizio è sempre più necessario - afferma Sepiacci – e a nostro avviso apporta benefici a tutta la comunità. Non mi riferisco solo alla gestione tecnica, ma anche a quella artistica e culturale. Dare una impronta professionale è la cosa più opportuna da fare”.
Una linea che punta a superare modelli basati esclusivamente sul volontariato o su gestioni informali, introducendo competenze specifiche sia sul piano tecnico sia su quello artistico e organizzativo.
Il nuovo corso del Teatro Cesare Caporali si inserisce in una visione più ampia che attribuisce agli spazi culturali un ruolo strategico nello sviluppo dei territori. L’obiettivo dell’amministrazione è quello di trasformare il teatro in un vero e proprio hub culturale, capace di generare relazioni, attrarre progettualità e contribuire alla crescita della comunità.
In questo contesto, la figura del direttore artistico assume un ruolo centrale, chiamato non solo a definire una programmazione di qualità, ma anche a coordinare le diverse energie presenti sul territorio, costruendo un equilibrio tra visione e partecipazione.