Nonostante il calendario indichi ormai la seconda metà di maggio, l’Umbria continua a fare i conti con condizioni climatiche decisamente insolite per il periodo.
Nella notte tra sabato e domenica le temperature sono crollate in diverse aree della regione, sfiorando addirittura lo zero nelle zone appenniniche più elevate.
Secondo i dati rilevati dai sensori della rete idrogeologica e diffusi dalla Protezione Civile dell’Umbria, sul Monte Cucco la temperatura minima è scesa fino a 0,9 gradi, mentre a Castelluccio di Norcia si sono registrati appena 1,2 gradi.
Valori estremamente bassi anche in altre località umbre: 3,9 gradi a Cascia e addirittura 2,1 gradi a Todi, dato particolarmente significativo considerando la quota relativamente contenuta della città.
Temperature che riportano più all’inverno o all’inizio di marzo che non alla piena primavera.

Questo improvviso ritorno del freddo arriva a pochi giorni dalla Festa dei Ceri 2026, già fortemente condizionata da un quadro meteorologico particolarmente duro.
Il 15 Maggio a Gubbio è stato infatti caratterizzato da pioggia intensa, foschia e temperature molto basse soprattutto nel tratto finale della Corsa verso il Monte Ingino.
Nel pomeriggio il maltempo è progressivamente peggiorato fino a trasformare la salita alla Basilica di Sant'Ubaldo in una prova di grande difficoltà fisica per i ceraioli.
La pioggia battente e la nebbia fitta hanno accompagnato l’ultimo stradone del Monte, costringendo i Ceri a limitare la velocità e ad affrontare diversi tratti con maggiore prudenza per evitare rischi sul percorso reso estremamente scivoloso.
Molti eugubini hanno immediatamente paragonato la Festa del 2026 a quella storica del 1989, anch’essa segnata da condizioni meteorologiche proibitive.
Il quadro meteorologico anomalo non riguarda soltanto l’Umbria. Da diversi giorni l’Italia è interessata da una fase climatica fortemente instabile, con correnti fredde provenienti dal Nord Europa che stanno causando un sensibile abbassamento delle temperature soprattutto nelle regioni centro-settentrionali.
Negli ultimi giorni piogge, temporali e bruschi cali termici hanno interessato gran parte della penisola, mentre sulle Alpi si sono registrate nuove nevicate tardive per il periodo.
In diverse città italiane le temperature massime sono risultate inferiori anche di 6-8 gradi rispetto alle medie stagionali, creando una sensazione diffusa di ritorno all’inverno proprio nel momento in cui normalmente si dovrebbero registrare i primi caldi quasi estivi.
Particolarmente colpite risultano le zone interne appenniniche, dove l’escursione termica tra notte e giorno continua a essere molto marcata.
In Umbria le aree montane e collinari stanno vivendo giornate caratterizzate da mattinate fredde e umide seguite da rialzi termici soltanto nelle ore centrali grazie al ritorno del sole.
Le previsioni della Protezione Civile regionale indicano infatti un graduale aumento delle temperature massime nelle prossime ore, pur mantenendo valori notturni ancora relativamente bassi rispetto alla media del periodo.

Questo andamento meteorologico sta producendo effetti evidenti anche sul territorio agricolo e naturale.
Le forti piogge delle ultime settimane hanno contribuito a mantenere elevata l’umidità dei terreni e a rallentare in alcune aree le normali attività stagionali. In compenso, le riserve idriche risultano abbondanti dopo mesi caratterizzati in passato da frequenti problemi di siccità.
Anche sul piano turistico il tempo instabile ha inciso su numerosi eventi primaverili, compresa la stessa Festa dei Ceri, che tuttavia ha dimostrato ancora una volta la straordinaria capacità degli eugubini di affrontare qualsiasi condizione atmosferica senza rinunciare alla propria tradizione.
Nella giornata di domenica il sole è tornato a splendere su gran parte dell’Umbria favorendo un aumento delle temperature massime, ma il quadro resta ancora lontano da quello tipico della seconda metà di maggio.
Le prossime giornate dovrebbero presentare condizioni più stabili, anche se le minime notturne continueranno a mantenersi sotto la media stagionale soprattutto nelle aree montane e nelle vallate interne.
Un maggio anomalo, dunque, che in Umbria verrà probabilmente ricordato non soltanto per il freddo improvviso, ma anche per quella Festa dei Ceri corsa sotto la pioggia, nella nebbia e in un’atmosfera quasi invernale che ha reso ancora più dura e memorabile la salita finale verso Sant’Ubaldo.