23 Aug, 2026 - 12:15

Fotovoltaico sul Trasimeno, Melasecche dice no: “Meglio utilizzare il canale Anguillara”

Fotovoltaico sul Trasimeno, Melasecche dice no: “Meglio utilizzare il canale Anguillara”

No alla copertura di porzioni significative del lago Trasimeno con pannelli fotovoltaici galleggianti e sì, invece, alla ricerca di soluzioni che consentano di produrre energia rinnovabile utilizzando infrastrutture già esistenti e senza ulteriore consumo di suolo.

È la posizione espressa dal capogruppo della Lega in Regione Umbria Enrico Melasecche, che interviene nel dibattito sul possibile utilizzo della superficie del maggiore lago umbro per la produzione di energia solare.

«La proposta di ricoprire con pannelli fotovoltaici porzioni significative del Trasimeno lascia francamente sconcertati», afferma Melasecche, che indica come possibile alternativa il canale Anguillara, adduttore del lago, sul quale potrebbero essere valutati impianti fotovoltaici per una potenza complessiva stimata intorno ai 15 MW.

Melasecche: “Il Trasimeno non può diventare una distesa di pannelli”

La contrarietà del capogruppo leghista parte anzitutto dalla tutela del paesaggio e delle numerose funzioni svolte dal lago.

Secondo Melasecche, utilizzare direttamente la superficie del Trasimeno significherebbe intervenire su un ambiente che rappresenta contemporaneamente un patrimonio naturalistico, paesaggistico, turistico ed economico dell'Umbria.

«Non può essere considerata una soluzione di buon senso quella di alterarne il paesaggio e comprometterne le molteplici funzioni per inseguire una produzione energetica che può essere realizzata altrove», sostiene.

La questione, dunque, non sarebbe quella di opporsi alla produzione di energia rinnovabile, ma di individuare dove collocare gli impianti riducendo al minimo l'impatto sul territorio.

L'esperienza della pulizia del canale Anguillara

Melasecche richiama quindi l'esperienza maturata nel 2024 quando, da assessore regionale con delega al dissesto idrogeologico, aveva seguito la pulizia del canale Anguillara.

Secondo quanto riferisce, il corso d'acqua risultava fortemente ostruito dalla vegetazione, con la presenza anche di pioppi adulti alti una decina di metri, tanto da ostacolare significativamente l'afflusso dell'acqua.

Da quella esperienza sarebbe nata una riflessione sulla possibilità di combinare manutenzione idraulica e produzione energetica, cercando soluzioni capaci di ridurre i costi necessari a mantenere efficiente il canale.

Melasecche precisa che l'energia non rientrava nelle proprie deleghe, mentre vi rientrava l'officiosità idraulica dei corsi d'acqua, cioè la necessità di garantirne la capacità di deflusso attraverso una corretta manutenzione.

L'esempio di Narzole: fotovoltaico sopra un canale

L'ex assessore cita come modello un impianto successivamente realizzato nel 2025 a Narzole, in provincia di Cuneo, dalla società umbra Sentnet srl, con la quale afferma di avere avuto precedentemente contatti.

L'intervento avrebbe interessato un canale per circa 930 metri di lunghezza e 8 metri di larghezza, raggiungendo una potenza di circa 1 MW.

Il progetto, inserito in una configurazione di Comunità energetica rinnovabile, associa alla produzione elettrica anche una pista ciclabile e un sistema di illuminazione artistica.

Per Melasecche rappresenta un esempio della possibilità di utilizzare infrastrutture esistenti per produrre energia senza occupare nuovo terreno agricolo e cercando contemporaneamente una riqualificazione dell'area interessata.

Sul canale Anguillara fino a 15 MW secondo l'ipotesi

È proprio questo modello che Melasecche propone di valutare per il canale Anguillara, realizzato alla fine degli anni Cinquanta.

Il canale ha una lunghezza complessiva indicata in 16,9 chilometri e una larghezza di circa 7,30 metri. Considerando ponti, attraversamenti e altri elementi che impedirebbero l'utilizzazione dell'intero tracciato, Melasecche ipotizza una lunghezza effettivamente disponibile di circa 15 chilometri.

Su questa superficie, secondo la sua stima e fatte le necessarie verifiche tecniche, potrebbero essere installati uno o più impianti per una potenza complessiva intorno ai 15 MW, corrispondenti a circa 12 ettari di pannelli.

L'ipotesi prevede inoltre di collegare la concessione alla manutenzione e alla pulizia del canale, ponendone gli oneri a carico del soggetto realizzatore.

«Si tratta di una soluzione concreta che consente di affrontare contemporaneamente la produzione di energia rinnovabile e la manutenzione di un'infrastruttura idraulica strategica», sostiene Melasecche.

Turismo, navigazione e pesca tra le obiezioni

Le critiche al fotovoltaico flottante sul Trasimeno riguardano anche le attività che si svolgono sulla superficie lacustre.

Melasecche richiama pesca e piscicoltura, navigazione dei traghetti, idrovore, imbarcazioni a vela e a motore e attività legate ai flussi turistici.

Una presenza estesa di pannelli, secondo il capogruppo della Lega, rischierebbe di interferire con queste funzioni oltre ad alterare la percezione paesaggistica del lago.

Da qui anche la critica politica verso chi si oppone agli impianti fotovoltaici sui terreni agricoli o sui crinali montani e contemporaneamente considera possibile un'estesa utilizzazione della superficie lacustre.

“No anche a un'ipotesi analoga per Piediluco”

Il ragionamento viene esteso anche al lago di Piediluco, dove Melasecche ritiene che un'eventuale ipotesi analoga debba essere «scartata in modo assoluto».

Diverso sarebbe invece il caso dei piccoli bacini artificiali e dei laghetti collinari dei consorzi di bonifica, nei quali il fotovoltaico galleggiante potrebbe trovare applicazioni funzionali alla stessa gestione delle acque, ad esempio producendo l'energia necessaria al pompaggio.

Melasecche riferisce inoltre di avere valutato in passato anche la possibilità di utilizzare infrastrutture ferroviarie, compresa la Ferrovia Centrale Umbra, ipotesi successivamente accantonata per le difficoltà tecniche e per il rischio di interferire con i lavori di ricostruzione e riapertura della linea.

Il confronto è sulla localizzazione degli impianti

La posizione espressa dal capogruppo leghista sposta dunque il confronto dalla contrapposizione tra energie rinnovabili e tutela ambientale a quello della corretta localizzazione degli impianti.

La proposta è utilizzare prioritariamente superfici e infrastrutture già artificializzate, verificando la possibilità di ottenere contemporaneamente altri benefici, come la manutenzione delle opere idrauliche.

Per il Trasimeno, invece, Melasecche traccia una linea netta: il lago deve continuare a svolgere le proprie funzioni ambientali, economiche, turistiche e paesaggistiche senza diventare il supporto di una grande infrastruttura fotovoltaica.

Una posizione destinata ad alimentare il confronto sulla transizione energetica in Umbria, dove alla necessità di aumentare la produzione da fonti rinnovabili si accompagna inevitabilmente un'altra domanda: dove realizzare gli impianti senza compromettere il patrimonio paesaggistico e ambientale della regione?

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Mario Farneti
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