Ultimo atto della regular season e tensione alle stelle. Il Perugia si gioca tutto negli ultimi novanta minuti, con un obiettivo chiaro: blindare la permanenza in Serie C. Ai biancorossi basta un punto sul campo del Forlì, già salvo, per evitare qualsiasi rischio e archiviare una stagione complicata. Una missione apparentemente semplice, ma che nasconde insidie enormi.
Perché in queste partite, dove il margine d’errore è ridotto al minimo, il pericolo più grande è rappresentato proprio dai calcoli. Guardare agli altri campi, sperare nei risultati altrui, può diventare un boomerang. Certo, l’attenzione sarà inevitabilmente rivolta anche alla sfida della Sambenedettese contro la Vis Pesaro: un mancato successo dei rossoblù condannerebbe la Samb ai playout, consegnando di fatto la salvezza al Grifo senza bisogno di fare punti.
Ma affidarsi agli altri non è mai una strategia vincente. Il Perugia deve pensare solo a se stesso, a strappare almeno un pareggio su un campo comunque ostico, contro una squadra che, pur senza obiettivi di classifica, vorrà chiudere bene davanti al proprio pubblico.
Capitolo formazioni, cruciale per capire le scelte dei due tecnici. Il Perugia arriva alla sfida con diverse assenze pesanti, soprattutto nel reparto difensivo. Mister Tedesco dovrà infatti fare a meno di Angella, Riccardi e Stramaccioni, tre elementi che avrebbero garantito esperienza e solidità. Un’emergenza che costringe a ridisegnare la linea arretrata.
Il modulo dovrebbe essere il 4-2-3-1, con Gemello tra i pali, chiamato a una prestazione attenta e sicura. La difesa a quattro sarà composta da Calapai sulla destra, Megelaitis sulla sinistra, mentre al centro agiranno Dell’Orco e Tozzuolo, coppia chiamata a garantire affidabilità nonostante le assenze.
Davanti alla difesa spazio alla coppia Ladinetti-Tumbarello. Il primo avrà il compito di gestire il possesso e dettare i tempi di gioco, mentre il secondo sarà fondamentale in fase di interdizione, cercando di spezzare le trame avversarie e offrire inserimenti senza palla.
Sulla trequarti si concentrerà gran parte della qualità offensiva del Perugia. Canotto agirà sulla destra, Verre al centro e Bacchin sulla sinistra, trio chiamato a supportare l’unica punta Montevago. Sarà proprio la capacità di questi tre giocatori di accendere la manovra a fare la differenza: servono giocate, intuizioni e anche concretezza negli ultimi metri.
Il Forlì risponderà con il suo consueto 4-3-3, anche se dovrà fare a meno del tecnico Miramari, squalificato, con Ceglia in panchina. In porta Martelli, difesa a quattro con Mandrelli, Palomba, Onofri e Cavallini. Un reparto che punterà sulla compattezza per contenere le iniziative biancorosse.
A centrocampo, Menarini, Franzolini e De Risio formeranno un terzetto dinamico e fisico, capace di aggredire e ripartire. In attacco, il tridente composto da Macrì, Trombetta e Coveri proverà a sfruttare gli spazi, cercando di mettere in difficoltà una difesa del Perugia rimaneggiata.
Le probabili formazioni:
PERUGIA (4-2-3-1): Gemello; Calapai, Dell’Orco, Tozzuolo, Megelaitis; Ladinetti, Tumbarello; Canotto, Verre, Bacchin; Montevago. Allenatore: Tedesco.
FORLÌ (4-3-3): Martelli; Mandrelli, Palomba, Onofri, Cavallini; Franzolini, Menarini, De Risio; Macrì, Trombetta, Coveri. Allenatore: Ceglia (Miramari squalificato).
Il tema principale della vigilia è la gestione della pressione. Il Perugia arriva a questa sfida con un solo risultato realmente utile e con il peso di una stagione vissuta spesso sul filo dell’incertezza. La squadra di Tedesco ha alternato buone prestazioni a momenti di difficoltà, pagando soprattutto una certa discontinuità.
Ora, però, non c’è più spazio per gli errori. Servirà una prova di maturità, fatta di attenzione, compattezza e capacità di leggere i momenti della gara. Anche perché il Forlì, libero mentalmente, potrebbe rappresentare un avversario ancora più pericoloso: senza assilli di classifica, i romagnoli avranno la possibilità di giocare con leggerezza, cercando di mettere in difficoltà un Perugia obbligato a non perdere.