L'attacco degli Stati Uniti contro il Venezuela, con la cattura del presidente Nicolàs Maduro "è la certificazione della orrificante legge del più forte". Questa la premessa che ha portato Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi per la cultura della pace e Marco Mascia, presidente del Centro diritti umani 'Antonio Papisca' dell'Università di Padova, a lanciare un appello "per la difesa della legalità e del diritto internazionale".
Definendolo "Un altro atto criminale ed eversivo, politicamente indifendibile e moralmente intollerabile. Un altro spaventoso passo nell’abisso della Terza Guerra Mondiale" i due esponenti del movimento pacifista si sono scagliati sia contro il Governo italiano che contro l'Unione Europea. Il primo accusato di aver legittimato l'intervento definendolo "di natura difensiva", l'UE di alimentare "la politica suicida del doppio standard".
Nella notte tra venerdì 2 e sabato 3 gennaio gli Stati Uniti hanno colpito Caracas e altre aree del Venezuela catturando Maduro e sua moglie che ora, secondo quanto riferito dallo stesso presidente americano Donald Trump, si trovano in carcere a New York. L'attacco Usa al Venezuela viola le regole del diritto tra gli Stati e, spiegano Lotti e Mascia merita una ferma condanna che se non intervenisse, rischierebbe di diventare il presupposto alla legittimazione di altri attacchi.
"La mancata condanna di questo ennesimo atto di guerra - delle uccisioni e distruzioni che ha provocato, dei pretesti e degli obiettivi che lo hanno sostenuto - si legge nell'appello - autorizza chiunque ad attaccare o invadere un altro paese per impadronirsi delle sue risorse o cambiarne il suo governo". I riferimenti sono all’invasione russa dell’Ucraina e al genocidio israeliano di Gaza. Inoltre "Significa accettare - proseguono - il primato dell’unilateralismo sul multilateralismo, degli Stati Uniti sull’Onu, che resta l’unica legittima autorità ad agire per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale".
Secondo Lotti e Mascia il Governo italiano che ha parlato di un "legittimo intervento di natura difensiva contro gli attacchi ibridi alla propria sicurezza" ha compiuto "una gravissima scelta" che si colloca "in palese contrasto con l’articolo 11 della nostra Costituzione" cui si aggiunge "la mancata difesa della legalità, del diritto internazionale e delle Istituzioni internazionali che, a partire dall’Onu, sono state incaricate della loro attuazione".
Con oltre cinquanta conflitti armati attualmente in corso negli scenari internazionali, il rischio concreto affermano è quello che si degeneri in "Un mondo senza legge, dominato dalla violenza e dal militarismo, dalle guerre e dalla corsa al riarmo, dall’ingiustizia, dalla politica di potenza e dall’impunità è una polveriera destinata a scoppiare e travolgerci tutti". "Siamo in grave pericolo! - avvertono -. Oggi ad altri. Domani a noi. E sarà il disastro per il genere umano".
All'ultima Marcia della Pace PerugiAssisi lo scorso ottobre, hanno preso parte oltre 200mila persone: è stata la più partecipata di sempre in oltre sessant'anni di storia della manifestazione. Un evento di enorme portata, concreta e simbolica, che dal cuore dell'Umbria ha ribadito nuovamente la necessità di abbracciare la pace in ogni sede, sia istituzionale che nella vita quotidiana di ognuno.
L'appello lanciato ora non è solo una petizione online, spiegano Lotti e Mascia ma una esortazione a unirsi "per difendere i valori che ci sono più cari". E aggiungono: "o ci mobilitiamo per difendere e rilanciare la legalità, il diritto e le istituzioni internazionali oppure perderemo anche quel che resta della nostra dignità, della nostra libertà, della nostra democrazia, del nostro benessere e, quindi, della pace". L'invito è dunque quello a mettere in campo "una mobilitazione ampia, determinata e creativa".