Avevano rubato una e-bike dal garage del proprietario che però aveva installato un localizzatore Air-tag che gli ha consentito di rintracciala, un'accortezza che si è rivelata fondamentale. A differenza degli altri mezzi di trasporto, infatti, le bici se vengono rubate risultano più difficili da ritrovare poiché prive di targa e di libretto di circolazione. Ma non è stato questo il caso.
L'uomo derubato ha sporto formale denuncia presso la Polizia di Stato di Foligno riuscendo a fornire la posizione esatta della sua bici elettrica. Il denunciante ha riferito ai poliziotti che degli ignoti si erano introdotti nella sua proprietà nel corso della notte precedente sottraendogli l'e-bike. Pur non potendo fornire ulteriori indicazioni sugli autori del furto, ha spiegato che il dispositivo di tracciamento collocava il velocipede in corrispondenza di un vicolo del centro storico folignate. A quel punto è partito un equipaggio del Commissariato che insieme una pattuglia della Polizia Locale di Foligno, si sono portati sul luogo indicato.
Della bici elettrica in strada però non c'era traccia, circostanza che ha indotto gli agenti ad effettuare un controllo in una palazzina. Qui, all’interno di un appartamento, hanno rintracciato un 30enne, un 48enne ed un 37enne, tutti già noti alla Polizia, anche per reati contro il patrimonio.
Gli ulteriori accertamenti hanno permesso di rinvenire l'e-bike in una stanza dell’abitazione in uso ai tre uomini, mezzo che è stato prontamente restituito dagli agenti al legittimo proprietario.
I tre sospettati, invece, sono stati condotti in Commissariato, dove, redatti gli atti di rito, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto per concorso nel reato di ricettazione.
In Italia il reato di ricettazione è disciplinato dall'articolo 648 del Codice Penale. Si tratta di una fattispecie che si configura quando una persona acquista, riceve o anche occulta denaro o beni provenienti da un qualsiasi delitto. La pena prevista è la reclusione che va dua ad otto anni e la multa da 516 a 10.329 euro. In presenza di specifiche aggravanti - ovvero se i soldi o il bene provengono da furto, rapina o estorsione - sono previsti incrementi di pena.
All'inizio di quest'anno un caso molto particolare di ricettazione aveva fatto il giro delle cronache locali. Il "bene" sottratto non era un oggetto e nemmeno del denaro, bensì un cane. L'animale era scomparso da Orvieto, sottratto al proprietario che ne aveva denunciato il furto e che, con il passare del tempo, aveva ormai perso ogni speranza di ritrovarlo.
A gennaio, durante un controllo di routine da parte dei Carabinieri forestali nella zona di Poggio Bustone, in provincia di Rieti, era stata fermata un'auto che trasportava tre cani. I militari avevano verificato i dati identificativi degli animali attraverso le banche dati ufficiali ed è lì che è venuta a galla una situazione inaspettata. Dagli approfondimenti era infatti emerso che uno dei cani risultava oggetto di furto denunciato tre anni prima nel territorio di Orvieto, in provincia di Terni. A quel punto sono scattate le procedure previste dalla normativa: l’animale è stato sottoposto a sequestro penale e il conducente del veicolo è stato denunciato all’autorità giudiziaria per il reato di ricettazione.
Grandi la sorpresa e la commozione del proprietario quando gli è stato comunicato il ritrovamento e che, soprattutto, presto avrebbe potuto riabbracciare quel cane di cui si erano perse le tracce. Tanta la gratitudine verso i Carabinieri che aveva ringraziato sentitamente per l'impegno profuso.