05 Jan, 2026 - 15:49

Foligno rende omaggio a Francesco Innamorati: il partigiano ucciso dai nazisti nel 1944 ricordato al Cimitero monumentale

Foligno rende omaggio a Francesco Innamorati: il partigiano ucciso dai nazisti nel 1944 ricordato al Cimitero monumentale

Un momento di memoria collettiva e di riflessione civile e politica, nel segno dei valori di libertà, democrazia e giustizia sociale. Nella mattinata di domenica 4 gennaio, al Cimitero monumentale di Foligno, si è svolta la commemorazione del partigiano Francesco Innamorati, ucciso dai nazisti alle porte della città il 4 gennaio 1944.

Il ricordo nel giorno dell’anniversario

La cerimonia si è tenuta nel giorno esatto dell’anniversario della morte di Innamorati, figura centrale della Resistenza umbra e del movimento sindacale locale. Un appuntamento che, come sottolineato dagli organizzatori, non rappresenta soltanto un doveroso omaggio storico, ma anche un’occasione per rinnovare l’impegno civile contro ogni forma di autoritarismo e negazione dei diritti. Il raccoglimento davanti alla tomba del partigiano è stato accompagnato da interventi che hanno ripercorso la sua vicenda umana e politica, intrecciata con le grandi trasformazioni del Novecento italiano ed europeo.

La testimonianza della Cgil: una vita spesa per la libertà

A ricordare in modo approfondito la figura di Francesco Innamorati è stato Angelo Scatena, responsabile di zona della Cgil di Foligno, che nel suo intervento ha ricostruito le tappe fondamentali dell’impegno sindacale e politico del partigiano.

“Francesco Innamorati - ha ricordato Scatena - aveva cinquant'anni quando fu ucciso e negli anni Venti del secolo scorso, da tipografo, aveva iniziato a difendere i più deboli, organizzando il movimento dei lavoratori del folignate sino a diventare segretario della Camera della lavoro. Militante socialista, aderì al Pci dopo il congresso di Livorno. Fu arrestato più volte dai fascisti per la sua attività di opposizione al regime. Detenuto nel carcere di Pesaro fu poi confinato a Ventotene insieme a Altiero Spinelli. Fuggito successivamente in Francia partecipò alla Resistenza d’Oltralpe. Arrestato dai nazisti fu rimpatriato in Italia dove venne nuovamente carcerato, in seguito all’8 settembre 1943 fu rilasciato e partecipò alla Resistenza nella montagna folignate alla guida delle Brigate Garibaldi. Il 4 gennaio 1944, quando cercava di rientrare nella sua città, fu ucciso da un camion di nazisti. Innamorati ha dedicato la sua vita alla libertà e alla costruzione della democrazia”.

La Resistenza come patrimonio condiviso

Alla commemorazione hanno preso parte anche Lorenzo Poltrini, in rappresentanza di Anpi Foligno, e Francesco Giannini di Anpi Spoleto, che hanno richiamato il valore della Resistenza come patrimonio comune e fondativo della Repubblica. Il loro contributo ha ribadito l’importanza di mantenere viva la memoria delle lotte partigiane, soprattutto in un contesto storico in cui riaffiorano fenomeni di revisionismo e banalizzazione del passato.

La presenza delle istituzioni locali

Significativa anche la partecipazione delle istituzioni comunali, rappresentate da Marco De Felicis, intervenuto a nome dell’amministrazione folignate, e da Mario Bravi, consigliere comunale del Partito democratico. La loro presenza ha sottolineato il valore istituzionale della commemorazione, confermando come il ricordo della Resistenza non sia soltanto affidato alle associazioni, ma costituisca un elemento centrale dell’identità democratica delle comunità locali.

Il legame con il mondo del lavoro

Nel corso della mattinata è intervenuto anche Fabrizio Fratini, segretario provinciale dello Spi Cgil Perugia, che ha rimarcato il legame profondo tra la lotta di liberazione e le conquiste sociali e sindacali del dopoguerra. Un nesso che trova in Innamorati una figura emblematica, capace di unire l’impegno per i diritti dei lavoratori alla battaglia contro il fascismo.

La voce della famiglia

Particolarmente toccante è stata la testimonianza di Francesca Raffaeli, nipote di Francesco Innamorati, che ha parlato con voce ferma e commossa richiamando il lato umano del ricordo. Il suo intervento ha restituito il volto privato della storia pubblica: affetti spezzati, sacrifici quotidiani e il fardello morale lasciato alle generazioni successive. Un intervento che ha ricordato come la memoria della Resistenza non sia soltanto un atto pubblico, ma anche un patrimonio familiare da custodire, capace di trasformare il lutto in responsabilità civica e di alimentare il dovere della testimonianza.

Le conclusioni della Cgil provinciale

A concludere la commemorazione è stato Augusto Paolucci, segretario provinciale della Cgil di Perugia, che ha offerto una lettura pubblica e programmatica dell’iniziativa. Paolucci ha sottolineato il significato dell’omaggio a Innamorati: "non una celebrazione", ma "un impegno quotidiano" per la salvaguardia dei valori costituzionali. Secondo il segretario, la vicenda personale e politica di Innamorati - sindacalista, antifascista e partigiano - pone ancora domande al presente e impone una responsabilità attiva di cittadini e istituzioni nella difesa della democrazia e dei diritti sociali.

Memoria come impegno civile

La cerimonia al Cimitero monumentale di Foligno si inserisce in un più ampio percorso di iniziative volte a custodire e trasmettere la memoria della Resistenza. Un patrimonio che, come emerso dagli interventi, non appartiene solo al passato, ma rappresenta una bussola per il presente e per il futuro. Ricordare Francesco Innamorati significa riaffermare il valore della partecipazione, della solidarietà e della libertà, principi che continuano a fondare la vita democratica del Paese.

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Francesco Mastrodicasa
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