Formare cittadini consapevoli nell’epoca dell’intelligenza artificiale, dei social network e delle fake news.
È stato questo il cuore dell’evento conclusivo del progetto “Il Quotidiano in Classe”, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno in collaborazione con l’Osservatorio for Independent Thinking di Firenze.
L’iniziativa, sostenuta dalla Fondazione Carifol da oltre dieci anni, rappresenta ormai un punto di riferimento per la formazione degli studenti sul tema dell’informazione di qualità e della cittadinanza attiva. Il progetto coinvolge gli istituti secondari superiori di Foligno e accompagna gli studenti durante tutto l’anno scolastico attraverso la lettura delle principali testate giornalistiche italiane, incontri con giornalisti ed esperti e strumenti didattici validati scientificamente.
Per l’anno scolastico 2025-2026 il tema scelto è stato di particolare attualità: “Uso critico e responsabile dell’AI e delle tecnologie digitali: opportunità per nuove competenze”.

L’incontro si è svolto nella suggestiva cornice dell’ex chiesa della SS. Trinità dell’Annunziata di Foligno e ha visto la partecipazione di circa cento studenti accompagnati dai loro docenti, insieme ai rappresentanti dell’Osservatorio e alle autorità della Fondazione.
Ad aprire i lavori è stato il Segretario Generale della Fondazione Carifol, Cristiano Antonietti, che ha ribadito l’impegno della Fondazione verso le giovani generazioni, sottolineando la necessità di accrescere consapevolezza e responsabilità su temi sempre più centrali nel mondo contemporaneo.
L’attenzione si è concentrata soprattutto sui rischi legati all’informazione digitale, dai social network alla diffusione delle fake news, fino alle trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale.
Successivamente è intervenuto Pier Francesco Salvetti, responsabile delle Relazioni Esterne dell’Osservatorio for Independent Thinking, che ha definito l’appuntamento annuale di maggio come un’occasione fondamentale per riflettere sui cambiamenti che stanno attraversando il mondo dell’informazione.
Secondo Salvetti, il progetto punta non soltanto a migliorare le competenze informative degli studenti, ma anche a formarli come cittadini più consapevoli e capaci di sviluppare spirito critico davanti ai contenuti che quotidianamente circolano online.
Una prospettiva che assume un valore ancora più importante nell’epoca dell’AI generativa, dove la produzione di contenuti digitali cresce a ritmi senza precedenti.
Particolarmente significativo anche l’intervento della Presidente della Fondazione Carifol, Monica Sassi, che ha invitato gli studenti a non utilizzare le nuove tecnologie in modo passivo e acritico.
Sassi ha individuato tre grandi rischi nell’uso incontrollato dell’intelligenza artificiale. Il primo riguarda l’uso superficiale delle fonti informative: mentre in passato la ricerca delle informazioni richiedeva tempo, verifica e riflessione, oggi la velocità degli strumenti digitali rischia di comprimere il processo critico.
Il secondo pericolo consiste nella delega totale alle macchine. Le tecnologie, ha spiegato, non devono essere considerate oracoli infallibili, ma strumenti da interrogare e valutare con consapevolezza.
Il terzo nodo riguarda invece la verifica delle fonti. Secondo la presidente della Fondazione, è indispensabile imparare a chiedere sempre all’intelligenza artificiale quali siano le fonti utilizzate e quali eventuali alternative esistano, sviluppando una forma di “fiducia critica”.
La vera chiave, ha sottolineato Monica Sassi, è quella dell’intelligenza collaborativa, cioè la capacità di integrare uomo e macchina senza rinunciare alla centralità del pensiero umano.

L’intervento più atteso è stato probabilmente quello di Marco Pratellesi, giornalista ed esperto di informazione digitale e intelligenza artificiale.
Pratellesi ha offerto una lettura molto concreta delle trasformazioni che l’AI sta imponendo al sistema dell’informazione e più in generale al mercato del lavoro.
Il dato citato durante l’incontro è emblematico: nel 2024, per la prima volta, i contenuti prodotti dai bot hanno superato quelli realizzati dagli esseri umani, raggiungendo il 51% del totale.
Secondo Pratellesi, l’intelligenza artificiale sta già modificando profondamente il lavoro giornalistico, colpendo soprattutto figure professionali più fragili come i freelance e ridefinendo il rapporto tra economia dell’informazione e realtà verificata.
Tuttavia il problema, ha spiegato, non è subire l’AI ma imparare a dominarla, utilizzandola per migliorare competenze e produttività senza rinunciare alle qualità umane che le macchine non possono replicare: giudizio critico, etica professionale, capacità relazionale e comprensione del contesto.
Pratellesi ha insistito anche sulla necessità di sviluppare una vera alfabetizzazione digitale. Studenti e insegnanti, secondo il giornalista, devono collaborare per costruire un utilizzo responsabile delle nuove tecnologie all’interno del sistema scolastico.
Fondamentale, inoltre, proteggere la privacy evitando di inserire dati sensibili nelle piattaforme AI e mantenere sempre alta l’attenzione sulla verifica delle fonti.
Accertare i fatti, controllare le informazioni e smontare la propaganda restano infatti principi fondamentali sia del buon giornalismo sia della cittadinanza digitale.
Il futuro dell’informazione, ha concluso Pratellesi, non sarà la sostituzione dell’uomo da parte della macchina, ma una forma di intelligenza aumentata, nella quale la tecnologia potrà diventare un alleato purché l’essere umano continui a mantenere il controllo critico e la responsabilità verso la verità.