Ottant’anni dopo quel voto che cambiò il destino del Paese, la Festa della Repubblica continua a rappresentare molto più di una semplice ricorrenza istituzionale.
È il richiamo a una scelta collettiva che ha segnato la nascita dell’Italia democratica e che, secondo il sindaco di Foligno Stefano Zuccarini, continua ancora oggi a interrogare le coscienze e a chiamare i cittadini a una responsabilità quotidiana.
È questo il messaggio emerso dalla cerimonia del 2 giugno, svoltasi nella mattinata in piazza della Repubblica, dove istituzioni civili, autorità religiose, associazioni e cittadini si sono ritrovati per celebrare l’anniversario della nascita della Repubblica italiana e rendere omaggio a quanti hanno contribuito alla costruzione del percorso democratico del Paese. Una celebrazione che ha unito memoria storica e riflessione civica, riportando al centro il significato di quel referendum del 1946 che sancì il passaggio dalla monarchia alla Repubblica e che, ancora oggi, resta uno dei passaggi fondativi dell’identità nazionale.
Le celebrazioni si sono aperte con la tradizionale deposizione delle corone d’alloro ai caduti, momento particolarmente sentito e accompagnato dalla presenza del picchetto d’onore interforze, simbolo dell’unità delle istituzioni dello Stato.
A rendere ancora più solenne la cerimonia è stata la partecipazione dell’Associazione Filarmonica di Belfiore-Città di Foligno, che ha accompagnato i momenti istituzionali con l’esecuzione musicale prevista dal protocollo celebrativo.
Presenti rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose, oltre a numerosi cittadini che hanno preso parte alla commemorazione in una delle piazze simbolo della città. Dopo il momento dedicato alla memoria dei caduti, è intervenuto il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Galligari, prima del discorso ufficiale pronunciato dal sindaco Stefano Zuccarini.
Il cuore della cerimonia è stato proprio l’intervento del primo cittadino, che ha voluto trasformare la ricorrenza in un’occasione di riflessione sul significato contemporaneo della democrazia. “Siamo chiamati a rifarla tutti i giorni la scelta del 2 giugno 1946”, ha affermato Zuccarini, sintetizzando in una frase il senso dell’intero discorso.
Un passaggio che richiama l’idea di una democrazia non come conquista definitiva, ma come patrimonio da custodire e rinnovare quotidianamente attraverso la partecipazione, l’impegno civico e la consapevolezza del valore delle istituzioni.
Il sindaco ha infatti sottolineato come il referendum del 1946 continui a produrre effetti concreti sulla vita dei cittadini e rappresenti ancora oggi uno dei pilastri della convivenza democratica. “La giornata di oggi è un’occasione per riflettere proprio su questo: sull’importanza che una scelta di democrazia e libertà, compiuta ormai 80 anni fa, incida ancora - tutti i giorni - sulle nostre vite”.
Nel suo intervento, Zuccarini ha richiamato anche il significato storico di quella consultazione popolare che vide milioni di italiani recarsi alle urne in un Paese ancora segnato dalle ferite della guerra. Un voto che non rappresentò soltanto una scelta istituzionale, ma un atto di fiducia nel futuro.
“Furono 25 milioni i cittadini e le cittadine che si recarono ai seggi: un atto d'amore anche per le generazioni future, che li spinse ad uscire dalle loro case e dai luoghi di lavoro per impugnare le più importanti armi che la democrazia ci offre: la matita e la scheda elettorale. Per questo oggi, la festa della Repubblica è ancora una viva e vitale Festa della democrazia”.
Uno dei passaggi più significativi del discorso del sindaco ha riguardato il rapporto tra memoria e futuro. Secondo Zuccarini, la celebrazione del 2 giugno deve rappresentare anche un momento di trasmissione dei valori repubblicani alle nuove generazioni, chiamate a raccogliere l’eredità di chi contribuì a costruire l’Italia democratica.
“Oggi è anche l’occasione per ricordare ed onorare gli italiani che 80 anni fa compirono quella scelta, e al tempo stesso passare il testimone alle giovani generazioni, affinché se ne facciano non solo custodi e difensori ma siano protagonisti vivi di questi valori che non possiamo mai dare per scontati”. Un richiamo che assume un significato particolare in una fase storica caratterizzata da profonde trasformazioni sociali, culturali e tecnologiche.
Nel corso del suo intervento, il sindaco ha ricordato anche le iniziative promosse dall’amministrazione comunale per rafforzare il legame tra cittadini e istituzioni repubblicane.
“In questi anni, come amministrazione comunale, abbiamo cercato di fare al meglio la nostra parte: leggendo qui in piazza i principi fondamentali della Costituzione Italiana; dotando tutti gli edifici comunali della bandiera italiana ed europea, consegnando la bandiera e la costituzione ai nostri ragazzi: perché la memoria è una fiamma che va tenuta sempre viva”.
La riflessione si è poi allargata alle trasformazioni che stanno interessando la società contemporanea. Zuccarini ha evidenziato come la democrazia sia oggi chiamata a confrontarsi con nuove sfide che spaziano dal mondo del lavoro all’evoluzione tecnologica, fino agli effetti dell’intelligenza artificiale.
“Oggi viviamo in un mondo completamente trasformato: dobbiamo affrontare nuove minacce alla libertà e alla democrazia, nuova sfide nel mondo del lavoro, l'avvento delle nuove tecnologie e dell'intelligenza artificiale. Tutto si evolve e tutto va in qualche modo governato con nuovi approcci e strategie, ma con quel voto di 80 anni fa abbiamo messo dei pilastri fondanti che ci permettono di avere basi solide per affrontare tutte le sfide future”.
Nel corso della cerimonia è intervenuto anche il vescovo di Assisi-Foligno, monsignor Felice Accrocca, che ha posto l’accento sul tema della partecipazione e della responsabilità individuale.
“Tutti dobbiamo essere partecipi della nostra Repubblica: ciò richiede responsabilità. Dobbiamo essere cittadini attivi e far prevalere il bene di tutti al bene del singolo”. Un richiamo che si inserisce pienamente nel significato della giornata, ricordando come la Repubblica non sia soltanto un sistema istituzionale, ma una comunità fondata sul contributo e sull’impegno di ciascun cittadino.