28 Aug, 2025 - 13:26

Foligno, bambina di 11 anni aggredita da coetanei e filmata, la madre denuncia: "Non minimizziamo, è bullismo"

Foligno, bambina di 11 anni aggredita da coetanei e filmata, la madre denuncia: "Non minimizziamo, è bullismo"

Una passeggiata in centro si è trasformata in un pomeriggio di paura per una bambina di 11 anni, vittima di un’aggressione da parte di un gruppo di coetanei. L’episodio, avvenuto nel cuore di Foligno, ha riportato all’attenzione pubblica il tema del bullismo minorile e delle cosiddette baby gang.

L'aggressione a Foligno: cosa è successo

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la ragazzina aveva appuntamento con alcune amichette in una piazza del centro. Quello che sembrava un incontro come tanti si è presto trasformato in un incubo: la giovane, infatti, sarebbe stata attirata in una zona più appartata, lontana dagli sguardi dei passanti. Qui, secondo quanto denunciato, alcuni coetanei avrebbero iniziato a incalzarla e a colpirla, mentre altri la circondavano impedendole di reagire. La situazione è rapidamente degenerata, con schiaffi e spinte, fino a quando una delle bambine presenti le avrebbe stretto il collo scaraventandola a terra.

Un dettaglio che rende la vicenda ancora più grave è la presenza di diversi minorenni intenti a filmare la scena con i cellulari, ridendo mentre la piccola cercava di difendersi. Le immagini, secondo la denuncia, sarebbero poi circolate tra i ragazzi e condivise sui social, aumentando la sofferenza della vittima.

L’agguato in pieno centro storico a Foligno: aggredita bambina di 11 anni

La madre, dopo aver sporto denuncia ai carabinieri, ha voluto lanciare un appello accorato dalle pagine del Corriere dell'Umbria: "Questo non è un ‘semplice’ litigio tra ragazzini. Questo è bullismo, è violenza, è sopraffazione. È un segnale che qualcosa si è rotto, nei legami tra educazione, socialità e responsabilità. Chi ha ripreso? Chi ha riso? Chi ha guardato senza intervenire? Vorrei che si accendesse un riflettore. Perché le istituzioni scolastiche e sociali non minimizzino. Perché gli adulti parlino con i propri figli. E perché nessuna bambina debba sentirsi sola, umiliata, o in pericolo, nel centro della propria città".

L’impatto psicologico e la testimonianza della madre

La bambina di 11 anni aggredita, accompagnata al pronto soccorso di Foligno, ha riportato lievi lesioni con sette giorni di prognosi. Ma il danno più pesante è quello psicologico. "Mia figlia è una bambina sensibile, seguita dalla Usl per un supporto educativo" – ha raccontato la madre al Corriere dell’Umbria – "Non meritava questo. È stata ferita dentro, più che fuori".

La donna, oltre a presentare denuncia, ha deciso di raccontare pubblicamente l’accaduto, nella speranza di scuotere la comunità locale e impedire che episodi simili possano ripetersi. "Voglio raccontare ciò che è successo a mia figlia undicenne, perché nessun genitore dovrebbe vivere quello che sto vivendo e nessuna bambina dovrebbe subire ciò che ha subito lei", ha spiegato.

Le indagini e il lavoro dei carabinieri

La denuncia è stata raccolta dai carabinieri della Compagnia di Foligno, guidata dal capitano Antonello De Sanctis. Gli investigatori stanno esaminando le testimonianze e le immagini per identificare i minori coinvolti, distinguendo tra chi ha agito direttamente e chi ha assistito senza intervenire, limitandosi a filmare o a ridere. Non si escludono provvedimenti mirati, anche in ambito scolastico e familiare, per affrontare la vicenda a 360 gradi.

Il comando provinciale dell’Arma ha confermato l’apertura di accertamenti, sottolineando la gravità dell’accaduto. Un episodio che non può essere liquidato come bravata, ma che rientra in un fenomeno sociale più ampio che coinvolge molti centri urbani italiani.

La necessità di una risposta collettiva

L’aggressione a una bambina di 11 anni nel centro storico di Foligno rappresenta un segnale che la città non può ignorare. Le indagini chiariranno le responsabilità individuali, ma la vicenda solleva interrogativi più ampi sul ruolo di famiglie, scuole e istituzioni. Serve un impegno condiviso per prevenire il ripetersi di episodi simili, rafforzando gli strumenti educativi e la capacità di intervento degli adulti.

L’appello della madre resta come monito: nessun minore deve trovarsi di fronte a un gruppo che sceglie la violenza e la derisione al posto del gioco e della condivisione. Nessuna bambina deve vivere la paura al posto della spensieratezza.

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Giorgia Sdei
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