30 Jan, 2026 - 16:30

Flaminia riaperta stasera dopo lo smottamento, transito a senso unico alternato dopo la tensione Regione-Anas

Flaminia riaperta stasera dopo lo smottamento, transito a senso unico alternato dopo la tensione Regione-Anas

Sarà riaperta nella serata di oggi, venerdì, la statale 3 Flaminia, chiusa d’urgenza giovedì per un significativo smottamento in località Strettura, nel comune di Spoleto. L’annuncio dell’Anas, giunto nel primo pomeriggio, ha sciolto la tensione accumulatasi in circa trentasei ore di isolamento per un’ampia fetta del territorio umbro. L’ente stradale ha confermato di aver completato le prime operazioni urgenti di messa in sicurezza del tratto franato. Tuttavia, per consentire la prosecuzione dei necessari interventi di stabilizzazione del versante, la riapertura non sarà piena: il transito verrà regolato a senso unico alternato mediante semaforo, una soluzione che garantirà la percorrenza ma comporterà inevitabili rallentamenti.

La notizia della riapertura arriva a poche ore dalle forti dichiarazioni istituzionali della giornata. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, insieme all’assessore alle Infrastrutture, Francesco De Rebotti, aveva infatti sollevato pubblicamente la questione dei tempi di intervento, chiedendo all’Anas chiarezza e celerità. “Da Anas vogliamo tempi certi e interventi urgenti per riaprire in sicurezza”, aveva dichiarato la presidente Proietti, sottolineando come la Flaminia non sia una semplice strada, ma l’arteria principale per i collegamenti tra il nord del Lazio e il cuore dell’Umbria, vitale per pendolari, imprese e turismo. Le operazioni concluse dall’Anas hanno riguardato la rimozione del materiale instabile – un accumulo di terra, vegetazione e materiale roccioso – e la demolizione controllata di un grosso masso reso pericolante dallo scivolamento del terreno, azioni che hanno scongiurato il pericolo più imminente.

Una polemica istituzionale sulla trasparenza e sui ritardi

Prima che l’annuncio della riapertura spegnesse le polemiche, la nota diffusa dalla Regione Umbria aveva assunto toni di netta costrizione. Il testo stigmatizzava espressamente il fatto che le rassicurazioni iniziali fornite dall’Anas, che lasciavano intendere una riapertura pressoché immediata, non si fossero concretizzate, prolungando di fatto lo stato di emergenza. La critica più profonda andava oltre i tempi tecnici, investendo il merito della comunicazione. “Quello che appare chiaro è l’indispensabile attenzione che l’Anas deve riservare a istituzioni e cittadini nel mettere tutti nelle condizioni di recepire caratteristiche, soluzioni e tempi degli interventi”, si leggeva nella nota. Una mancanza di dialogo percepita che ha amplificato il disagio in un territorio storicamente sensibile alle criticità della viabilità secondaria e di collegamento.

La mattinata era stata segnata dal sopralluogo dell’assessore De Rebotti sul luogo dello smottamento, a testimoniare l’attenzione diretta dell’esecutivo regionale. Il suo arrivo al cantiere aveva coinciso con la fase più intensa dei lavori, con gli operai impegnati nella sistematica pulizia della scarpata e nella messa in sicurezza della sede stradale. Il via libera finale è seguito, secondo la ricostruzione dell’ente, alla verifica tecnica della stabilità del pendio dopo le operazioni di sgombro, condizione indispensabile per poter autorizzare anche un transito limitato.

Un ritorno alla normalità solo parziale: cosa prevede il senso unico alternato

La riapertura in serata rappresenta quindi un primo, fondamentale passo, ma non il ritorno alla piena normalità. La misura del senso unico alternato è un classico compromesso tra l’esigenza di ripristinare la circolazione e la necessità di lavorare in piena sicurezza. Il semaforo regolerà il flusso dei veicoli, che potranno accedere al tratto interessato uno per senso di marcia alla volta. Questa soluzione, se da un lato eviterà il prolungamento delle deviazioni su percorsi secondari e più lunghi – che rimangono obbligatorie solo per i mezzi pesanti sopra le 3,5 tonnellate – dall’altro comporterà inevitabilmente code e tempi di percorrenza maggiorati, soprattutto nelle ore di punta e nei prossimi giorni festivi.

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Il provvedimento è definito provvisorio ma, stando alle indicazioni, durerà per tutto il tempo necessario al completamento degli interventi di stabilizzazione del versante. Ciò significa che, nelle prossime settimane, i cantieri rimarranno attivi lungo la Flaminia per operazioni di più lungo periodo, come l’eventuale installazione di reti paramassi o interventi di drenaggio delle acque per prevenire nuove infiltrazioni. La Regione Umbria ha assicurato che continuerà a monitorare da vicino l’evoluzione della situazione, mantenendo alta l’attenzione affinché i successivi passaggi avvengano nel rispetto dei tempi comunicati.

La vicenda dello smottamento di Strettura, se si chiude con la riapertura, lascia scoperto un tema più ampio e ricorrente: la fragilità di un’infrastruttura cruciale come la Flaminia, soggetta a fenomeni di dissesto idrogeologico, e la necessità di un coordinamento efficace e tempestivo tra enti gestori nazionali e istituzioni locali. In un’epoca di eventi meteorologici estremi, la manutenzione programmata e gli interventi strutturali diventano la vera sfida per evitare che, domani, un altro nubifragio possa nuovamente interrompere il collegamento vitale di un’intera regione.

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Federico Zacaglioni
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