A San Pellegrino, piccola ma vivace frazione, è già iniziata la Festa quinquennale della Madonna di Montecamera, uno degli appuntamenti religiosi e popolari più sentiti dagli abitanti del territorio e dei centri limitrofi.
Dopo le prime serate dedicate alla musica e al divertimento, con concerti e stand gastronomici in piazza aperti tutte le sere, la festa entrerà nel vivo a partire dal 30 agosto, fino a concludersi il 14 settembre, giorno del ritorno della sacra immagine al Santuario.
Il cuore della celebrazione sarà, come da tradizione, l’8 settembre, solennità della Natività di Maria, ma il calendario predisposto dal Comitato Organizzatore è fitto di momenti di preghiera, catechesi, musica e riflessione, a testimonianza di un evento che unisce fede, cultura e socialità.
Il preludio alla festa è stato affidato a serate di intrattenimento: concerti dal vivo e stand gastronomici che hanno animato la piazza di San Pellegrino, trasformandola in un punto di incontro per giovani, famiglie e anziani.
Il programma musicale proseguirà con il revival Anni ’80 il 23 agosto e con il concerto della band Officina 75 il 28 agosto, prima di lasciare spazio alla parte più propriamente religiosa.
«Questi momenti ricreativi non sono semplici occasioni di svago – spiegano gli organizzatori – ma occasioni per rinsaldare il senso di comunità, creando un clima di attesa e partecipazione che prepara spiritualmente e socialmente alla festa».
La devozione alla Madonna di Montecamera affonda le radici nei primi anni del Seicento. La tradizione narra che sulle pendici del Monte Camera sorgeva un’edicola mariana, meta di pellegrini in cerca di conforto.
Nel 1647, la storia si intrecciò con la fede. Alcuni pellegrini della parrocchia di Pieve di Compresseto salirono a pregare per la guarigione di compaesani colpiti dalla lebbra. Al ritorno, secondo gli scritti conservati nell’Archivio Parrocchiale, trovarono i malati guariti.
Da allora, ogni anno, il martedì successivo alla Pasqua, si rinnova una processione per ricordare quell’evento prodigioso, segno di un legame indissolubile tra la comunità e la Madonna di Montecamera.
Con il passare dei secoli, la semplice edicola fu sostituita da una struttura più ampia, fino all’attuale Santuario, che ha conosciuto vicende alterne:
Nel 1916 la riapertura dopo importanti lavori di ampliamento.
Nel 1952 la rinascita dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale.
Nel 2007 l’ultima ristrutturazione, che ha restituito al santuario la sua sobria bellezza.
Oggi, immerso nel verde e nel silenzio del Monte Camera, il santuario accoglie fedeli e pellegrini come luogo di pace e raccoglimento.
Il programma religioso, curato dal Comitato Organizzatore, inizierà ufficialmente il 30 agosto con la “Giornata dei giovani” a Montecamera, occasione per avvicinare le nuove generazioni al senso autentico della devozione.
Il 31 agosto, nella chiesa parrocchiale, sarà celebrata una messa per i malati, segno della vicinanza della comunità a chi vive fragilità e sofferenza.
Dal 1° settembre prenderanno il via gli incontri serali di preghiera e catechesi, fino al 5 settembre, quando sarà messo in scena il musical “Le tre Madri”, spettacolo che unisce teatro e spiritualità.
Il 6 settembre, a Montecamera, si terrà la celebrazione “Una luce nella notte”, mentre il 7 settembre, dopo la messa delle 18:30, i fedeli si incammineranno verso il santuario. Alle 21 una fiaccolata notturna guiderà i devoti da Montecamera alla chiesa di San Pellegrino, invocando la Vergine al canto dell’inno della “Pristina Fe’”, antico patrimonio devozionale della comunità.
La giornata più attesa sarà l’8 settembre, data in cui la Chiesa celebra la Natività di Maria.
Alle ore 11 si svolgerà il solenne pontificale in onore della Madonna, presieduto dal vescovo e animato dal coro parrocchiale. In serata, la sacra immagine sarà portata in processione per le vie del Braccio di San Pellegrino, in un corteo di fede, luci e preghiere che ogni cinque anni richiama centinaia di persone.
«È il momento in cui la comunità si stringe attorno alla Vergine, rinnovando una devozione che ci accompagna da secoli», sottolinea il parroco.
Nei giorni successivi, le celebrazioni continueranno con pellegrinaggi verso le comunità di Borgonovo, Pieve di Compresseto e Caprara, in segno di unità tra le parrocchie del territorio.
Il 14 settembre, giorno della conclusione della festa, la sacra immagine farà ritorno al Santuario con la celebrazione dei Vespri solenni, suggellando due settimane di intensa partecipazione popolare.
La Festa quinquennale della Madonna di Montecamera non è soltanto un evento religioso: è anche espressione di identità comunitaria. Gli abitanti di San Pellegrino e dei borghi vicini la considerano un appuntamento irrinunciabile, che rinnova legami familiari e amicizie, rafforza la memoria storica e rinsalda la fede.
Accanto al programma religioso, non mancano momenti di convivialità: gli stand gastronomici, gestiti da volontari, resteranno aperti tutte le sere, offrendo piatti tipici e occasioni di incontro.
Musica, canti popolari e intrattenimento renderanno la festa un evento completo, capace di coniugare sacro e profano, devozione e allegria.
Le origini seicentesche della devozione, i miracoli attribuiti alla Madonna di Montecamera e la continuità della festa quinquennale rappresentano un patrimonio spirituale e culturale che la comunità vuole trasmettere alle nuove generazioni.
Il coinvolgimento dei giovani, attraverso la giornata a loro dedicata e gli eventi musicali, è parte di questa strategia: mantenere viva una tradizione che non è soltanto memoria, ma anche speranza per il futuro.
La Festa quinquennale della Madonna di Montecamera è molto più di una ricorrenza locale. È un evento che racchiude in sé secoli di fede, momenti di storia, gesti di comunità.
Ogni processione, ogni fiaccolata, ogni celebrazione rinnova l’antico voto di fiducia nella Vergine e rafforza il legame tra gli abitanti e il loro santuario, immerso nel silenzio dei boschi.
Il 14 settembre, quando l’immagine sacra tornerà a Montecamera, la comunità avrà vissuto ancora una volta un’esperienza che unisce memoria, devozione e identità.