03 May, 2026 - 18:30

Festa di San Giorgio a Modica, 15mila persone in corteo: il gemellaggio con i Sangiorgiari di Gubbio

Festa di San Giorgio a Modica, 15mila persone in corteo: il gemellaggio con i Sangiorgiari di Gubbio

Oltre 15mila persone hanno preso parte al corteo in onore di San Giorgio a Modica, in provincia di Ragusa, confermando la straordinaria forza di una tradizione che unisce fede, devozione e partecipazione popolare.

Un evento che, per intensità e coinvolgimento, richiama da vicino altre grandi feste italiane, come quella dei Ceri di Gubbio.

Proprio da Gubbio è arrivata una presenza significativa: i Sangiorgiari Roberto Marinetti e Federico Bianchi, protagonisti di un primo passo concreto verso un possibile gemellaggio tra le due realtà.

L’omaggio dei Sangiorgiari

Nel corso della festa, Marinetti e Bianchi hanno voluto rendere omaggio all’Associazione dei Portatori di Modica con doni simbolici ma di grande valore identitario. Tra questi, una litografia numerata della Famiglia dei Sangiorgiari, un volume dell’Arte dei Merciai accompagnato da una lettera del presidente Patrick Salciarini, oltre a un fazzoletto ceraiolo e a un mini stendardo.

Quest’ultimo ha preso parte alla processione, viaggiando accanto alla Statua di San Giorgio lungo tutto il percorso cittadino, diventando così un segno concreto di vicinanza tra le due comunità.

Il cuore della festa: la processione

La Festa di San Giorgio a Modica si sviluppa nell’arco di più giorni, iniziando il 23 aprile con le celebrazioni liturgiche e culminando nella domenica successiva con la grande processione.

Nel pomeriggio, intorno alle 16:30, la Statua del Santo esce dal Duomo tra fuochi d’artificio e colpi di cannone, dando il via a un lungo corteo che attraversa la città per oltre dieci chilometri, da Modica Alta a Modica Bassa.

La Statua, imponente e suggestiva, pesa circa 700 chili ed è portata a spalla da venti persone contemporaneamente, che si alternano lungo il percorso. Il cammino è scandito da soste brevi ma necessarie, in un equilibrio tra fatica e devozione che richiama dinamiche ben note anche ad altre tradizioni italiane.

Il corteo prosegue fino a tarda notte, accompagnato dalla banda musicale e da una folla festante che segue il Santo lungo tutte le tappe, fino al rientro nel Duomo, segnato da spettacolari giri all’interno della chiesa.

Un’esperienza intensa e condivisa

Per i Sangiorgiari presenti, l’esperienza è stata totale. Non una semplice partecipazione, ma un’immersione completa nella realtà modicana, dai preparativi del giorno precedente fino alle lunghe ore di processione.

“Ci siamo calati in pieno nella loro realtà, nei preparativi del giorno prima, nelle funzioni religiose e nelle otto ore di corteo festante con il Santo sulle spalle per le vie della città. Indescrivibile”, ha raccontato Roberto Marinetti.

Le parole restituiscono la profondità di un’esperienza che va oltre l’aspetto esteriore, toccando corde comuni tra tradizioni apparentemente distanti ma unite da uno stesso spirito.

Le somiglianze con la Festa dei Ceri

Uno degli elementi più evidenti emersi durante la partecipazione è la forte somiglianza tra la Festa di San Giorgio e quella dei Ceri di Gubbio. Non tanto nelle forme, quanto nello spirito.

“Le somiglianze con la nostra Festa dei Ceri sono tante, per calore, passione e attaccamento, ha sottolineato Marinetti.

Ciò che colpisce è la capacità di entrambe le comunità di vivere la tradizione come un momento identitario, in cui la partecipazione collettiva diventa protagonista. La presenza dei giovani, in particolare, rappresenta un segnale importante di continuità.

“Ci ha colpito soprattutto la grande presenza e devozione dei giovani, che danno seguito e forza a questa tradizione”, ha aggiunto.

Un primo passo verso il gemellaggio

L’incontro tra i Sangiorgiari e l’Associazione dei Portatori di Modica non è stato un episodio isolato, ma l’inizio di un percorso più ampio.

“Siamo contenti di aver fatto questo primo passo”, ha spiegato Marinetti, sottolineando come l’idea di partecipare a questa festa nasca da lontano, da almeno otto anni.

Fondamentale è stato il supporto della Famiglia dei Sangiorgiari e l’accoglienza ricevuta a Modica, definita calorosa e disponibile in ogni fase dell’organizzazione.

L’obiettivo ora è quello di rafforzare questo legame, invitando una delegazione modicana a Gubbio in occasione della Festa dei Ceri.

“Abbiamo invitato una delegazione di Modica per il nostro 15 maggio. Difficile per il 2026, ma sicuramente per il 2027”.

Tradizione, fede e comunità

La Festa di San Giorgio a Modica si conferma così non solo come uno degli eventi più importanti del territorio, ma anche come un esempio di come le tradizioni popolari possano diventare occasioni di incontro e scambio tra comunità diverse.

In un tempo in cui le identità locali rischiano di indebolirsi, esperienze come questa dimostrano che la tradizione può essere un ponte, capace di unire storie, persone e territori.

Un ponte che, partendo da Modica, guarda ora anche a Gubbio, con la prospettiva di costruire un legame destinato a crescere nel tempo.

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Mario Farneti
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