20 Aug, 2026 - 17:30

Festa dei Ceri, il vuoto della comunicazione riempito dall'intelligenza artificiale

Festa dei Ceri, il vuoto della comunicazione riempito dall'intelligenza artificiale

Quando manca una comunicazione autorevole, il vuoto viene riempito da qualcun altro. Oggi, sempre più spesso, dall'intelligenza artificiale.

È quanto sta accadendo con la Festa dei Ceri di Gubbio, raccontata e soprattutto rappresentata online attraverso immagini che oscillano tra l'approssimazione, l'invenzione e il grottesco.

Negli ultimi mesi sono comparsi più volte contenuti che mostrano Ceri inesistenti, costumi mai visti, strutture che assomigliano più a edicole processionali che ai veri Ceri e perfino, in un caso, un ceraiolo sospeso a mezz'aria.

Un vero e proprio CUFO, Ceraiolo Volante non Identificato.

La battuta strappa un sorriso. Il problema, però, è serio.

Non è più soltanto un errore fotografico

Un singolo errore può capitare. Una fotografia sbagliata può essere il risultato di superficialità, fretta o cattiva documentazione.

Quando però gli errori si ripetono e assumono forme diverse, bisogna chiedersi se non esista un problema più profondo.

Le immagini circolate recentemente non si limitano a sbagliare un dettaglio. Ricostruiscono una Festa che non esiste.

In alcuni casi l'intelligenza artificiale sembra aver mescolato processione religiosa, rievocazione medievale, corsa popolare e iconografia dei santi, producendo una versione fantastica dei Ceri sufficientemente verosimile da poter ingannare chi non conosce Gubbio.

Ed è qui che la questione smette di essere divertente.

L'intelligenza artificiale occupa gli spazi lasciati vuoti

L'IA generativa funziona elaborando enormi quantità di immagini e testi. Quando deve rappresentare qualcosa che conosce poco o male, tende a ricostruirlo per analogia.

Se trova una festa religiosa con strutture portate a spalla, folla, colori, santi e una città medievale, compone questi elementi secondo modelli che già conosce.

Il risultato può essere plausibile, ma completamente falso.

L'intelligenza artificiale non inventa soltanto perché sbaglia. Inventa anche perché non trova abbastanza riferimenti chiari, coerenti e autorevoli.

È questo il punto che dovrebbe preoccupare Gubbio.

Se la Festa dei Ceri non possiede un'identità digitale sufficientemente forte, ben organizzata e facilmente accessibile, saranno gli algoritmi a costruirne una per proprio conto.

Un turista straniero come dovrebbe capire i Ceri?

Provare a osservare la questione dal punto di vista di chi non è eugubino aiuta a comprendere il problema.

Un turista straniero cerca “Festa dei Ceri Gubbio” e trova fotografie, video, post, articoli, pagine social e ricostruzioni artificiali di provenienza diversa.

Quale di queste fonti è ufficiale?

Quale immagine è corretta?

Chi gli spiega perché i Ceri non sono una gara nel senso ordinario del termine?

Chi gli racconta il rapporto con sant'Ubaldo, il significato delle tre Famiglie ceraiole, la struttura della Festa, il ruolo dei ceraioli, la differenza tra spettacolo visibile e rito identitario?

Oggi questa risposta non è immediatamente riconoscibile.

Ed è precisamente qui che nasce il vuoto comunicativo.

Manca un soggetto autorevole e facilmente identificabile

Gubbio ha bisogno di un punto unico e ufficialmente riconosciuto per la comunicazione della Festa dei Ceri.

Non significa creare un organismo che si appropri della Festa, né ridurre la pluralità delle sue componenti.

Significa individuare una fonte certa alla quale media, televisioni, giornalisti, tour operator, scuole e turisti possano rivolgersi senza dubbi.

Un soggetto che raccolga e renda disponibili: fotografie ufficiali, video, testi storici verificati, terminologia corretta, materiali in più lingue, schede sintetiche, contatti stampa e indicazioni chiare per l'utilizzo delle immagini.

In assenza di tutto questo, ogni redazione continuerà a cercare autonomamente materiale online. E ogni algoritmo continuerà a ricostruire i Ceri attraverso somiglianze e probabilità.

Il problema non è l'IA, ma ciò che trova

Sarebbe troppo semplice accusare l'intelligenza artificiale.

L'IA produce immagini sbagliate perché non comprende la Festa come la comprende un eugubino. Ma non è questo il punto.

Il vero problema è chiedersi quali informazioni riceva quando cerca di comprenderla.

Se l'universo digitale della Festa è frammentato, contraddittorio o privo di una fonte dominante e autorevole, l'errore diventa quasi inevitabile.

La comunicazione moderna non consiste più soltanto nel pubblicare un comunicato stampa o una fotografia sui social.

Significa anche costruire un patrimonio digitale che possa essere riconosciuto dai motori di ricerca, dai media internazionali e ormai anche dai sistemi di intelligenza artificiale.

Siena non avrebbe questo problema

Il confronto con il Palio di Siena rimane inevitabile.

Sarebbe difficile immaginare una ricostruzione del Palio nella quale, al posto dei cavalli, corressero cammelli.

Non perché l'IA non sia capace di produrla. Potrebbe farlo.

Ma perché l'identità visiva del Palio è talmente forte, documentata e riconoscibile che una rappresentazione assurda verrebbe immediatamente percepita come tale.

Per i Ceri, invece, vediamo comparire strutture inventate, abiti inesistenti e perfino persone che sembrano levitare sopra la folla.

Il problema è la debolezza della riconoscibilità esterna.

Una Festa di un giorno richiede comunicazione per tutto l'anno

Gubbio concentra energie enormi sul 15 maggio.

Ma una Festa di questa importanza deve produrre comunicazione per dodici mesi.

La città dovrebbe possedere un archivio digitale permanente, accessibile, multilingue e autorevole, capace di raccontare la Festa anche a chi arriva in novembre o la scopre da Tokyo, New York o Berlino.

La comunicazione non serve soltanto a difendere l'immagine dei Ceri.

Serve a trasformare la Festa in una porta d'ingresso verso la conoscenza di Gubbio.

Il CUFO fa sorridere, il vuoto comunicativo no

Il “ceraiolo volante non identificato” probabilmente continuerà a far sorridere chi conosce la Festa.

Ma per chi non la conosce potrebbe essere semplicemente un'immagine come un'altra.

Ed è questo il punto.

Quando manca una voce autorevole, tutte le voci sembrano equivalenti. Quando manca un'immagine ufficiale, anche quella falsa acquista credibilità.

L'intelligenza artificiale non sta distruggendo la comunicazione dei Ceri.

Sta semplicemente riempiendo uno spazio che Gubbio ha lasciato troppo a lungo vuoto.

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Mario Farneti
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