16 May, 2026 - 17:30

Festa dei Ceri 2026 sotto la pioggia: nebbia e prudenza sul Monte, corsa emozionante fino al portone chiuso davanti a San Giorgio

 Festa dei Ceri 2026 sotto la pioggia: nebbia e prudenza sul Monte, corsa emozionante fino al portone chiuso davanti a San Giorgio

La Festa dei Ceri 2026 si è conclusa sotto una pioggia battente e in mezzo alla nebbia del Monte Ingino, al termine di una giornata che molti eugubini hanno immediatamente paragonato alla storica Festa del 1989.

Freddo, acqua incessante, visibilità ridotta e stradoni scivolosi hanno accompagnato soprattutto la fase finale della Corsa, costringendo i ceraioli a rallentare in più punti e ad affrontare il tratto del Monte con prudenza e grande lucidità.

Eppure, proprio nelle difficoltà atmosferiche, la Festa ha mostrato ancora una volta il suo volto più autentico: fatica, sacrificio, spirito collettivo e una straordinaria capacità di restare uniti.

La Corsa è stata definita da molti ceraioli “stupenda”, nonostante le condizioni proibitive. I Ceri sono saliti vicinissimi tra loro fino quasi all’ultimo metro, sostenuti da ceraioli sempre più giovani e da un popolo che non ha mai smesso di cantare nemmeno sotto il diluvio.

Sul Monte Ingino quasi come nel 1989

Nel pomeriggio il maltempo è progressivamente peggiorato fino a trasformare la salita al Monte Ingino in una prova di enorme difficoltà fisica e tecnica.

La pioggia intensa ha reso il terreno insidioso e il tratto finale verso la Basilica di Basilica di Sant'Ubaldo è stato avvolto da una fitta foschia che riduceva notevolmente la visibilità.

In diversi momenti i Ceri hanno dovuto limitare la velocità proprio per evitare rischi lungo il percorso bagnato. La prudenza è diventata inevitabile, soprattutto negli ultimi stradoni immersi nella nebbia.

Molti eugubini hanno ricordato immediatamente il 1989, altra edizione rimasta nella memoria collettiva per il maltempo e la pioggia torrenziale durante la salita al Monte.

Anche stavolta, però, la Festa non si è fermata.

La chiusura del portone davanti a San Giorgio

L’immagine simbolo del 15 Maggio 2026 resterà probabilmente quella del portone della Basilica che si chiude davanti al Cero di San Giorgio sotto la pioggia battente.

Sant’Ubaldo è riuscito a entrare distanziando il Cero di San Giorgio sebbene fino all'ultimo vicinissimo, quasi incollato ai santubaldari in un finale emozionante e tiratissimo fino all’ultimo metro.

Una conclusione che ha confermato il grande equilibrio della Corsa di quest’anno e la straordinaria prova offerta dai sangiorgiari guidati dal Capodieci Francesco Spogli.

Spogli aveva promesso vicinanza e sostegno all’amico Gabriele Fofi e la giornata ha effettivamente mostrato una corsa intensissima ma sempre vissuta dentro lo spirito più autentico della Festa.

Grande partecipazione anche attorno al Capodieci santantoniaro Alessandro Lepri, accompagnato fino alla Basilica con sincero affetto dal popolo santantoniaro.

Una corsa bellissima nonostante il maltempo

Il maltempo ha inciso profondamente sul ritmo della Festa ma non ne ha cancellato la forza emotiva.

Anzi, per molti la pioggia ha reso ancora più intensa l’esperienza vissuta sul Monte. I Ceri immersi nella nebbia, i ceraioli completamente fradici, i canti sotto l’acqua e le torce accese nella foschia hanno creato immagini potentissime.

La sensazione generale, al termine della giornata, era quella di avere vissuto una Festa dura ma straordinariamente vera.

Nel Chiostro della Basilica una donna di storica famiglia santubaldara ha sintetizzato perfettamente il sentimento collettivo della serata:

“Domani torneremo ai nostri problemi quotidiani, però lo faremo con più gioia perché stasera siamo stati qui”.

Il Vescovo Luciano: “Portiamo questa gioia nelle nostre case”

La giornata si è chiusa con le parole del vescovo Luciano Paolucci Bedini, che in Basilica ha voluto ringraziare l’intera città per il modo in cui ha vissuto la Festa.

“Stamattina abbiamo detto che oggi la fatica si trasforma in festa. Portiamo questa gioia all’interno delle nostre case”, ha dettoil successore di Sant'Ubaldo davanti ai ceraioli stremati ma felici.

Poi un’altra frase che ha raccolto applausi spontanei:

“Ci meritiamo un applauso”.

Parole semplici ma profondamente sentite dopo una giornata resa particolarmente difficile dalle condizioni atmosferiche.

La Processione dei Santi nella notte

La Processione dei Santi, intonando "O lume della fede" è infine arrivata alla Chiesetta dei Muratori nella tarda serata, al termine di una Festa lunghissima e faticosa.

I ceraioli si sono stretti attorno ai Capodieci di Brocca, ai Capitani Daniele Pencedano e Stefano Pauselli, all’alfiere Mirko Fiorucci e al trombettiere Marco Tasso in un clima di stanchezza ma anche di forte soddisfazione collettiva.

A San Francesco della Pace, il Cappellano della Festa dei Ceri Mirko Orsini ha pronunciato parole che hanno chiuso idealmente il 15 Maggio 2026.

“Abbiamo terminato una giornata splendida. La terminiamo di notte, ma la luce di Sant’Ubaldo brilla ancora nei nostri cuori e nelle nostre vite. Stasera non è più notte. Lasciamo che Sant’Ubaldo viva per sempre”.

E forse proprio la pioggia, la nebbia e la fatica hanno reso questa Festa ancora più indimenticabile.

 

(Immagini da Internet)

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Mario Farneti
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