15 May, 2026 - 21:30

Festa dei Ceri 2026, Gubbio accoglie delegazioni da tutto il mondo

Festa dei Ceri 2026, Gubbio accoglie delegazioni da tutto il mondo

Alla vigilia della Festa dei Ceri, Gubbio ha vissuto uno dei momenti più simbolici e carichi di significato dell’intero calendario ceraiolo: l’accoglienza ufficiale delle delegazioni provenienti dalle città gemellate e dalle comunità amiche legate alla città umbra da rapporti storici, culturali e umani.

Nel pomeriggio del 14 maggio, le sale di Palazzo Pretorio hanno ospitato rappresentanti istituzionali italiani e stranieri, delegazioni internazionali e numerosi discendenti di famiglie eugubine emigrati all’estero nel corso del Novecento.

Un incontro che, anno dopo anno, conferma come la Festa dei Ceri non sia soltanto una tradizione locale, ma anche un potente legame identitario capace di attraversare confini geografici e generazioni.

Le delegazioni arrivate da Europa e Stati Uniti

Tra gli ospiti accolti dal sindaco Vittorio Fiorucci erano presenti le delegazioni di Thann, Salon-de-Provence, Jessup e Livinallongo del Col di Lana.

Particolarmente significativa la presenza della comunità di Jessup, con oltre 150 partecipanti arrivati dagli Stati Uniti, testimonianza concreta del fortissimo legame che continua a unire gli emigrati eugubini d’America alla loro città d’origine.

Presenti anche il Console Generale di Francia a Roma M. Fabrice Maiolino, il Console Onorario di Francia in Umbria Gabriele Galatioto, il sindaco di Thann Charles Schnebelen, il rappresentante della Saint Ubaldo Society Michael Cappellini, il sindaco di Livinallongo Oscar Nagler e numerose altre figure istituzionali e associative.

Fiorucci: “Oggi Gubbio riabbraccia una parte della sua storia”

Nel suo lungo e partecipato intervento, il sindaco Vittorio Fiorucci ha voluto sottolineare il valore umano e identitario dell’incontro.

“Oggi non accogliamo semplicemente delle delegazioni. Oggi Gubbio riabbraccia una parte della sua storia e delle sue radici più profonde”, ha affermato il primo cittadino davanti agli ospiti internazionali.

Fiorucci ha ricordato la storia dell’emigrazione eugubina, fatta di sacrifici, partenze difficili e ricerca di nuove opportunità, ma anche di una straordinaria capacità di mantenere vivo il legame con la città natale.

“Molti eugubini sono partiti nel corso del tempo. Alcuni per necessità, altri per lavoro. Ma ovunque siano andati hanno portato con sé qualcosa di profondamente eugubino: la tenacia, la dignità, il senso del dovere e della comunità”, ha detto il sindaco.

“Le radici servono a non perdersi mentre si cammina”

Uno dei passaggi più intensi del discorso ha riguardato il significato stesso delle radici e della tradizione.

“Le radici non servono a restare fermi. Le radici servono a non perdersi mentre si cammina”, ha spiegato Fiorucci, collegando questo concetto alla Festa dei Ceri.

Secondo il sindaco, i Ceri rappresentano perfettamente questo equilibrio tra memoria e movimento: corsa, fatica, appartenenza, devozione e comunità.

“La nostra Festa non è una rievocazione. È viva. Ogni anno è diversa e allo stesso tempo resta fedele ai suoi valori più profondi”, ha sottolineato.

Un messaggio che ha colpito in particolare le comunità straniere presenti, molte delle quali continuano ancora oggi a organizzare celebrazioni dedicate a Sant’Ubaldo anche all’estero.

La Festa dei Ceri come ponte tra popoli e generazioni

Nel corso dell’incontro è emerso con forza il valore universale della Festa dei Ceri come elemento di unione.

Fiorucci ha definito la tradizione eugubina “un ponte tra popoli, tra generazioni, tra chi è rimasto e chi è partito”, ricordando come i legami costruiti nel tempo attraverso i gemellaggi e le comunità di emigrati rappresentino oggi una delle ricchezze più autentiche della città.

Particolarmente significativo il riferimento alla Festa dei Ceri celebrata sul Col di Lana dai soldati eugubini durante la Prima Guerra Mondiale, evocata dal sindaco come simbolo della capacità degli eugubini di portare ovunque la propria identità.

L’attesa della sonata del Campanone

Dopo l’incontro istituzionale, gli ospiti sono rimasti nel centro storico per vivere uno dei momenti più attesi della vigilia: la tradizionale sonata del Campanone delle ore 19.

Molti dei presenti assisteranno per la prima volta alla Festa dei Ceri e il sindaco ha voluto prepararli a ciò che li aspetta.

“Chi arriva a Gubbio in questi giorni non assiste soltanto a una festa. Entra dentro una comunità, dentro qualcosa che non si può spiegare fino in fondo con le parole”, ha detto Fiorucci.

“Benvenuti nella città dei Ceri”

Il discorso del sindaco si è concluso con un messaggio di accoglienza rivolto a tutti gli ospiti arrivati a Gubbio da ogni parte del mondo.

“Sentitevi accolti non solo in un palazzo comunale, ma dentro una casa comune che appartiene a tutti gli eugubini, anche a quelli lontani”, ha affermato.

Poi il saluto finale, quasi una consegna simbolica della città ai suoi ospiti internazionali alla vigilia del 15 Maggio: “Benvenuti a Gubbio, benvenuti nella città dei Ceri, benvenuti in una comunità che ha radici profonde ma continua a guardare il mondo con il cuore aperto”.

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Mario Farneti
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