25 Aug, 2025 - 22:30

Ferranti: “Provincia presidio per sanità, scuola e pendolari, Terni non resterà indietro”

Ferranti: “Provincia presidio per sanità, scuola e pendolari, Terni non resterà indietro”

La Provincia di Terni si conferma in prima linea nel tutelare gli interessi del territorio ternano e dell’Umbria meridionale, spaziando dalla sanità alla scuola fino ai trasporti. È questo il messaggio lanciato oggi dal vice Presidente provinciale Francesco Maria Ferranti, a margine di un incontro tra il Presidente della Provincia Stefano Bandecchi e la Presidente della Regione Stefania Proietti dedicato al futuro dell’ospedale di Terni.

Ferranti, intervenendo a sostegno dell’esito della riunione, ha detto che l’ente provinciale sta svolgendo un ruolo di presidio strategico per lo sviluppo locale, in sinergia con Comune e Regione, al fine di garantire servizi efficienti e moderni ai cittadini. Di seguito i punti chiave emersi, con uno sguardo al contesto più ampio in cui si inseriscono.

Nuovo ospedale di Terni: Provincia e Regione ritrovano l’intesa

Nel vertice odierno a Palazzo Bazzani – sede della Provincia – il tema centrale è stato il nuovo ospedale di Terni. Ferranti ha parlato di come l’amministrazione provinciale stia giocando un ruolo cruciale nel promuovere un’infrastruttura sanitaria all’avanguardia per il territorio. “L’ospedale di Terni dovrà essere efficiente e all’avanguardia, così da mettere i nostri ottimi professionisti nelle migliori condizioni operative, con strutture e mezzi adeguati”, ha dichiarato il vice Presidente.

L’incontro tra Bandecchi, Proietti e la direttrice regionale Salute e Welfare Daniela Donetti ha di fatto formalizzato la collaborazione tra Provincia, Comune di Terni e Regione Umbria nella realizzazione del progetto del nuovo nosocomio. Le istituzioni locali lavoreranno congiuntamente – e interloquendo anche con il Governo nazionale – per reperire le risorse necessarie, in particolare attraverso i fondi previsti dall’articolo 20 della legge 67/1988 destinati all’edilizia sanitaria.

Ferranti saluta questo risultato come “un primo importante passo in avanti” verso la concretizzazione dell’opera, sottolineando come segni una decisa inversione di tendenza rispetto a poche settimane fa.

Circa un mese addietro, infatti, durante un incontro pubblico al parco di Cardeto a Terni, la giunta regionale aveva lasciato intendere che il nuovo ospedale non rientrasse tra le urgenze immediate. Oggi, al contrario, l’impegno congiunto sancito al tavolo istituzionale indica che la struttura ospedaliera ternana è tornata al centro delle priorità condivise.

“Provincia, Comune e Regione lavorano insieme per il nuovo ospedale, confrontandosi anche con Roma per trovare le risorse necessarie”, ha aggiunto Ferranti, evidenziando il clima di cooperazione interistituzionale ritrovata sul progetto. L’obiettivo comune è dotare Terni – il secondo centro urbano umbro – di un ospedale moderno nei prossimi anni, capace di servire al meglio i cittadini locali e attrarre utenti anche da fuori regione.

Scuola in Umbria: scongiurati i tagli ai plessi, vince la linea della Provincia

Oltre che sulla sanità, Ferranti rivendica il ruolo di “cabina di regia” svolto dalla Provincia in materia di istruzione. Negli scorsi mesi, infatti, l’ente provinciale si è opposto al piano di dimensionamento scolastico inizialmente ipotizzato a livello regionale, il quale prevedeva la chiusura o accorpamento di quattro plessi scolastici (tre nel Perugino e uno nel Ternano). Tale razionalizzazione avrebbe comportato la perdita di importanti presìdi educativi sul territorio.

Palazzo Bazzani ha invece promosso una soluzione alternativa, puntando a mantenere una distribuzione capillare delle scuole nelle comunità locali. La linea di tutela degli istituti portata avanti da Ferranti e dall’amministrazione provinciale è stata infine accolta anche dalla Regione. L’assessorato regionale alla Scuola ha fatto marcia indietro sul taglio dei plessi annunciato in precedenza, condividendo il percorso indicato dalla Provincia.

Per il prossimo anno scolastico non ci saranno chiusure di scuole né nel ternano né nel perugino, garantendo la continuità didattica nelle quattro realtà a rischio. Si tratta di un risultato importante, ottenuto – sottolinea Ferranti – grazie al coordinamento istituzionale e al dialogo con i territori: un approccio volto a conciliare le esigenze di razionalizzazione amministrativa con la salvaguardia del diritto allo studio nelle aree periferiche.

Pendolari umbri: il rischio della linea lenta e la sfida dei tempi di percorrenza

Il vice Presidente Ferranti ha infine affrontato la questione dei trasporti e dei pendolari, strettamente legata allo sviluppo del comprensorio ternano. In particolare, tiene banco il tema dei collegamenti ferroviari tra l’Umbria del sud e la capitale.

“I pendolari dell’Umbria non devono essere penalizzati da un aumento dei tempi di percorrenza per andare e tornare dal lavoro, come avverrebbe con lo spostamento dei treni sulla linea lenta”, afferma Ferranti, riferendosi al rischio che i convogli regionali diretti a Roma vengano dirottati dall’attuale percorso veloce alla linea ferroviaria tradizionale.

Tale scenario potrebbe concretizzarsi a seguito di disposizioni nazionali che, dal 2026, limiteranno l’accesso alla linea ad alta velocità ai treni più rapidi. Già nelle scorse settimane il territorio umbro ha manifestato preoccupazione in merito: una delegazione di sindaci di Umbria, Lazio e Toscana – tra cui lo stesso Bandecchi in veste di Presidente provinciale – si è recata a Roma per chiedere a Rete Ferroviaria Italiana soluzioni che scongiurino un isolamento dei loro territori.

Ferranti invoca un lavoro interistituzionale per tutelare gli interessi del Ternano, dell’Umbria meridionale e dell’intera regione. L’Umbria, con circa 860 mila abitanti, ha tutto l’interesse a migliorare la propria accessibilità verso la capitale, anziché vederla peggiorare.

L’obiettivo auspicato dal vice Presidente è di ridurre a 45-50 minuti i tempi di collegamento tra Terni e Roma, un fattore ritenuto decisivo per la crescita e lo sviluppo economico locale. “Ridurre i tempi di viaggio verso Roma potrebbe rivelarsi determinante per la nostra regione”, sostiene Ferranti.

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Francesca Secci
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