29 Nov, 2025 - 16:50

Femminicidio-suicidio a Po' Bandino, parlano i vicini: "Si sapeva poco di quella coppia"

Femminicidio-suicidio a Po' Bandino, parlano i vicini: "Si sapeva poco di quella coppia"

L’Umbria si risveglia ancora una volta sconvolta da una tragedia familiare che, nella tarda mattinata di oggi, ha colpito profondamente la comunità di Po’ di Bandino, piccola frazione di Città della Pieve. Poco prima dell’ora di pranzo, le forze dell’ordine hanno rinvenuto due corpi senza vita all’interno di un’abitazione non distante dal centro della frazione. Una scena drammatica che, secondo le prime informazioni, porta con sé i contorni dell’ennesimo femminicidio, seguito dal suicidio del responsabile.

La chiamata prima della tragedia

Le indagini in corso, coordinate dal pubblico ministero della Procura di Perugia Mara Pucci, stanno ricostruendo la dinamica degli ultimi istanti di vita delle due vittime. A quanto trapela, l’uomo - un 58enne ex ufficiale delle forze armate in pensione - avrebbe telefonato, nelle ore precedenti, a una persona residente fuori regione. Una chiamata breve, confusa, che si sarebbe conclusa con una frase inquietante: “Sto per fare una follia”. Quelle parole, al momento sottovalutate, sono diventate ora il tassello iniziale di una tragedia ormai consumata.

Il ritrovamento

A far entrare i Carabinieri nell’abitazione è stato il figlio della donna, una cinquantenne che conviveva da tempo con l’uomo. L’allarme, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe scattato dopo che la persona contattata dal 58enne - turbata da quella telefonata - avrebbe avvisato le forze dell’ordine.

Quando i militari sono entrati nelle stanze dell’appartamento, si sono trovati davanti a una scena inequivocabile: la donna, impiegata presso una azienda di pulizie, era riversa a terra con una ferita d’arma da fuoco. Poco distante, il corpo dell’uomo, anch’egli senza vita. Secondo gli investigatori, avrebbe sparato un colpo fatale alla compagna e si sarebbe poi tolto la vita con la stessa pistola.

La pistola sequestrata: accertamenti in corso

Sul posto sono giunti i Carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche, che hanno avviato immediatamente i rilievi dell’abitazione. L’arma utilizzata - una pistola - è stata trovata e sequestrata. Sulla stessa si concentrano ora numerosi approfondimenti:  gli inquirenti stanno verificando se proprio quella pistola fosse regolarmente detenuta o se fosse, invece, un’arma non denunciata o comunque irregolare. Nel frattempo, la Procura ha disposto gli esami balistici e medico-legali, che dovranno confermare nei dettagli la dinamica già ritenuta probabile.

Le dichiarazioni dei vicini 

Il silenzio e lo sgomento avvolgono Po’ di Bandino. Nelle ore successive al ritrovamento, diversi parenti delle due vittime si sono recati davanti all’abitazione, dove il via vai delle forze dell’ordine è proseguito senza sosta.

I vicini, intervistati dall’Ansa, hanno dichiarato una frase che restituisce la solitudine domestica entro cui la violenza spesso si consuma:
“Quello che succedeva in casa lo sapevano solo loro”.
Un commento che fotografa un contesto fatto di dinamiche familiari riservate, segnali poco visibili, episodi forse mai denunciati. La casa, sebbene non isolata, era percepita come un luogo tranquillo, inserita tra altre abitazioni della frazione.

Il cordoglio del Comune

Il Comune di Città della Pieve ha diffuso, nel primo pomeriggio, una nota ufficiale che esprime il dolore e lo shock dell’intera comunità:

“Il Comune di Città della Pieve esprime profonda tristezza e sgomento per il tragico femminicidio che ha colpito la nostra comunità. In questo momento di dolore inimmaginabile, la nostra più sincera vicinanza va ai familiari, agli amici e a tutte le persone che oggi piangono questa perdita inaccettabile. Il pensiero dell’intera comunità si stringe attorno a loro con rispetto, silenzio e partecipazione. Di fronte a una tragedia così grande, le parole possono poco, ma il dolore è condiviso da tutta Città della Pieve. Che la nostra comunità possa essere un abbraccio attorno a chi soffre”.

Una dichiarazione che riassume il clima del paese: dolore, incredulità, ma anche un forte bisogno di fare comunità, di non lasciare soli i familiari delle vittime.

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Lorenzo Farneti
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