29 Nov, 2025 - 20:55

Femminicidio a Città della Pieve, il dolore della Regione: le parole della presidente Proietti

Femminicidio a Città della Pieve, il dolore della Regione: le parole della presidente Proietti

Una tragedia che scuote l’Umbria intera

 

Il femminicidio-suicidio avvenuto a Pò Bandino, frazione di Città della Pieve, continua a generare sgomento e profonda commozione in tutta l’Umbria. Un dramma che ha spezzato due vite e travolto un’intera comunità, lasciando dietro di sé dolore, interrogativi e un senso diffuso di impotenza. Sulla vicenda è intervenuta con parole cariche di partecipazione la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che ha espresso pubblicamente il proprio cordoglio e la vicinanza istituzionale alla famiglia colpita.

«Esprimo profondo dolore e cordoglio per la tragedia avvenuta a Pò Bandino, a Città della Pieve, dove si è verificato un caso di femminicidio seguito da suicidio, un evento che genera sgomento e riapre una ferita profonda in tutto il territorio», ha dichiarato la presidente in una nota ufficiale.

Parole che racchiudono il sentimento diffuso di una Regione intera, scossa da un episodio che non può essere derubricato a semplice fatto di cronaca, ma che interpella tutte le coscienze.

Il messaggio di vicinanza alle famiglie colpite

Nel suo intervento, Stefania Proietti ha voluto innanzitutto rivolgere un pensiero diretto e concreto a chi oggi porta il peso più grande di questa tragedia: i familiari delle vittime.

«La notizia di quanto è accaduto scuote l’Umbria intera», ha affermato la presidente, sottolineando come il dolore non sia solo privato, ma collettivo. «Siamo vicini alla famiglia colpita da questo dolore improvviso e difficile da comprendere».

In un momento in cui ogni parola rischia di apparire insufficiente, la presidente ha richiamato il valore essenziale della presenza delle istituzioni, non come gesto formale, ma come testimonianza di vicinanza reale e partecipe.

«In questi momenti il nostro primo dovere è il rispetto, la presenza partecipe delle istituzioni accanto a chi sta vivendo un lutto così terribile e profondo», ha ricordato Proietti, tracciando una linea netta tra il necessario riserbo e l’altrettanto necessario sostegno.

Una comunità sconvolta, un territorio che si stringe

Il femminicidio-suicidio di Pò Bandino ha colpito un territorio fatto di relazioni strette, di vicinato, di quotidianità condivise. In realtà come queste, il dolore non resta confinato tra le mura di una sola casa, ma si estende rapidamente a tutta la comunità.

«Il pensiero di tutti va alle persone che oggi portano il peso più grande di questo dramma», ha aggiunto la presidente. «La comunità si stringe intorno a loro, perché nessuno debba affrontare da solo un dolore così immenso e assurdo».

È il richiamo a un senso di solidarietà concreta, che non si esaurisce nella commozione del momento, ma che deve tradursi in attenzione, cura, ascolto. In queste ore, numerosi cittadini, amministratori locali e associazioni hanno manifestato la propria vicinanza alla famiglia, in un silenzio rispettoso che dice più di molte parole.

Il valore della prossimità e dell’unità istituzionale

Nel suo messaggio, Proietti ha posto l’accento su due concetti chiave: prossimità e unità. Due parole che, di fronte a tragedie come questa, assumono un significato profondo.

La prossimità è la capacità delle istituzioni di essere presenti non solo nei grandi momenti pubblici, ma anche — e soprattutto — nelle ferite più intime e dolorose della società. L’unità è la consapevolezza che davanti alla violenza di genere non ci possono essere divisioni politiche o istituzionali: serve una risposta corale, forte, condivisa.

Il messaggio della presidente va letto anche in questa chiave: come un invito a superare l’indifferenza e a riconoscere che ogni femminicidio riguarda l’intero corpo sociale.

L’impegno sul fronte della prevenzione

Accanto al cordoglio, Stefania Proietti ha voluto rilanciare con fermezza il tema della prevenzione. Un passaggio importante che sposta lo sguardo dal fatto tragico al futuro, alla necessità di impedire che simili episodi si ripetano.

«Continueremo a lavorare, come stiamo facendo, per rafforzare gli strumenti di prevenzione, ascolto e tutela», ha concluso la presidente.

Un impegno che richiama le politiche regionali già avviate sul fronte del contrasto alla violenza contro le donne: dai centri antiviolenza ai servizi di ascolto, dai programmi di protezione per le vittime alle azioni di educazione nelle scuole e nei contesti socio-sanitari.

La prevenzione, come sottolineano da tempo gli operatori del settore, non può fermarsi all’intervento emergenziale. Deve diventare una strategia strutturale, capace di intercettare i segnali di disagio, di rompere l’isolamento, di offrire alle donne strumenti concreti per sottrarsi a situazioni di pericolo.

Il cuore dell’Umbria accanto a Città della Pieve

«Oggi il cuore dell’Umbria è qui, accanto a una comunità sconvolta e addolorata», ha affermato la presidente Proietti, sintetizzando con una frase il senso profondo dell’intervento regionale.

Città della Pieve, in queste ore, non è solo un luogo geografico: è diventata simbolo di una ferita che attraversa tutta la Regione, di un problema che non conosce confini e che impone una riflessione collettiva sulla violenza di genere, sulle sue radici culturali, sulle dinamiche relazionali che spesso restano invisibili fino all’epilogo più drammatico.

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Mario Farneti
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