Un giorno col fiato sospeso per arrivare a mezzogiorno di giovedì e sperare che ci sia qualcuno disposto a salvare la Ternana in serie C. Un giorno per sperare in un miracolo sempre più lontano e che vede la Ternana che resta (quella dei dirigenti in organico) divisa in due. Chi lavora al piano A e chi al piano B, per fare in modo che venerdì comunque ci sia un punto di ricaduta, che sia in serie C, se in zona Cesarini si trovasse un investitore, oppure in serie D con la società rifondata da Bandecchi.
E così la notizia certa è che Roberto Biagioli e Stefano Bandecchi hanno prenotato il notaio per venerdì 22 maggio, ad asta chiusa, per sottoscrivere il passaggio delle quote dell'Orvietana a un'azienda del gruppo del sindaco di Terni. Dando il via all'effetto domino che dovrà portare alla fusione tra Tip Power Ternana Futsal e la compagine della città della Rupe.
Prima le certezze, poi i dubbi sul futuro. Il progetto di Stefano Bandecchi - come detto - va avanti e l'accordo - secondo quanto trapelato da fonte orvietana - prevederebbe la totale chiusura delle pendenze dell'Orvietana di Biagioli (che secondo indiscrezioni ammonterebbero a meno di 200 mila euro) e una valutazione delle quote societarie comprensiva di tutti gli attivi (settore giovanile incluso) pari a circa mezzo milione. Secondo informazioni che arrivano dalla Rupe, venerdì dovrebbero essere coinvolti nel passaggio di proprietà anche il dirigente Luciano Petrangeli e Totò Di Natale, che negli anni passati ricopriva il ruolo di vicepresidente. L'ex bomber dell'Udinese aveva acquisito una quota della società da Biagioli nel 2022 ma poi era uscito dai radar tanto che nei giorni scorsi era stato smentito un suo coinvolgimento nell'operazione.
Il settore giovanile della società di Roberto Biagioli e la sua integrazione con quello della nascente Ternana (che si chiami Men o altro è ancora tutto da decifrare) è uno dei temi che coinvolgerà i dirigenti del nuovo sodalizio, che dovranno fare delle scelte su organigramma tecnico e rose. Poi va elaborato un progetto di fusione convincente da presentare in Federcalcio entro il 15 luglio, perché l'ultima parola spetta proprio al presidente della FIGC. E l'ammissione della nuova Ternana nel massimo campionato della Lega Nazionale Dilettanti potrebbe essere uno dei primi decreti del nuovo numero uno federale che sarà scelto tra Malagò e Abete.
Ma il "progetto fenice", quello di far rinascere la Ternana da una fusione, viaggia in parallelo col tentativo di salvare la serie C fatto dai dirigenti.
Un incontro nella prima parte della giornata e un secondo vertice che a nella notte non ha prodotto informazioni deceisive. Il Direttore generale della Ternana, Giuseppe Mangiarano, ha preso la sua automobile per percorrere i cento chilometri che separano Terni da Roma in mattinata. C'era un impegno a pranzo con un primo gruppo di imprenditori del settore dell'edilizia potenzialmente interessato a rilevare il ramo sportivo della squadra rossoverde dal fallimento. Un appuntamento fissato con i buoni uffici di un mediatore importante, con un passato legato alla storia del club. Secondo quanto trapela da fonti vicine al club di via Aleardi, però, non ci sarebbe stata l'attesa fumata bianca. Ancora una volta per ragioni economiche e per la distanza tra accollo del debito e disponibilità finanziarie degli interlocutori.
Nel pomeriggio il secondo appuntamento, che si è protratto fino a tarda serata lasciando un po' tutti con il fiato sospeso. Anche in questo caso telefono silente e messaggeria spenta del DG della Ternana. E così bisogna affidarsi alle indiscrezioni che filtrano da "Casa Ternana". Il secondo incontro avrebbe visto impegnato il dirigente rossoverde con un imprenditore calabrese. Ma siamo ai sussurri e alle voci non confermate. Se fino a qui abbiamo cercato di dare conto solo di notizie superverificate e a prova di smentita, stavolta il riserbo dei protagonisti è invalicabile. Bisognerà attendere qualche ora, perché dopo la mezzanotte resteranno appena 36 ore per verificare se un'ultima possibilità di salvare la Ternana in serie C sia ancora viva. Alle 12 di giovedì 21 maggio, infatti, bisogna presentare un'offerta irrevocabile per partecipare all'asta e versare il 10% di questa somma.
Il direttore generale Giuseppe Mangiarano è partito per la Capitale con un "teaser" ideale composto dai file inseriti in data room, dalle tabelle della riduzione e dalla sua personale convinzione che si potesse presentare la Ternana a qualche investitore come una società ancora sostenibile e appetibile. Un tentativo che ha avuto un obiettivo preciso: convincere qualcuno a muoversi subito, perché il tempo ormai è ridotto al minimo e giovedì servirà arrivare all’asta con una proposta concreta per salvare la Serie C.
Mangiarano insiste soprattutto sulla trasparenza dei conti e sull’assenza di passività occulte, spiegando come il debito della Ternana Calcio sia stato ridotto di circa 1,5 milioni di euro grazie ai sacrifici economici accettati da dipendenti e calciatori. Sul piano gestionale, il club avrebbe inoltre alleggerito drasticamente il peso dei contratti, passando dai circa 12 milioni di euro ereditati agli attuali 3,5 milioni previsti per la prossima stagione, con l’azzeramento totale degli impegni contrattuali entro il 2028.
Poi c’è il patrimonio del settore giovanile della Ternana, che la società considera uno degli asset principali, forte di circa cento ragazzi tra i 15 e i 19 anni e del titolo di Campione d’Italia Under 17. Mangiarano punta anche sulle strutture sportive, dal centro del Sabotino all’impianto di Stroncone, fino alle collaborazioni per i campi di Arrone e dell’antistadio.
Per questo motivo la base d’asta da 2,9 milioni di euro viene considerata dalla società addirittura inferiore al reale valore della Ternana, soprattutto se confrontata con i costi necessari per acquisire club di Serie D o tentare una scalata partendo dai dilettanti. Ma oltre ai numeri e alle prospettive future, il problema resta uno solo: trovare in pochissime ore un soggetto disposto a credere davvero nel salvataggio della Ternana Calcio e a mettere immediatamente sul tavolo le risorse necessarie per evitare che la corsa verso la salvezza della Serie C si interrompa ancora prima dell’asta del 22 maggio.