Splendori aspetta prima delle 12 un contatto diretto e qualcosa di più di una generica manifestazione di intenti. Dal Ticino fa sapere di avere pronta l'offerta vincolante per acquisire il ramo sportivo della Ternana. Ma per chiudere l'operazione si aspetta di mettersi a un tavolo con tutti i soggetti coinvolti nell'operazione di salvataggio e di creare un nucleo coeso e con le idee chiare che operi in armonia e con un progetto condiviso. Altrimenti all'asta di domani potrebbe non presentarsi nessuno.
Stamattina c'è stata una telefonata tra l'imprenditore romano e il sindaco di Terni Stefano Bandecchi. Splendori ha ribadito che uno studio legale milanese ha pronta la documentazione per presentare l'offerta con la caparra pari al 10% dell'offerta per il ramo sportivo. Ma che se non ci sono altri imprenditori sarebbe troppo rischioso andare avanti.
L'indiscrezione arriva dopo una notte di riflessione e dopo che le parti in causa hanno metabolizzato gli accadimenti di una giornata febbrile, che ha richiesto una overdose di impegno a tutti quelli che lavorano sul dossier. Dagli imprenditori coinvolti passando per i dirigenti della Ternana Mangiarano e Mammarella, dal sindaco Stefano Bandecchi ai calciatori e ai loro legali dell'AIC, fino all'advisor e futuro protagonista Massimo Sarandrea e all'avvocato Donato Di Campli che sta aiutando nel percorso di relazione con Federcalcio e LegaPro.
L'ultimo miglio è arrivato nella vicenda del fallimento della Ternana. Ma come in tutte le storie thriller il fiato resta sospeso fino all'ultimo frame della pellicola, perché la storia può sempre riservare un colpo di scena. Ci eravamo lasciati dopo una giornata lunga e piena di alti e bassi con la possibile nascita di un nuovo gruppo di imprenditori guidato da Fabio Splendori, con dentro Massimo Sarandrea - l'advisor che ha convinto l'imprenditore romano a investire nella Ternana - e la new entry di un imprenditore dell'hinterland di Roma Capitale, attivo nel settore dell'edilizia e degli appalti, pronto a partecipare all'operazione di salvataggio del club rossoverde. È stato lui ieri pomeriggio a incontrare il direttore generale Giuseppe Mangiarano e, dopo aver ricevuto l'input da alcuni amici ternani diventati intermediari e facilitatori dell'operazione, ad aver manifestato l'interesse a partecipare alla cordata.

“Per poter depositare l'offerta e procedere al saldo nei tempi previsti, è necessario che entro le ore 12 di oggi si concretizzino gli impegni formali da parte di tutti i soggetti coinvolti nel progetto. Ogni contributo, in questo momento, è prezioso e determinante”.
FabioSplendori conferma di avere l'intenzione di esporsi in prima persona, assumendosi la responsabilità di portare avanti il percorso. Ma senza una comunicazione formale di partecipazione da parte del partner romano potrebbe decidere di non presentare neppure l'offerta vincolante. Attende risposte rapide e concrete. I tempi sono ristretti e il futuro della Ternana dipende dalla capacità di trasformare le disponibilità dichiarate in sostegno reale. Ma ieri non c'è stato il tempo di mettere a punto il motore dell'operazione. La nascita, cioè, di una piattaforma, con Splendori come capofila, capace di integrare anche altri soggetti imprenditoriali o partner. Una soluzione che era stata fortemente evocata dal sindaco di Terni Stefano Bandecchi. L'appello a tutti gli interessati a rilevare la Ternana è stato quello di unire le forze in campo per creare un veicolo con basi solide per una programmazione di medio periodo. Che avesse la capacità economica e finanziaria, seppure in un regime di sostenibilità, di affrontare le pressioni e le difficoltà che il piano di ristrutturazione e rilancio della Ternana impone.
Fabio Splendori fa sapere di aver raccolto il testimone. Ma ritiene che sia necessario chiarire un punto che ritiene essenziale: l'operazione non potrà essere sostenuta in solitaria. Come aveva già fatto sapere nei giorni scorsi, la sua idea è quella di creare una piattaforma di convergenza aperta ad altri investitori. Secondo quanto emerge, Splendori continua a considerare determinante il coinvolgimento dell'imprenditore delle costruzioni che ha incontrato Mangiarano per affiancarlo nel progetto, ma che stamane non ha inviato le comunicazioni attese. Poi ci sarebbe il supporto espresso pubblicamente dal sindaco Bandecchi, che l'imprenditore romano ritiene fondamentale. Un sostegno rilevante e determinante, quello che arriverebbe dal gruppo imprenditoriale del primo cittadino sotto forma di sponsorizzazione, ma non sufficiente da solo a garantire equilibrio economico e prospettiva al club rossoverde.

Ecco perché nelle ultime ore il messaggio si è fatto esplicito: servono riscontri concreti e immediati. In assenza di atti formali e impegni verificabili, verrebbero meno le condizioni per proseguire nel tentativo di salvataggio. In questo scenario, la caparra necessaria oggi per acquisire il ramo sportivo non verrebbe versata e l'intera operazione rischierebbe di interrompersi.
plendori non fa nomi, ma l'attenzione si concentra sui soggetti che nei giorni scorsi avevano manifestato disponibilità a contribuire al salvataggio della società. Dall'imprenditore delle costruzioni che ieri ha incontrato Mangiarano e ha confermato un impegno di massima, all'ipotesi di azionariato diffuso, che si potrebbe sviluppare successivamente. Allo stato attuale, però, alle dichiarazioni non risultano ancora seguiti impegni operativi.