29 Sep, 2026 - 11:53

Fabro, tentato omicidio nell’area di servizio dell’A1: arrestato a Brescia il presunto aggressore

Fabro, tentato omicidio nell’area di servizio dell’A1: arrestato a Brescia il presunto aggressore

Dall’area di servizio Fabro Est, lungo l’autostrada A1, a Brescia. È il percorso seguito dall’indagine sul tentato omicidio avvenuto il 29 luglio scorso, quando una persona è stata aggredita con un coltello e raggiunta da più fendenti, uno dei quali avrebbe sfiorato la vena giugulare. A distanza di circa due mesi dai fatti, gli accertamenti hanno portato all’individuazione del presunto aggressore, rintracciato presso la propria abitazione nel Bresciano e raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di tentato omicidio.

La misura è stata richiesta dalla Procura della Repubblica di Terni nell’ambito delle indagini preliminari. Al centro dell’attività investigativa sono finite soprattutto le immagini del sistema di videosorveglianza dell’area di servizio, considerate decisive per ricostruire i passaggi dell’aggressione e arrivare all’identificazione della persona ritenuta responsabile.

A completare il quadro investigativo sono state le informazioni fornite dalla stessa vittima. Un insieme di elementi che ha consentito agli investigatori di spostare progressivamente il fuoco dell’inchiesta fino alla Lombardia, dove il presunto autore è stato individuato e arrestato.

L’aggressione nell’area di servizio Fabro Est

L’episodio risale al 29 luglio 2026, nell’area di servizio Fabro Est, lungo la direttrice dell’A1 che attraversa il territorio ternano. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, la vittima sarebbe stata aggredita con un coltello e colpita più volte.

Non si sarebbe trattato quindi di un unico fendente: gli investigatori hanno ricostruito una sequenza caratterizzata da più coltellate, alcune delle quali in prossimità di zone vitali. Tra le ferite riportate, una avrebbe sfiorato anche la vena giugulare.

È da questo episodio che ha preso avvio un’attività investigativa che ha coinvolto più articolazioni della Polizia di Stato e che, attraverso l’analisi degli elementi disponibili, ha consentito di dare un nome alla persona ritenuta responsabile dell’aggressione.

L’indagine coordinata tra Orvieto e Terni

L’attività investigativa è partita immediatamente dopo il fatto. A lavorare sul caso sono stati la Polizia Stradale di Orvieto, il Commissariato di Orvieto e la Squadra Mobile della Questura di Terni. Il lavoro congiunto ha permesso di raccogliere e mettere in relazione differenti elementi utili alla ricostruzione della vicenda. Da una parte le informazioni fornite dalla vittima, dall’altra le immagini registrate dalle telecamere presenti nell’area di servizio.

La videosorveglianza ha rappresentato uno degli elementi centrali dell’inchiesta. Le registrazioni hanno infatti consentito agli investigat ori di disporre di un supporto visivo per ricostruire quanto accaduto nell’area di Fabro e per orientare gli accertamenti successivi.

La stessa Procura, nel ricostruire l’attività svolta, sottolinea il ruolo avuto dalle immagini e dagli elementi raccolti dalla vittima. "L’indagine - la nota della Procura - è partita immediatamente dopo l’episodio e ha visto lavorare insieme la polizia Stradale di Orvieto, il commissariato di Orvieto e la squadra Mobile della Questura di Terni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima sarebbe stata aggredita con un coltello e raggiunta da più fendenti, alcuni dei quali in prossimità di zone vitali. Tra le ferite riportate, una avrebbe sfiorato anche la vena giugulare. Un ruolo importante nell’attività investigativa è stato svolto dalle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza dell’area di servizio. A queste si sono aggiunte le informazioni fornite dalla stessa vittima, elementi che hanno consentito agli investigatori di arrivare all’identificazione della persona ritenuta responsabile dell’aggressione. Gli accertamenti hanno quindi portato fino a Brescia, dove il presunto autore è stato individuato presso la propria abitazione e arrestato. La misura cautelare è stata disposta nell’ambito delle indagini preliminari. Per la persona sottoposta alle indagini vale dunque il principio di presunzione di innocenza e la sua eventuale responsabilità penale dovrà essere accertata con sentenza definitiva".

Dalle immagini all’identificazione

È stato dunque il lavoro di incrocio degli elementi raccolti a consentire agli investigatori di arrivare all’identificazione del presunto autore.

Le telecamere dell’area di servizio Fabro Est hanno fornito immagini considerate importanti per la ricostruzione dell’episodio. A queste si sono aggiunte le informazioni rese dalla vittima, contribuendo a indirizzare gli accertamenti verso una persona precisa. Una volta identificato il soggetto ritenuto responsabile, gli investigatori hanno seguito la pista fino a Brescia, dove l’uomo è stato successivamente rintracciato.

L’arresto a Brescia

Gli accertamenti hanno infine portato gli investigatori nella provincia di Brescia. Il presunto autore dell’aggressione è stato individuato presso la propria abitazione e arrestato in esecuzione della misura cautelare.

La contestazione è quella di tentato omicidio, in relazione all’aggressione con coltello avvenuta nell’area di servizio di Fabro. La misura è stata disposta nell’ambito della fase preliminare del procedimento, sulla base degli elementi raccolti durante l’attività investigativa.

Il principio di presunzione di innocenza

La vicenda giudiziaria è tuttavia ancora nella fase delle indagini preliminari. La stessa Procura sottolinea pertanto la necessità di applicare il principio di presunzione di innocenza nei confronti della persona arrestata. L’uomo è infatti sottoposto alle indagini e la misura cautelare non equivale a una sentenza di condanna. L’eventuale responsabilità penale dovrà essere accertata nel corso del procedimento e potrà essere affermata soltanto con sentenza definitiva.

AUTORE
foto autore
Francesco Mastrodicasa
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE