Sono oltre mille i passeggeri con biglietti per i voli tra Perugia e Catania che stanno facendo i conti con la chiusura dello scalo siciliano, disposta a causa dell’attività dell’Etna.
A confermare il dato è stato il direttore dell’Aeroporto dell’Umbria, Umberto Solimeno, secondo il quale, considerando anche i collegamenti previsti per oggi, 13 agosto, sono già sei i voli Perugia-Catania dirottati verso altri aeroporti della Sicilia.
Le destinazioni alternative finora utilizzate sono Palermo, Trapani e Comiso, in provincia di Ragusa.
Ogni collegamento può trasportare circa 190 passeggeri e, in questo periodo di alta stagione, i voli viaggiano pressoché al completo. Da qui la stima prudenziale di oltre un migliaio di persone già direttamente interessate dalla chiusura dell’aeroporto etneo.

La situazione potrebbe diventare ancora più pesante se lo stop al traffico aereo dovesse protrarsi.
Secondo le stime fornite dalla direzione dello scalo umbro, nel caso di una chiusura di una settimana il numero complessivo dei passeggeri coinvolti potrebbe arrivare a 1.800-1.900 persone.
Un dato che restituisce la dimensione concreta del problema soprattutto in un momento dell’anno caratterizzato da una forte domanda turistica e da voli molto frequentati.
Il collegamento Perugia-Catania rappresenta infatti una delle rotte più utilizzate nel periodo estivo e il blocco dello scalo siciliano produce inevitabilmente una catena di conseguenze su partenze, arrivi, riprotezioni e trasferimenti via terra.
Il direttore dell’aeroporto dell’Umbria ha descritto un quadro tutt’altro che semplice.
«In queste ore siamo di fronte a una situazione complessa, perché ci sono molti voli ogni giorno da e per l’aeroporto di Catania, così come per lo scalo di Palermo, dove è di conseguenza difficile trovare spazi per partenze e arrivi non programmate», ha spiegato Solimeno.
Il problema non riguarda quindi soltanto la disponibilità di aeroporti alternativi, ma anche la possibilità concreta di trovare slot operativi in scali che, nel pieno della stagione estiva, sono già fortemente impegnati.
Ogni dirottamento richiede infatti una riorganizzazione della catena operativa, dalla gestione dei passeggeri fino ai trasferimenti successivi verso la destinazione originaria.
La chiusura dell’aeroporto di Catania non rappresenta un evento del tutto eccezionale.
Solimeno ha ricordato che «purtroppo ogni anno, a causa dell’attività dell’Etna, fronteggiamo problematiche di questo tipo».
Storicamente, ha aggiunto, questi episodi tendono a protrarsi per pochi giorni, ma la durata resta inevitabilmente incerta perché dipende direttamente dall’attività vulcanica.
«L’attività dell’Etna è imprevedibile», ha sottolineato il direttore.
Per questo motivo aeroporti e compagnie si attengono ai bollettini quotidiani che aggiornano sulle condizioni operative dello scalo di Catania e sulla possibilità di riapertura.
Anche per oggi, 13 agosto, i bollettini segnalano la chiusura dell’aeroporto.
Sulla rotta tra Perugia e Catania opera Ryanair, che nel periodo estivo garantisce una frequenza particolarmente alta.
Solimeno ricorda che la compagnia effettua «10 collegamenti su 5 giorni alla settimana».
Una programmazione intensa che spiega perché anche una chiusura di pochi giorni possa tradursi rapidamente in centinaia di passeggeri interessati.
È inoltre la compagnia aerea a decidere dove operare i voli alternativi e a organizzare il successivo trasporto verso Catania dei passeggeri che, pur avendo acquistato un biglietto per lo scalo etneo, vengono fatti atterrare in un altro aeroporto siciliano.

Il momento non potrebbe essere più delicato.
Siamo infatti nel cuore di agosto, quando la domanda di trasporto aereo è particolarmente elevata e gli aeroporti siciliani lavorano già su volumi importanti.
Questo rende più difficile assorbire i voli dirottati e può generare ritardi, trasferimenti aggiuntivi e tempi di viaggio più lunghi per chi deve raggiungere Catania da Palermo, Trapani o Comiso.
Per molti passeggeri il volo resta operativo, ma cambia la destinazione finale. In questi casi il viaggio non termina con l’atterraggio e deve proseguire via terra.
Al momento, quindi, la parola d’ordine è prudenza.
L’evoluzione dipenderà direttamente dall’attività dell’Etna e dai successivi bollettini aeroportuali.
Per i viaggiatori con partenza o arrivo previsto sulla tratta Perugia-Catania diventa fondamentale controllare gli aggiornamenti della compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto.
Il bilancio provvisorio parla già di oltre mille passeggeri coinvolti e di sei collegamenti dirottati.
Se lo stop dovesse protrarsi, il numero potrebbe quasi raddoppiare.
Ancora una volta, la forza imprevedibile del vulcano siciliano dimostra quanto rapidamente un fenomeno naturale possa trasformarsi in un problema operativo capace di coinvolgere aeroporti, compagnie e migliaia di viaggiatori.