Non ce l'ha fatta Federica Donati. A nove giorni dall'esplosione che ha sventrato il suo appartamento di via Giambattista Vico a Perugia, la psicologa e scrittrice di 47 anni si è spenta lunedì 31 agosto, alle ore 23, nel reparto grandi ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena. Il suo corpo non ha retto alle gravissime lesioni riportate sull’80 per cento del corpo, drammatico epilogo della deflagrazione che ha trasformato in un inferno l'abitazione in cui amava ritirarsi per scrivere.

Il dramma si era consumato lo scorso 22 agosto. Secondo le prime evidenze tecniche, l’ambiente saturo di gas sarebbe esploso in seguito all'innesco di una scintilla scattata azionando un interruttore elettrico in cucina. Travolta dalla potenza dell'onda d'urto e circondata dal fuoco, Federica Donati ha compiuto un gesto estremo: si è lanciata dalla finestra del quarto e ultimo piano per salvarsi. Sopravvissuta al tremendo impatto nel giardino sottostante, è stata rianimata sul posto dai soccorritori e trasportata d'urgenza all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, prima del trasferimento nel centro specializzato romagnolo. Nello scoppio, che ha compromesso l'intera struttura, è rimasta lievemente ferita anche una seconda persona.

Nata a Roma e cresciuta a Mentana, la vittima era una professionista affermata. Dopo la laurea in Psicologia, da dieci anni viveva a Londra, mantenendo però un legame viscerale con l'Italia. La casa perugina, acquistata per lei dai genitori, era il suo spazio creativo. Qui ritrovava la tranquillità necessaria per dedicarsi alla sua vocazione letteraria. Aveva già pubblicato tre libri e si trovava in città proprio per lavorare al suo quarto romanzo. Una vita piena di progetti, spazzata via in pochi secondi a causa di quella che appare come una fatale fuga di gas.

Il decesso ha imposto un'immediata accelerazione sul fronte giudiziario. Il fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Perugia, inizialmente focalizzato sul disastro, ha subito la modifica del titolo di reato, ora rubricato in “crollo e omicidio colposo”. Nelle ultime ore, i Carabinieri hanno condotto nuovi rilievi dall'alto con l'elicottero per mappare i danni della palazzina, documentando il crollo parziale del tetto. L'immobile resta sotto stretto sequestro preventivo, e dal comando delle indagini filtra una direttiva chiara: “Sarà indispensabile garantire la totale messa in sicurezza dell'edificio prima di consentire ai periti e ai Vigili del fuoco di svolgere i sopralluoghi interni senza correre rischi”. Solo queste ispezioni potranno chiarire definitivamente l'origine della perdita letale.