Al seggio si è presentato il 96% degli aventi diritto, una marea silenziosa che in tempi di astensionismo politico superiore al 50% assume i contorni di un plebiscito della partecipazione. Hanno votato in quasi 9 su 10, segno di una fabbrica che non solo produce acciaio, ma anche comunità. Nel silenzio dei reparti e sotto il rumore dei carri ponte, i lavoratori del gruppo Arvedi Acciai Speciali Terni e del Tubificio di Terni hanno riscritto gli equilibri della rappresentanza. L’articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori parla di rappresentanza, ma la notte del 14 maggio 2026, negli spogliatoi dello stabilimento di Terni, si è vista soprattutto fatica. I membri della commissione elettorale e gli scrutatori hanno lavorato “fino a notte fonda”, come ricorda il comunicato Fiom, per certificare un voto che, per i diretti interessati, non è mai solo un numero.
Nel dettaglio, il nuovo assetto delle Rsu (Rappresentanze Sindacali Unitarie) all’AST Arvedi vede 6 seggi alla Fim Cisl, 5 alla Fiom Cgil, 4 alla Uilm Uil, 2 alla Fismic Confsal e 1 all’Ugl. Un equilibrio che riflette la frammentazione del mondo sindacale nella grande industria ternana, con la Cisl che allunga il passo e la Fiom che riesce a contenere i danni dopo un biennio difficile segnato da riorganizzazioni e turnover.
Al Tubificio di Terni i seggi in palio erano tre. E la spartizione finale vede Maurizio Chiari (Fim Cisl), Yuri Cricco (Fiom Cgil) e Mirco Storni (Fismic Confsal).
All’Ast Arvedi si conferma il peso della Fim Cisl dentro la fabbrica di viale Brin. Alle elezioni per il rinnovo della Rsu di Acciai Speciali Terni la federazione metalmeccanica della Cisl si conferma prima organizzazione, unica sigla a eleggere delegati in tutti e tre i collegi: un rappresentante tra i quadri, due tra gli impiegati, sei tra gli operai. Il risultato arriva al termine di quattro giorni di voto nei reparti di viale Brin e consegna alla Fim un ruolo centrale nel nuovo “parlamentino” sindacale, chiamato a gestire la fase Arvedi tra investimenti, riorganizzazioni interne e confronto sugli accordi aziendali.
A dare la notizia per primo in piena notte è stato il regionale Riccardo Marcelli, che coordina anche l'area Terni-Orvieto del sindacato. La Fim Cisl rafforza il proprio radicamento anche in un sito del gruppo a Terni. La Fim Cisl Umbria viene infatti confermata prima organizzazione pure al Tubificio Arvedi, dove conquista deleghe sia nel fronte operaio sia in quello impiegatizio, consolidando la propria rappresentanza complessiva nel polo siderurgico ternano.
Soddisfazione anche per il segretario territoriale della Fim Cisl, Simone Liti, che in un post su Facebook ha ringraziato gli 804 votanti che nelle elezioni del gruppo Ast hanno espresso la propria preferenza per la lista del sindacato.
La Fiom Cgil non nasconde le difficoltà, ma rivendica un risultato che definisce di “rappresentanza importante”. I numeri parlano chiaro: nel dettaglio delle preferenze, il sindacato guidato da Alessandro Rampiconi ha ottenuto all’AST Arvedi 444 voti per le Rsu e 460 per gli Rls. Al Tubificio di Terni i consensi sono stati 25 per le Rsu e 27 per gli Rls. Numeri che, pur in calo rispetto al passato, hanno permesso alla Fiom di eleggere complessivamente 7 rappresentanti (5 operai, 1 impiegato e 1 Rsu al Tubificio), confermandosi la seconda forza sindacale all’interno del gruppo. “Non cantiamo vittoria”, ha dichiarato Rampiconi al termine dello scrutinio. “Ma da subito saremo all’ascolto dei lavoratori, compresi quelli somministrati che non hanno potuto votare. La richiesta che abbiamo raccolto durante le assemblee è chiara: serve un nuovo radicamento della Rsu nel rapporto con i dipendenti”. Un messaggio che il segretario provinciale affida anche al lavoro della rappresentanza uscente, che “proseguirà con la nuova squadra di eletti”.

“Una grande prova di consolidamento per la Uilm di Terni”. Così il segretario generale della Uilm di Terni, Simone Lucchetti, commenta l’esito delle elezioni delle Rsu di Arvedi/Acciai Speciali Terni.
“La Uilm si conferma e consolida come seconda organizzazione sindacale all’interno del Polo siderurgico, con 494 voti totali e 50 di stacco dalla terza. Grazie a tutte le lavoratrici e i lavoratori che hanno dato fiducia ai nostri candidati. L’impegno, la coerenza e la determinazione pagano sempre. Grazie anche ai nostri candidati, che si sono messi in gioco per sostenere la Uilm. La forza del gruppo è un fattore determinante”.
All'indomani dello scrutinio, è intervenuto anche Andrea Difino, segretario provinciale della Fismic Confsal di Terni, per rivendicare un risultato che definisce “di assoluto rilievo”. In un contesto in cui il numero complessivo delle Rsu è passato da 27 a 24 delegati, la Fismic è riuscita a confermare tre Rsu all'interno di Arvedi-AST e una Rsu al Tubificio di Terni. “Siamo l'unica organizzazione a mantenere inalterati i numeri delle Rsu dell'ultimo rinnovo datato 2022”, sottolinea Difino. “Un risultato importante che non arriva per caso, ma che è il frutto di oltre venticinque anni di impegno costante, presenza quotidiana, ascolto dei lavoratori e capacità di affrontare concretamente i problemi reali delle persone”. Il segretario provinciale, che ha da poco assunto la guida dell'organizzazione ternana, ammette una certa emozione personale: “Riuscire immediatamente a portare a casa un rinnovo RSU così importante, nonostante la riduzione complessiva dei seggi disponibili, rappresenta per me motivo di grande soddisfazione e responsabilità”. Un ringraziamento particolare Difino lo rivolge ai propri eletti: Marco Bruni, Francesco Bartolucci, Roberto Rocci e Mirko Storni. E ai lavoratori che hanno scelto la Fismic, il messaggio finale è di continuità: “Continueremo con determinazione, umiltà e senso di responsabilità a rappresentare i lavoratori, mettendo sempre al centro il rispetto, la dignità e la difesa del lavoro”.
Non solo Fismic. A sorprendere tra i banchi della rappresentanza sindacale di Acciai Speciali Terni è anche l'UGL Metalmeccanici, che esce dalla tornata elettorale con un risultato definito “importante” dai suoi vertici nazionali. A dare la notizia sono Antonio Spera, segretario nazionale UGL Metalmeccanici, e Daniele Francescangeli, vicesegretario nazionale con delega alla siderurgia. Secondo quanto riportato in una nota congiunta, il sindacato ha raddoppiato i consensi rispetto al passato ed è riuscito a eleggere anche una rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS). “Si tratta di un risultato che dimostra la continuità, la credibilità e il radicamento della nostra organizzazione sindacale all'interno delle acciaierie ternane”, dichiarano i due sindacalisti. “Un risultato tutt'altro che scontato, in un momento particolarmente delicato per il comparto siderurgico nazionale ed europeo”. Spera e Francescangeli mettono il dito nella piaga di un settore sotto pressione: “Stiamo assistendo all'importazione di acciaio proveniente da Paesi asiatici, che sta mettendo seriamente in difficoltà non solo le acciaierie italiane, ma anche quelle europee”. Per questo, l'UGL Metalmeccanici ribadisce la necessità di interventi urgenti, annunciando di aver già chiesto all'Unione Europea “misure concrete per contrastare l'importazione di acciaio a costi fortemente ridotti”. Il messaggio finale è di ringraziamento verso i lavoratori: “Il consenso ottenuto rappresenta per noi un ulteriore stimolo a proseguire con determinazione il lavoro quotidiano di tutela dei diritti, della sicurezza e dell'occupazione”.
Alle precedenti elezioni Rsu del maggio 2022 aveva votato il 94,1 per cento dei circa 2.270 aventi diritto, cioè poco più di duemila lavoratori. La Rsu uscente era composta da 27 delegati complessivi. Nove erano della Fim Cisl, sette della Fiom Cgil, sette della Uilm, tre della Fismic, uno della Ugl. Nel dettaglio la Fim esprimeva sette delegati tra gli operai e due tra gli impiegati. La Fiom un’impiegata e sei operai, la Uilm un quadro, un impiegato e cinque operai, la Fismic due operai e un impiegato, la Ugl un delegato operaio. Oggi, con il nuovo accordo, i seggi da assegnare nelle elezioni Rsu sono 24 e non più 27.