È stata una manifestazione riuscita quella organizzata nel pomeriggio di mercoledì 12 agosto dagli astrofili dell’associazione Gubbio sotto le Stelle al belvedere del Bar Ristorante La Cia, nei pressi della basilica di Sant’Ubaldo, sul Monte Ingino.
Oltre duecento persone hanno raggiunto il luogo scelto per seguire l’eclissi parziale di Sole, trasformando per alcune ore uno dei punti panoramici più suggestivi della montagna eugubina in un vero osservatorio astronomico all’aperto.
Tra il pubblico c’erano curiosi, soci dell’associazione, appassionati e rappresentanti della politica locale. Una partecipazione ampia che ha confermato quanto i fenomeni astronomici riescano a suscitare interesse quando vengono accompagnati da un’attività divulgativa capace di renderli comprensibili e accessibili a tutti.

Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza dell’osservazione, aspetto fondamentale quando si tratta di seguire direttamente un’eclissi solare.
A cura dell’associazione sono stati distribuiti ai presenti gli speciali occhiali per eclissi conformi alla norma internazionale ISO 12312-2, progettati appositamente per l’osservazione diretta del Sole.
Non si tratta di semplici lenti scure né di comuni occhiali da sole, ma di dispositivi dotati di filtri specifici capaci di ridurre a livelli sicuri la radiazione solare che raggiunge l’occhio.
La distribuzione degli occhiali ha consentito così al pubblico di seguire il fenomeno direttamente e in sicurezza, affiancando l’esperienza personale alle immagini ottenute attraverso le apparecchiature dell’associazione.

L’evento non si è infatti limitato alla semplice osservazione del cielo.
Grazie alle apparecchiature elettroniche di Gubbio sotto le Stelle, l’eclissi è stata seguita in diretta e le immagini sono state messe a disposizione del pubblico presente, permettendo di osservare con maggiore precisione le diverse fasi del fenomeno.
La manifestazione è stata inoltre trasmessa in streaming su internet dal presidente dell’associazione, Alessandro Luconi, con l’ausilio dell’astrofilo Federico Pierini.
Un elemento importante, perché ha consentito di estendere idealmente l’osservazione ben oltre il belvedere del Monte Ingino, coinvolgendo anche chi non aveva potuto raggiungere fisicamente il luogo dell’appuntamento.
«Il cielo diventava così contemporaneamente spettacolo naturale e immagine condivisa», con la tecnologia utilizzata non per sostituire l’osservazione diretta, ma per renderla più leggibile e partecipata.

Per qualche momento il vero avversario degli astrofili è stato il tempo.
Nel corso del pomeriggio nuvole sempre più consistenti si sono addensate verso Ovest, proprio nella direzione nella quale il Sole stava progressivamente abbassandosi verso l’orizzonte.
Una situazione che ha creato inevitabile apprensione, considerando che l’eclissi del 12 agosto era osservabile dall’Umbria nelle ore prossime al tramonto e che proprio l’orizzonte occidentale rappresentava il settore decisivo per seguire le fasi finali del fenomeno.
Le nuvole, però, non hanno chiuso completamente la visuale.

Tra aperture improvvise e momenti nei quali il disco solare tornava visibile, è stato possibile osservare la fase finale dell’eclissi nel momento di maggiore copertura visibile dal luogo.
Sono state così ottenute anche immagini particolarmente suggestive, nelle quali la presenza delle nubi, anziché rappresentare soltanto un ostacolo, ha finito in alcuni momenti per aggiungere un elemento scenografico alla visione del Sole parzialmente oscurato.
Alla riuscita dell’appuntamento hanno contribuito diversi componenti di Gubbio sotto le Stelle.
Accanto ad Alessandro Luconi e Federico Pierini hanno partecipato alle attività gli astrofili Aurelio Fiorucci e Mirko Mariucci, mentre Giampiero Lilli, astrofotografo, ha contribuito alla documentazione dell’evento e alla raccolta delle immagini.

Dietro una manifestazione di questo tipo esiste infatti un lavoro che il pubblico vede soltanto in parte: predisposizione degli strumenti, verifica delle apparecchiature, collegamenti elettronici, distribuzione dei dispositivi di protezione, gestione del pubblico e capacità di adattarsi rapidamente alle condizioni atmosferiche.
Ed è proprio nei momenti nei quali il cielo non collabora completamente che organizzazione ed esperienza diventano decisive.
Il dato più significativo rimane comunque quello della partecipazione.
Oltre duecento persone riunite su un belvedere del Monte Ingino per osservare un fenomeno astronomico rappresentano un risultato importante e dimostrano l’esistenza di un interesse diffuso verso l’astronomia.
In un’epoca nella quale gran parte delle immagini del cielo arriva già pronta attraverso telefoni e schermi, ritrovarsi fisicamente in un luogo, indossare gli occhiali protettivi, aspettare che una nube si sposti e vedere finalmente la Luna intaccare il disco solare possiede qualcosa di completamente diverso.
È esperienza, attesa e condivisione.
«Non sempre il cielo concede tutto ciò che si vorrebbe vedere, ma proprio l’attesa rende più prezioso ciò che alla fine riesce a mostrare».

Anche il luogo ha contribuito al successo dell’iniziativa.
Il belvedere della Cia, poco distante dalla basilica di Sant’Ubaldo, offre una posizione privilegiata sul versante del Monte Ingino e ha permesso di associare il fenomeno astronomico a uno dei paesaggi più riconoscibili di Gubbio.
La manifestazione del 12 agosto ha quindi unito divulgazione scientifica, sicurezza, tecnologia, partecipazione popolare e territorio.
Le nuvole hanno provato a sottrarre l’eclissi agli osservatori, ma non sono riuscite a cancellarla.
Quando il Sole è tornato a mostrarsi nella fase culminante della copertura, le oltre duecento persone presenti hanno potuto assistere al momento che stavano aspettando.
Ed è stata probabilmente proprio questa alternanza tra attesa e apparizione a rendere ancora più suggestiva una giornata che Gubbio sotto le Stelle può considerare pienamente riuscita.