02 Feb, 2026 - 15:15

'È un problema mio'. Contro l'amore che soffoca a febbraio le nuove affissioni 'Da togliere il fiato'

'È un problema mio'. Contro l'amore che soffoca a febbraio le nuove affissioni 'Da togliere il fiato'

Febbraio è tradizionalmente il mese dell'amore. Eppure proprio intorno a questo sentimento, nascono e proliferano narrazioni spesso distorte dove a farne le spese sono più frequentemente le donne. È con tale presupposto che nei prossimi giorni prenderanno il via nuove affissioni in tutta l'Umbria nell'ambito del progetto 'È un problema mio'. La campagna, nata nel 2025 e promossa da Terni Donne APS, si pone l'obiettivo di creare consapevolezza sulla violenza di genere con un messaggio fondamentale: non si tratta di un fatto privato ma di una resposabilità collettiva in cui l'intera società ricopre un ruolo.

Febbraio: "Se toglie il fiato non è amore"

Dopo la prima uscita di novembre, il titolo delle affissioni di febbraio è 'Da togliere il fiato' con i manifesti, accompagnati da azioni educative, che verranno affissi nelle principali città umbre. Il titolo, scrivono da Terni Donne, vuole "stimolare una riflessione sulla narrazione dominante dell’amore romantico, che a volte invece nasconde dinamiche problematiche all’interno delle relazioni, normalizzando comportamenti di controllo, gelosia e limitazione della libertà personale". 

La scelta di febbraio per il nuovo lancio è fortemente simbolica, nata con la volontà di smascherare il lato marcio e malato dell'amore stesso. Ed è qui che si inserisce la sollecitazione di Terni Donne "con l’obiettivo di mettere in discussione una narrazione distorta che troppo spesso sovrappone amore e possesso, sentimento e controllo, relazione e sopraffazione". L’amore, sottolineano, "non giustifica la violenza, non implica sofferenza e non può mai trasformarsi in dominio".

Coinvolgimento affettivo e limitazione della libertà: il confine deve essere chiaro

Le nuove affissioni verranno collocate in luoghi ad alta visibilità nei vari territori umbri. Il loro scopo principale è quello di innescare una riflessione partecipata sul confine tra coinvolgimento affettivo e limitazione della libertà, mettendo in discussione quegli elementi che mostrano le falle della lettura tradizionale.

'Da togliere il fiato' ribalta così l'usuale comunicazione che si fa dell'amore ponendosi in antitesi rispetto all'uso celebrativo dell’espressione. La domanda è chiara: che cosa, nelle relazioni, può diventare soffocante e privare di autonomia?. "I manifesti - proseguono da Terni Donne - non si limitano a veicolare un messaggio, ma interpellano direttamente gli uomini e la società nel suo complesso, spostando il tema dalla dimensione privata a quella della responsabilità collettiva".

Il caso di una scuola di Amelia

Dal suo lancio 'È un problema mio' ha piantato nuovi semi nelle comunità che ha toccato con uno sguardo attento anche alle giovani generazioni. In questa direzione va il lavoro portato avanti ad Amelia dove una docente ha coinvolto studenti e studentesse in un’attività di ricerca e documentazione dei manifesti presenti sul territorio. L'affissione è diventata così un’occasione di confronto per riflettere sul significato di parole e relazioni e di ciò che implicano, con un approccio critico.

Una campagna frutto del lavoro in rete e sul territorio

'È un problema mio' è un progetto nato in rete che vede la collaborazione delle associazioni impegnate nel contrasto alla violenza di genere. Confronto, ascolto e attenzione al linguaggio ne sono capisaldi nella consapevolezza che le parole hanno sempre un peso e un significato più ampi.

Di pari passo con le affissioni procedono sul territorio le attività con scuole, insegnanti, genitori e adulti. Diversi i laboratori formativi attivati dove, spiegano le promotrici, viene posta la massima attenzione alla responsabilizzazione degli uomini. Un passaggio da intendersi come "il cambiamento culturale più urgente per prevenire la violenza e promuovere relazioni libere, rispettose e non violente".

'È un problema mio' è promosso da Terni Donne APS, in partenariato con Libera…mente Donna ETS, Rete delle Donne Antiviolenza, APS Forum Donne Amelia e UDI Perugia ETS e con il finanziamento del Dipartimento per le Pari Opportunità.

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Sara Costanzi
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