Il consumo e lo spaccio di sostanze stupefacenti tra i minori rappresentano oggi una delle emergenze sociali più delicate, non solo a Perugia ma in tutta Italia. L’abbassamento dell’età dei ragazzi coinvolti, unito alla diffusione di nuove sostanze sempre più facilmente reperibili, ha acceso l’allarme tra istituzioni, scuole e famiglie.
Per rispondere in modo strutturato a questa tendenza, il Comune di Perugia e la Prefettura hanno sottoscritto il progetto “Scuole Sicure”, ottenendo un finanziamento di 34.659,43 euro da parte del Ministero dell’Interno.
Un intervento che punta a prevenire e contrastare lo spaccio di droga tra i più giovani, agendo prima che il disagio si trasformi in devianza conclamata.

Il protocollo è stato firmato dalla sindaca Vittoria Ferdinandi e dal prefetto Francesco Zito, sancendo una collaborazione istituzionale che mette al centro la tutela dei minori.
Nel documento si evidenzia come «l’interesse criminale a coinvolgere anche le fasce adolescenziali» stia contribuendo alla diffusione del consumo e dello spaccio tra soggetti sempre più giovani, con gravi ripercussioni sulla salute e sul corretto vivere civile.
Una fotografia lucida di un fenomeno che non può più essere affrontato solo con interventi repressivi, ma richiede azioni educative e preventive continue.
Cuore del progetto sarà l’attivazione di corsi di educazione alla legalità, realizzati dagli agenti della polizia locale, guidati dalla comandante Nicoletta Caponi.
I corsi — 42 incontri per un totale di 84 ore di formazione — si svolgeranno da gennaio a maggio e saranno rivolti agli studenti delle classi terze delle scuole secondarie di secondo grado.
L’obiettivo è fornire ai ragazzi strumenti concreti di conoscenza, senza allarmismi ma con chiarezza, affinché possano comprendere davvero le conseguenze delle proprie scelte.
I contenuti dei corsi affronteranno numerosi aspetti legati al consumo e allo spaccio di droga:
effetti delle sostanze sulla salute fisica e psichica,
illecito amministrativo e sanzioni previste,
sospensione dei documenti in caso di detenzione,
reati connessi allo spaccio,
guida sotto l’effetto di stupefacenti,
conseguenze che possono arrivare dall’accertamento fino all’incidente e all’omicidio stradale.
Un percorso pensato per rendere evidenti i legami tra comportamenti individuali e responsabilità collettive.
Come si legge nel progetto sottoscritto dal Comune, l’intento è chiaro:
«Creare e rafforzare nei giovani la cultura della legalità, nonché la conoscenza degli effetti del consumo delle sostanze stupefacenti in relazione ai comportamenti devianti e alle loro conseguenze nei rapporti interpersonali e nella fruizione degli spazi collettivi».
Non solo informazione, dunque, ma educazione civica nel senso più profondo, legata al rispetto di sé, degli altri e degli spazi condivisi.
Un altro obiettivo strategico riguarda il rapporto tra i ragazzi e le istituzioni locali.
«Potenziare nei giovani la conoscenza e la fiducia nelle istituzioni cittadine», si legge ancora nel documento, «rafforzando il ruolo del Comune nella prevenzione e nella riduzione del rischio legato al consumo e allo spaccio di sostanze stupefacenti».
La presenza diretta della polizia locale nelle scuole mira anche a superare diffidenze e stereotipi, mostrando il volto educativo delle istituzioni.
Al termine di ogni percorso formativo verrà effettuata un’indagine di customer satisfaction, attraverso la somministrazione di questionari agli studenti.
I ragazzi avranno anche spazi aperti per proporre idee e suggerimenti, che potranno diventare base di partenza per nuove iniziative future.
Un elemento che riconosce agli studenti un ruolo attivo, non passivo, nel processo di prevenzione.
Il progetto prevede inoltre:
la distribuzione di materiale informativo nelle scuole,
una campagna di sensibilizzazione online,
l’acquisto di un veicolo di servizio,
e kit per l’individuazione delle sostanze stupefacenti.
Strumenti operativi che rafforzano la capacità di intervento del Comune e rendono il progetto non solo educativo, ma anche concreto sul piano della prevenzione territoriale.

Il progetto Scuole Sicure nasce dalla consapevolezza che la repressione da sola non basta. Occorre intervenire prima, quando i comportamenti non sono ancora consolidati e quando il dialogo può fare la differenza.
Informare, spiegare, responsabilizzare: sono queste le parole chiave di un’iniziativa che punta a proteggere i giovani non attraverso la paura, ma attraverso la conoscenza.
In una fase storica in cui la droga raggiunge sempre più precocemente l’età adolescenziale, la prevenzione diventa non solo una scelta politica, ma un dovere educativo verso le nuove generazioni.