16 Mar, 2025 - 15:00

Perugia, donna sparita nel nulla: cosa sappiamo

Perugia, donna sparita nel nulla: cosa sappiamo

Perugia si è trasformata in una gigantesca scacchiera, dove ogni strada, vicolo e angolo nascosto viene battuto senza sosta per ritrovare la donna di 52 anni, dipendente dell’ospedale Santa Maria della Misericordia, svanita nel nulla. Nessun avviso, nessun indizio chiaro. Solo la sua auto, abbandonata nel parcheggio dell’ospedale, e dentro un cellulare privo di Sim card, un dettaglio che grida mistero. C’è chi parla di allontanamento volontario, chi ipotizza altro, ma una cosa è certa: qualcosa non torna e le indagini si stanno muovendo su un terreno sempre più scivoloso.

L’auto rinvenuta nel parcheggio dell’ospedale

L'auto della donna è stata rintracciata nel parcheggio dell'ospedale, immobile come se il tempo si fosse fermato. Dentro, il cellulare senza Sim, un particolare che non è certo passato inosservato. Un oggetto che avrebbe dovuto essere un ponte con il mondo esterno, ora trasformato in un pezzo di plastica muto, lasciando aperta la porta a ogni possibile scenario.

La macchina delle ricerche si è attivata immediatamente, con un dispiegamento di forze che non lascia spazio all’improvvisazione. La prefettura di Perugia ha richiamato in campo tutte le risorse disponibili: vigili del fuoco con unità cinofile pronte a fiutare ogni traccia, droni che perlustrano dall’alto ogni centimetro utile, squadre specializzate pronte a coprire ogni possibile direzione di fuga o di allontanamento.

Il protocollo per le persone scomparse è stato avviato senza esitazioni e ora si sta battendo ogni sentiero, ogni angolo della città, ma anche le aree più difficili da raggiungere. Boschi, strade sterrate, zone impervie: nulla viene lasciato intentato. La sensazione che qualcosa di strano stia accadendo si fa sempre più forte, mentre il tempo scorre e ogni minuto che passa diventa sempre più pesante. 

Coinvolgimento delle forze dell’ordine

Accanto ai vigili del fuoco, polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale stanno battendo ogni pista senza tralasciare nulla. I controlli si stanno moltiplicando, con verifiche incrociate su telecamere di sorveglianza, tabulati telefonici e ogni possibile traccia lasciata dietro. Gli inquirenti parlano con chiunque possa fornire informazioni utili: colleghi, amici, vicini di casa. La speranza è che un dettaglio apparentemente insignificante possa rivelarsi la chiave per sbloccare il mistero.

Sul fronte operativo, si è mobilitato un vero e proprio esercito di soccorritori. Il Drago 147, l’elicottero giunto da Bologna, sorvola le zone più impervie, mentre a terra gli agenti procedono battendo sentieri e argini con il supporto delle unità cinofile. Le ricerche si estendono anche nelle aree più remote, boschive e difficili da raggiungere. Il tempo scorre inesorabile e la tensione è palpabile: ogni minuto che passa riduce le possibilità di trovare la donna in condizioni ottimali. Il caso diventa sempre più intricato, mentre la città osserva, in attesa di risposte.

Tecnologia e uomini sul campo per accelerare le ricerche

Le operazioni vanno avanti senza sosta, con tecnologie di ultima generazione che stanno passando al setaccio le zone più impervie. Droni con termocamere sorvolano le aree critiche, cercando qualsiasi traccia che possa ricondurre alla donna, mentre le unità cinofile perlustrano boschi e sentieri con fiuto infallibile.

Sul fronte investigativo, bocche cucite. Le autorità non si sbilanciano sulle ipotesi, ma il livello di dispiegamento delle forze suggerisce che ogni pista venga presa sul serio. Il dettaglio del cellulare senza Sim rende tutto ancora più nebuloso: un gesto volontario o un elemento lasciato dietro con uno scopo preciso?

Nel frattempo, la macchina delle ricerche non si ferma nemmeno di notte. Uomini e mezzi continuano a lavorare senza tregua, perché il tempo, in questi casi, è un lusso che nessuno può permettersi.

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Francesca Secci
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