Il perimetro di una grande industria non si misura soltanto dai volumi di produzione o dall'estensione dei suoi impianti, ma dalla capacità di farsi baricentro sociale per la comunità in cui opera. Ieri pomeriggio, negli spazi dell'Academy Arvedi AST, questa vocazione ha trovato una declinazione concreta attraverso la nascita di un nuovo asse strategico che unisce impresa, sanità pubblica e volontariato. Di fronte a una platea di dipendenti, si è svolto il primo incontro informativo volto a strutturare e sostenere la raccolta di sangue e plasma nel territorio ternano. Promossa in sinergia con l'Azienda Ospedaliera di Terni, l'AVIS Regionale Umbria, l'AVIS Comunale di Terni e le RSU aziendali, l'iniziativa risponde a un fabbisogno sanitario crescente e introduce una novità sostanziale: la possibilità di effettuare la verifica preliminare dell’idoneità medica direttamente all’interno dello stabilimento, abbattendo i tempi della burocrazia e facilitando l’accesso al percorso di donazione.
L'evento di ieri non rappresenta un episodio isolato, bensì lo sviluppo naturale di un percorso avviato nei mesi scorsi, quando l'Azienda Ospedaliera di Terni ha manifestato la necessità di intercettare nuovi donatori per garantire la continuità delle terapie e degli interventi chirurgici complessi. La risposta di Arvedi AST si è concretizzata in un modello partecipativo che ha trovato l'immediata sponda delle RSU aziendali, le quali hanno aderito al progetto riconoscendone l'alto valore civile e assistenziale.
L'incontro si è inserito capillarmente all'apertura delle sessioni formative dell'Academy, consentendo ai responsabili medici e ai vertici dell'associazione di volontariato di dialogare direttamente con le maestranze prima dell'inizio delle lezioni tecniche. In questo contesto, i rappresentanti del Servizio Trasfusionale hanno illustrato i dati relativi alle scorte ematiche locali, evidenziando come il ricambio generazionale dei donatori rappresenti oggi una delle sfide prioritarie per la tenuta del sistema sanitario regionale.
Il vero punto di svolta logistico del progetto risiede nella semplificazione dell'iter d’accesso per i lavoratori. Spesso, infatti, la volontà di donare si scontra con le difficoltà organizzative legate ai tempi di attesa e agli spostamenti necessari per i controlli preventivi. Per superare questa frizione, l'accordo prevede l'attivazione di un servizio ambulatoriale dedicato presso la Cassa Mutua Aziendale.
Qui, il personale sanitario del Servizio Trasfusionale dell'Ospedale di Terni eseguirà i prelievi e le visite preliminari necessarie a stabilire l'idoneità del dipendente. Una volta ottenuto il via libera medico, il lavoratore dovrà recarsi presso il Centro Trasfusionale cittadino esclusivamente per l'atto della donazione vera e propria. Questo meccanismo riduce l'impatto sui tempi di vita e di lavoro dei dipendenti, trasformando la fabbrica in un presidio avanzato di prevenzione e solidarietà.
L'iniziativa locale si colloca nel quadro programmatico del Protocollo d'intesa sottoscritto a livello nazionale e regionale tra Confindustria Umbria e AVIS Regionale Umbria, volto a diffondere la cultura della donazione all'interno dei luoghi di lavoro. Nel panorama industriale umbro, Arvedi AST si attesta come una delle primissime realtà ad aver tradotto le linee guida del protocollo in azioni operative e misurabili, integrando la solidarietà nei propri processi di welfare aziendale.
L'impatto del progetto è stato sottolineato da Giovanni Scordo, Direttore Relazioni Esterne e Istituzionali, Welfare e Responsabilità Sociale di Arvedi AST, che ha tracciato il bilancio di questa prima fase di lavoro:
“La collaborazione tra impresa, istituzioni sanitarie, volontariato e rappresentanze dei lavoratori dimostra come sia possibile costruire iniziative concrete a favore della comunità. La richiesta di supporto dell'Azienda Ospedaliera di Terni si è trasformata in un percorso condiviso che oggi unisce informazione, prevenzione e semplificazione dell'accesso alla donazione. Mettere a disposizione l’Academy Arvedi per momenti di formazione e la Cassa Mutua Aziendale per la verifica all’idoneità, significa contribuire concretamente ad aumentare il numero dei donatori e sostenere il sistema trasfusionale del territorio”.
Al termine della sessione informativa, a testimonianza della convergenza istituzionale sull'obiettivo, i principali attori del progetto - Enrico Marconi (Presidente AVIS Regionale Umbria), Marta Micheli (Responsabile del Servizio Trasfusionale dell'Azienda Ospedaliera di Terni) e Sergio Commissari (Presidente AVIS Comunale di Terni) - hanno confermato la volontà di rendere questo modello stabile e replicabile, segnando un avanzamento tangibile nelle politiche di responsabilità sociale d’impresa applicate alla salute pubblica.